SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
LORENZO
MOSCETTA
Lorenzo Moscetta (laziale) è stato un giocatore di calcio e ora è un allenatore, così si presenta:
“Ciao Paolo,
è un piacere essere qui con te oggi e avere la possibilità di intervistato per la tua testata online.
Mi chiamo Lorenzo Moscetta, ho 33 anni e da qualche anno ho intrapreso questa nuova avventura in veste di allenatore di calcio emergente.
Questa passione è nata un pò per gioco anche se secondo me nasce da quando ho iniziato a praticare questo sport nel ormai lontano 1998. Ricordo ancora quel giorno di settembre...
Scarpe da ginnastica, pantaloncino giallo, maglietta della Roma e un piccolo campo di terra. In quei giorni nasceva la "Pro Calcio Aprilia”, la mia casa del calcio degli anni futuri fino all'età di 17 anni.
Con questa società ho avuto la fortuna di avere allenatori di grande rilievo della provincia di Latina come Menotti, Lidozzi, Moscetta e soprattutto Gherghi.
I Primi due citati mi hanno fatto conoscere questo sport insegnandomi che cos'è la passione.
Moscetta Fulvio (mio padre) mi ha allenato soprattutto nella Pre- Agonistica e mi ha fatto amare il calcio, insegnandomi i veri valori sportivi di questo "strano" mondo.
Invece Fabio Gherghi è stato l'allenatore modello da cui prendo ispirazione oggi.
Con lui sono riuscito a vincere due campionati provinciali da capitano nella provincia come regina assoluta del campionato. Eravamo un gruppo nato dal niente ma lui è riuscito a renderlo forte nel giro di un paio di anni.
Fabio Gherghi mi ha trasmesso soprattutto i valori dello spogliatoio e di quanto sia importante allenarsi con impegno ogni giorno.
Ho concluso la mia "carriera" calcistica tre anni dopo nel Borgo Flora nel campionato di Promozione.
Con loro ho portato a casa un altro campionato provinciale e qualche presenza in Coppa Lazio.
Invece il percorso da allenatore nasce nel Maggio del 2023 parlandone con mio padre.
Ho iniziato ad allenare nel Settembre 2023 con il Real Aprilia ed ora da Luglio 2026 ho questo nuovo impegno con il " Lanuvio Campoleone “, società militante nel campionato di Promozione nella provincia di Roma."
La prima domanda che le voglio fare è la seguente è allenatore presso la società Lanuvio Campoleone, qual è l’età dei giocatori e come si trovando in questo ambiente?
Il "Lanuvio Campoleone" è una realtà emergente nonostante nasca nel lontano 1966.
Sono entrato in contatto con loro in modo casuale e da subito ho avuto ottime impressioni.
Ho trovato persone competenti, umili e con tanta voglia di fare. Vantiamo un campionato di promozione e già diversi iscritti tra l' agonistica e il settore giovanile. Inoltre abbiamo due strutture di ottimo livello e un completo centro a disposizione dei più giovani per crescere come meritano. Quest'anno farò parte degli istruttori della scuola calcio. In conclusione ci sono tutti i presupposti per fare una grande stagione.
Questa domanda la faccio sempre: quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?
Io sono cresciuto nel calcio e da sempre ho avuto un imprinting per questo sport. Prima lo conoscevo solo da giovane calciatore ma ora che ho cambiato veste forse mi appassiona ancor di più, inoltre è stato sempre la mia "ancora " di vita.
Suo padre ha avuto un ruolo fondamentale nel formarla come giocatore, come descriverebbe la figura?
Papà è stato ed è una figura importante della mia vita. Mi ha fatto conoscere questo sport già da piccolo ed ho avuto la fortuna di averlo come allenatore per qualche anno. E’ sempre stato molto umile nel suo ruolo ma a distanza di anni posso dire che è uno dei migliori istruttori della provincia di Latina.
Un’altra figura importante è stata quella di Fabio Gherghi, perché per lei è fonte di ispirazione?
Mister Gherghi è il calcio: una vera fortuna averlo avuto nel mio percorso. Mi ha insegnato valori che oggi cerco di riportare ai miei ragazzi, ma la cosa che più mi affascina oggi, a distanza di anni, è ritrovarlo ancora sui campi da gioco nelle stesse vesti.
La sua "carriera" si conclude nel Borgo Flora (campionato di promozione), con loro ha portato a casa un altro campionato provinciale e qualche presenza in Coppa Lazio.
Oltre a farle i complimenti, che ci vorrebbe raccontare di questa esperienza?
È stata un'esperienza direi particolare. Mi ha fatto crescere tanto e mi ha consacrato a quei livelli molto giovane. Mi sono misurato con giocatori importanti di quelle categorie e mi sono divertito veramente tanto.
All’interno dello spogliatoio che ruolo aveva, tendeva a imporre la sua volontà, oppure ascoltava i suggerimenti e i consigli dei suoi compagni?
Molti mi definivano un leader silenzioso dentro e fuori dal campo. Ho sempre avuto ottimi rapporti con i miei compagni, ma prendevo consigli veramente da pochi.
Ad un certo punto per motivi personali lei lascia il calcio, a distanza di diversi anni prenderebbe quella decisione?
Sì. Ero fermamente convinto delle mie idee anche se oggi non nascondo un pizzico di nostalgia, mi manca il "sapore" dello spogliatoio.
Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse?
Mi piace molto il tennis e il Basket. Sono due bellissimi sport, ma che non saprei mai praticare e ovviamente insegnare.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)?
Mi reputo una persona molto disponibile e con tanta voglia di imparare e crescere. Forse il mio unico "difetto" è quello di essere convinto troppo delle mie idee; Magari potrebbe essere visto anche come pregio no?!
Dal 2023 lei decide di diventare allenatore, come mai questa scelta? Deduco che per lei il calcio è tutto che non può stare lontano dal rettangolo verde, è così?
Sì, entro in questo mondo in punta di piedi giorno dopo giorno.
Incomincio a guardare il calcio sotto un altro punto di vista ed è una scelta che rifarei ancora oggi.
Che ha rapporto ha con questi giovani giocatori, vista la loro età immagino che ci voglia molta pazienza?
Ho avuto la fortuna di iniziare questo percorso con dei bambini fantastici che porterò sempre nel mio cuore.
Siamo cresciuti insieme e se io sono migliorato in questo mio percorso lo devo anche a loro.
Con i bambini ci vuole gentilezza e saperli aspettare poi tutto il resto vien di conseguenza.
Questa domanda non sempre la faccio, lei domani riceve una telefonata per andare a giocare in club europeo, se la sentirebbe di lasciare ogni cosa per questa nuova avventura?
È una domanda che mi faccio da qualche tempo e posso risponderti che la voglia di imparare, crescere e conoscere realtà importanti mi lusinga.
Sino ad ora il calcio cosa le ha dato e cosa le ha tolto, se le ha tolto qualcosa?
Il calcio è stato ed è casa. Il rifugio ideale del mio benessere fisico e mentale.
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
Il mio sogno calcistico al momento è solo quello di completarmi nel giro di un paio di anni.
L'informazione e l'istruzione sono la base per poter crescere nel mondo dello sport.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
A chi mi sostiene veramente ogni giorno e mi ha tirato fuori il coraggio di saper cambiare.
Grazie
02 09 2026
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