SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
MARIO
DI MAIO
Il suo ruolo è quello di essere un terzino con ottime doti offensive abbinate ad ottima fase difensiva, impiegato dal 1’ al 90’ in tutte le partite (campionato e coppa) ha contribuito in maniera significativa alla vittoria del campionato di promozione girone B.
Squadre dove ha militato: Materdei; U16-Fenix; U17/18; Marianella 2024/2026.
Per quanto riguarda la stagione appena conclusa non posso che essere soddisfatto di com’è andata. Dopo la scorsa stagione, dove non avevo, trovato molto spazio soprattutto nella prima parte di campionato, finalmente quest’anno sono stato al centro del progetto e, secondo me, ho ricambiato la fiducia che il mister ha riposto in me.
Per la prossima stagione sa dove andrà a giocare, oppure tutto è avvolto nella nebbia?
La prossima stagione al momento è un’incognita. Nonostante un paio di proposte dalla promozione, per la stagione 2026/2027 vorrei cimentarmi nel campionato di eccellenza o chissà magari anche qualcosa in più.
Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?
Non c’è stato un preciso momento dove ho scoperto che la mia vita sarebbe ruotata intorno al calcio. Ho iniziato a giocare all’età di 4 anni senza mai smettere neppure 1 mese, quindi è come se fossi nato per praticare questo sport, come se il mio destino fosse stato già scritto sin da subito.
I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”
I miei genitori da quando giocavo in strada fino ad ora mi hanno assecondato al 100%. Da sempre sono presenti su qualsiasi campo io vada a giocare, non importa se freddo o caldo, neve o pioggia, loro ci sono sempre stati e so che continuerà ad essere così.
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
Tra le squadre in cui ho giocato sicuramente il Marianella è quella che porto di più nel cuore. In primis essendo la squadra del mio quartiere dove sono nato e cresciuto e dove passavo pomeriggi interi a giocare per strada. C’è un legame fortissimo che ci lega, ma anche perché è stata la mia prima squadra per quanto riguarda il calcio dilettantistico, inoltre essa mi ha permesso di affacciarmi a questo nuovo mondo.
Di lei si dice un gran bene, è molto apprezzato, immagino che le faccia piacere, qual è dunque il suo segreto per essere un ragazzo così stimato?
Innanzitutto sono molto contento di queste voci che circolano sul mio conto. Io non faccio nulla in particolare, sono un ragazzo semplice che si allena costantemente al 100%, rispetta la società, lo staff e i compagni di squadra accettando consigli dai più esperti e, quando possibile, aiutare chi ne ha bisogno.
Si ricorda il suo goal più bello?
Sfortunatamente nel corso di questi due anni col Marianella in prima squadra non sono riuscito a mettere a referto un gol. Sono un giocatore che segna davvero molto poco, ma durante questa stagione, durante gli ottavi di finale di coppa Campania con la Juniores U19, sono riuscito a segnare il gol del momentaneo 1-0 nella gara contro il Gricignano (successo per 4-0) sugli sviluppi di calcio di punizione dal limite.
Grandi discussioni con il mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
Fortunatamente nel corso della mia carriera ho sempre avuto bellissimi rapporti con i miei allenatori, non ho mai fatto sì che nascessero delle discussioni, delle divergenze, cerco sempre odi discutere in generale con tutti loro. Sono un giocatore che accetta sempre e comunque le decisioni del mister e che si adatta nel miglior modo possibile a quest’ultime.
Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
In gruppo sono un giocatore che ha sempre accettato i consigli dei suoi compagni sia grandi che piccoli. Fortunatamente ho avuto a che fare con uomini con la U maiuscola, calciatori che mi hanno sempre aiutato a migliorarmi e che giorno dopo giorno mi davano dei suggerimenti per svolgere al meglio il mio ruolo.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)
Un mio difetto potrebbe essere il fatto di fare la scelta sbagliata al momento di un cross o magari una volta arrivato sul fondo e avendo tante opzioni, fare la scelta più complicata.
Un mio pregio, secondo me, è sicuramente la grinta, non guardo in faccia l’avversario, non mi lascio intimorire, penso solo a svolgere il mio compito nel migliore dei modi senza guardare chi ho di fronte.
Un giocatore che lei ammira tantissimo?
Per quanto riguarda il calcio dilettantistico posso dire che ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con giocatori fortissimi e uomini fantastici. Se devo fare solo un nome, non me ne vogliano gli altri, penso subito a Giovanni Scuotto. Sin dalla stagione 2024/2025 è stato il giocatore che mi ha supportato di più, in campo, ma anche e soprattutto fuori, facendomi sentire sempre importante e spronandomi a dare sempre di più.
Famiglia e amici quanto sono importanti per lei?
Nella vita della maggior parte dei ragazzi la famiglia e gli amici ricoprono un ruolo fondamentale. Non è un caso diverso il mio, sia la famiglia, ma soprattutto gli amici giocano un ruolo fondamentale nella crescita personale e io posso dire di essere molto fortunato e soddisfatto delle persone che ho accanto a me.
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
Un sogno che vorrei si realizzasse nell’immediato potrebbe essere quello di fare il salto di categoria andando a giocare magari nel massimo campionato del calcio dilettantistico o addirittura nel professionismo.
A chi si sente di dedicare questa intervista?
Dedico quest’intervista alla mia famiglia, ai miei amici e alla mia ragazza.
A chi direbbe grazie per il calciatore che è diventato sino ad oggi?
Ci sono molte persone che meriterebbero un mio grazie per il calciatore che sono diventato oggi, ma tra tutti non posso che ringraziare i miei genitori che mi sopportano da 15 anni e mi assecondano in ogni mia scelta.
Grazie
20 06 2026
(Tutti i diritti riservati)
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