SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
STANY
MALAFRONTE
Stany Malafronte è un giocatore campano e così si presenta: “
“Mi chiamo Stany Malafronte sono nato a Vico Equense provincia di Napoli il 19 08 2004 e sono un difensore centrale: però posso fare anche terzino destro o terzino sinistro.
Ho iniziato nella scuola calcio Real Stabia per poi proseguire nella Boys Gragnano, a 14 anni ricevo una chiamata nella ASD Città di Gragnano per giocare nell’ under 19 nazionali segnando un goal.
Proseguo nel Sant Aniello Gragnano, qui ci rimango per tre anni arrivando due volte ai play off, purtroppo perdiamo una semifinale ai play off.
Successivamente mi arriva la chiamata dall’ ASD Città di Gragnano e attualmente sono due anni che milito in questo club”.
Per prima cosa la ringrazio per aver accettato di essere intervistato, la prima domanda che le voglio fare è la seguente com’era terminata la stagione 2025-2026. Si rpuò ritenere soddisfatto delle sue prestazioni oppure poteva fare di più?
Nella stagione 2025/2026 il nostro obiettivo principale era conquistare la salvezza. Siamo riusciti a raggiungerla con quattro giornate di anticipo, grazie al lavoro, al sacrificio e all’unione di tutto il gruppo.
Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?
Fin da piccolo trascorrevo gran parte del mio tempo giocando a calcio. È stato proprio allora che ho capito che questo sport sarebbe diventato la mia più grande passione.
I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”
I miei genitori mi hanno sempre sostenuto e assecondato in questo percorso. La loro vicinanza è stata fondamentale e continua a esserlo ancora oggi.
Si ricorda il suo goal più bello?
ll gol più bello della mia carriera è sicuramente quello realizzato quando giocavo con il Sant’Aniello: segnai al 95º minuto una rete decisiva, che ci permise di conquistare l’accesso ai playoff. È un’emozione che porterò sempre con me.
Secondo lei grandi giocatori si nasce oppure ci si può diventare grazie a uno stile di vita sano e a un duro allenamento?
Credo che calciatori si nasca, perché il talento e la passione fanno parte di noi. Tuttavia, con il giusto impegno, il sacrificio e la costanza si può crescere e diventare un giocatore completo.
Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
Ho sempre accettato con serenità e rispetto le scelte dell’allenatore. Ogni decisione viene presa per il bene della squadra e il compito di un calciatore è continuare a lavorare, facendosi trovare pronto quando viene chiamato in causa.
Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
All’interno del gruppo ascolto molto i miei compagni, soprattutto quelli con maggiore esperienza. Dai più grandi si può sempre imparare qualcosa, sia dal punto di vista calcistico sia umano. Anche qui a Gragnano sento di far parte di uno spogliatoio unito, nel quale il confronto aiuta tutti a crescere.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)
Un mio pregio è la disponibilità: sono pronto a mettermi al servizio della squadra e a giocare in qualsiasi reparto del campo, secondo le esigenze del mister. Un mio difetto, invece, è che a volte sono un po’ testardo, ma cerco di trasformare questa caratteristica in determinazione.
Una domanda che non sempre faccio, lei domani riceve una chiamata da un club estero, se la sentirebbe di lasciare ogni cosa per questa nuova avventura?
Per inseguire un’opportunità importante sarei disposto a lasciare tutto e affrontare una nuova avventura. In questo momento, però, sono concentrato sul Gragnano e voglio dare il massimo per questi colori, ripagando la fiducia della società e dei tifosi.
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
ll mio sogno è riuscire a giocare in un campionato importante. So che per raggiungerlo serviranno tanto lavoro e continuità, ma ogni allenamento e ogni partita con la maglia del Gragnano rappresentano un passo nel mio percorso di crescita
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Dedico questa intervista a mia nonna, che non c’è più da tre anni, ma che continua a essere sempre presente nel mio cuore. Ogni traguardo e ogni soddisfazione portano con sé anche il suo ricordo.
Per il calciatore che è diventato c’è una persona a cui sente di dire grazie?
Per il calciatore che sono diventato ringrazio lo staff della scorsa stagione e quello di quest’anno il Presidente Scala ed il Direttore Sportivo Inserra, che continuano ad aiutarmi a migliorare. Un ringraziamento speciale va anche ai miei compagni di spogliatoio, con i quali condivido sacrifici, emozioni e obiettivi. Indossare la maglia del Gragnano è per me motivo di orgoglio e voglio onorarla ogni giorno con impegno, rispetto e senso di appartenenza.
Grazie
12 09 2026
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