SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
LIVIO
SCUOTTO
Livio Scuotto è il dirigente calcistico della Real Aversa 1925, conosce sotto tutti gli aspetti il calcio professionistico e dilettantistico. È di Napoli ed è nato nel 1975, ha ricoperto ruoli importanti come direttore sportivo in società di grande importanza e prestigio: Giugliano, Bisceglie, Afragolese, Manfredonia, e nell’ultima stagione, Sarnese.
Prima di essere direttore ha giocato in diverse squadre menziono queste: inizia a giocare con la Casertana (1994), seguono Afragolese, Arzanese, Boys Caivanese, Puteolana, Gladiator, Onlus Ercolano, Ferrini Benevento, Potenza, Real Metapontino, nel 2012 – 2013 milita presso il club A.Z. Picerno.
Grazie per aver accettato per fare questa intervista, le chiediamo di dirci qualcosa su questa stagione calcistica, di conseguenza, come sta andando la squadra? Soddisfatto, oppure ritiene che i giocatori non si siano espressi al 100 per 100?
La stagione calcistica è iniziata con 6 partite e 10 punti fatti, fino ad oggi stiamo facendo bene in un girone molto difficile e competitivo, piano piano i giocatori arriveranno ad ottenere la forma migliore.
La classica domanda, quando si è accorto che il calcio sarebbe diventato la sua grande passione, c’è stato un episodio che lei ricorda oppure è stata una scelta casuale?
Fin da piccolo il calcio è stato la mia grande passione e oggi sono 40 anni sia da giocatore sia da dirigente che lavoro in questo sport meraviglioso.
All’inizio suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”
Sono cresciuto senza il mio papà avendolo perso all’età di 6 anni, mia madre voleva che studiassi, ma la passione era troppo grande affinché potessi dedicarmi allo studio, così ho scelto il calcio.
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
Ho giocato in tante squadre ed in tante cittadine ed ognuna mi ha lasciato un’esperienza e ha contribuito a formarmi a livello caratteriale. Sono maturato come uomo e menzionare una squadra dirne sarebbe certamente riduttivo.
Lei giocava nel ruolo di?
Giocavo da centravanti, la numero 9 mi ha accompagnato per tantissimi anni.
Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
Sì ho avuto anche discussioni con gli allenatori, ma sono sempre state risolte con “una pace fatta” e con qualche gol importante.
Generalmente che ruolo aveva all’interno del gruppo, mi spiego ascoltava i consigli dei compagni, discuteva serenamente con loro, oppure tendeva a imporre la sua volontà?
Sono stato sempre un “uomo , quesquadra”, un trascinatore e una persona che ha sempre pensato al bene del gruppo ascoltando e dando consigli buoni ai miei compagni.
Ad un certo punto lei diventa direttore sportivo, come mai questa scelta (molti, la maggior parte sono diventati allenatori)?
Anni fa ho cominciato a fare il DS, questo perché mi è sempre piaciuto costruire squadre e lanciare calciatori. Dopo aver smesso a 39 anni e appesi gli scarpini ho avuto la possibilità di cominciare il mio attuale lavoro dopo un anno.
La squadra dov’è stato che ricorda con maggior piacere?
Come ti ho detto da calciatore così ti dico da Direttore, ogni città e ogni squadra con la quale ho avuto rapporti di lavoro mi ha insegnato qualcosa e di conseguenza ho maturato esperienza, quindi direi un po’ tutte.
Da quest’anno lei è il direttore della prestigiosa Real Aversa 1925, soddisfatto di quest’incarico e come si sta trovando?
Sì, da quest’anno sono al Real Aversa in D, accettando la proposta della famiglia Tinto mi sono sentito onorato di poter iniziare con loro questa attuale esperienza in una piazza storica e importante.
Il principale obiettivo che si prefigge?
Il mio obbiettivo è quello di fare bene senza pormi limiti, lavorando con professionalità, con voglia e rispetto verso la piazza.
Per chi conosce poco il suo lavoro, com’è la giornata tipo di un direttore sportivo?
Il direttore sportivo non ha orari, lavora sempre in cerca di giocatori, specie nel mercato iniziale e durante l’anno per migliorare la rosa, se ce ne fosse bisogno, inoltre seguo tutti gli allenamenti della squadra, tutti i ritiri e le partite, quindi dall’inizio della stagione alla fine si lavora tutti i giorni con grande passione e attenzione per le situazioni che si vengono a creare.
Successi e delusioni si equivalgono oppure maggiori sono i successi rispetto alle delusioni?
i successi sono un premio dei tuoi innumerevoli sacrifici e del lavoro che si fa sperando di arrivare sempre agli obbiettivi prefissati con soddisfazione, mentre le delusioni le sconfitte sono esperienze formative che ti insegnano a dare di più e a fare di più facendoti crescere l’esperienza e maturandoti come uomo.
Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse?
Non seguo altri sport, mi piace e sono innamorato solo è unicamente del calcio che è la mia grande passione ed il mio lavoro da quando sono nato ad oggi.
Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto di dove è arrivato sino ad ora?
Forse farei scelte più con la testa che con il cuore… se potessi tornare indietro.
Un sogno per il futuro?
Il mio sogno è quello di crescere sempre di più in questo lavoro che svolgo.
Ultima domanda, a chi vorrebbe dedicare quest’intervista?
Dedico questa intervista a me stesso che fin da piccolo ho sempre lottato e mai mollato, anche quando ho ricevuto delusioni e sconfitte ho saputo sempre reagire con carattere e forza ed oggi dopo 40 anni lotto ancora in questo mondo del calcio pieno di ingiustizie e raccomandazioni, ma pur sempre molto bello!
Grazie
08 10 2026
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