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domenica 14 giugno 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

GAETANO

PONE


Seconda intervista

 



 

Gaetano Pone è un allenatore di calcio di Napoli e così ci si presenta.

 

Mi chiamo Gaetano Pone e sono nato a Napoli 31/01/78, inizio a giocare a calcio come tutti i bambini per strada senza regole l’unica regola era di vincere. Poi iniziai la scuola calcio che si chiamava Cavallino, nel ruolo di portiere. Vorrei anche precisare che all’epoca chi era bravo entrava con un provino e non pagava niente, ed io sono stato uno di quelli. Riprendendo il discorso dico che ho frequentato molto la scuola calcio, successivamente ho iniziato a giocare nelle categorie dilettantistiche sino ad arrivare da under all’eccellenza, per poi finire la mia carriera da calciatore in seconda categoria. Successivamente ho iniziato una nuova vita calcistica.

 

All’inizio allenavo i portieri, poi lo sono diventato per l’intera squadra. Ho iniziato in terza categoria fino ad arrivare in promozione riuscendo a vincere 3 campionati, da solo come mister, invece un campionato di promozione l’ho vinto come secondo.  Nella carriera sono arrivato 3 volte ai play off l’ultima volta è stata la scorsa stagione con il Sant’ Arpino.

 

La scorsa stagione ho allenato l’ASD Mariglianese Calcio, per poi interrompere il rapporto dopo qualche mese.”

 

 

 

 




La prima domanda che le voglio fare è la seguente durante la stagione calcistica appena conclusa lei interrompe il rapporto che aveva con la Mariglianese Calcio, quando si interrompe un rapporto c’è sempre amarezza, lei come ha vissuto quel momento?

 

Il momento di rottura con la Mariglianese è stato per me una piccola sconfitta perché non sono riuscito nel mio piccolo ad arrivare al obbiettivo prefissato, inoltre ho lasciato  un bel gruppo squadra dove c’era una grande empatia.

 

Mi pare di capire che lei è pronto per una nuova avventura calcistica che tipo di proposta vorrebbe?

 

Sono pronto per rimettermi in gioco, e trovare una società con idee chiare e fare in  modo di lasciarmi lavorare come io solo so fare.

 

All’orizzonte c’è già qualche squadra?

 

Si sa in questo periodo ci sono tante chiacchiere, ma ancora non ho deciso. Perché come ho detto prima cerco un ambiente sereno e positivo affinché lavori con serenità.

 





Di lei ho letto molto bene, c’è grande stima nei suoi confronti, e ciò fa piacere, in che modo lei è riuscito a essere considerato come un gran professionista?

 

Nel mio piccolo ho sempre cercato di farmi voler bene in ogni incarico che ho ricevuto come allenatore, e ho sempre fatto parlare per il mio lavoro che metto a disposizione alla squadra e alla società. 

 

Si dice spesso che il calcio è malato, che per giocare in diverse squadre di diverse categorie il giocatore deve portare degli sponsor, se non addirittura pagare, io trovo assurdo tutto ciò e immagino anche lei e chi non ha sponsor ma possiede un grande talento cosa deve fare?

 

Questa domanda è molto interessante, hai detto bene il calcio è malato dal settore dei dilettanti sino ad arrivare al calcio professionistico. Il vero talento in questo periodo non si vede, ma si dà importanza solo al portafoglio, e perciò questo sport sta andando sempre più in declino, nonostante ciò io cerco di difendermi lavorando con rispetto e tanta dedizione 

 








Tornando all domanda precedente, sono iniziati i mondiali e sono tre volte consecutive che l’Italia è esclusa, i motivi, inoltre lei che ricetta avrebbe per tornare ad essere competitivi?

 

Il fatto che non vediamo l’Italia ai mondiali e perché non riusciamo a cambiare le regole per far in modo che si lavori sui giovani, e tornado alla risposta che ho dato precedentemente bisogna che già dalla scuola calcio e dal cosiddetto calcio minore si faccia una vera svolta, per far in modo che crescono nuove leve. 

 

Il calcio sino adesso che cosa le ha dato e che cosa le ha tolto?

 

Il calcio mi ha dato delle grandi emozione e ha fatto in modo che  io rimanessi  giovane, però  mi ha tolto tanto i momenti con la mia famiglia. 

 

Lei inizia allenando in terza categoria e per ben tre volte vince il campionato, in che modo è riuscito a raggiungere un simile traguardo?

 

Vincere è sempre molto difficile, ma con il lavoro e la passione che uno mette si riesce sempre ad arrivare ai traguardi prefissati. 

 

Il suo pregio principale da allenatore qual è?

 

Riesco sempre a coinvolgere tutti, dallo staff alla squadra e a condividere con loro le mie idee.

 

E il suo peggior difetto?

 

Mi fido troppe volte delle persone e non guardo oltre il dito. 

 

Dell’ottima stagione al Sant’Irpino che ci può raccontare?

 

La stagione a Sant Arpino è stata un’annata spettacolare dal primo giorno che ho calpestato il campo fino all’ultimo giorno, con l’obiettivo raggiunto dei play off. E ringrazio la società e il presidente Salvatore Brasiello 

 






Qual è la principale qualità che deve avere un allenatore?

 

In queste categorie non ci deve essere solo la tecnica e tattica, ma la capacità di gestire un gruppo sapendo bene che non è solo l’unico mestiere che fanno i ragazzi ma è un dopo lavoro e perciò bisogna essere capaci di capirli e di farli stare bene 

 

Il miglior modo per gestire dei conflitti con la squadra o con qualche giocatore quale potrebbe essere?

 

Il miglior modo è parlare e confrontarsi per trovare sempre la soluzione bene per entrambi 

 






Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto di dove è arrivato sino ad ora? 

 

È facile dire e cambiare ma se il percorso fatto è qst fin ad ora nn cambierei niente anzi farei lo stesso quello che ho fatto fin ad ora perché ne sono fiero. 

 

Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Nella mia vita ammiro un giocatore di una certa età, ma vedo in lui il sacrificio e l’ambizione per riuscire ad arrivare dove lui è arrivato: Roberto Baggio.

 





Un pronostico, secondo lei chi potrebbe vincere i mondiali?

 

È un bel mondiale ci sono parecchie nazionali ben attrezzate, un mio pronostico: Francia o Germania 

 

In questo momento il più grande allenatore chi è? 

 

Essendo che sono un allenatore giovane io ti dico che non mi dispiace Paladino, ha tanto doti e può veramente arrivare a traguardi importanti. 

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse?

 

In qst momento sono in finale con la Coppa Campania con l’ under 17 e vorrei tanto vincerla e poi vincere un nuovo campionato. 

 






A chi vuole dedicare questa intervista?

 

In primis a mia moglie Anna che mi sostiene in tutte le mie decisioni, e a mio padre e mia madre che sono i miei primi  tifosi. 

 

Ultima domanda a chi sente di dover ringraziare per l’allenatore che è riuscito a diventare? 

 

Ringrazio la mia prima società  quando era diretta da Antonio Gargiulo che mi ha dato la possibilità di diventare quello che sono oggi.

 

 


 

Grazie

 

14 06     2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 



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