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mercoledì 9 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

LUIGI

COPPOLA



        

 Luigi Coppola, è un giocatore   di calcio   e così si presenta: “ 

 

Mi chiamo Luigi Coppola sono nato a Napoli il 25-02-1998 sono un centrocampista centrale ed ho iniziato da piccolo nella scuola calcio Pigna a Pianura, a 16 anni sono andato alla scuola calcio Pasquale Foggia, sono stato  mandato a Roma presso il club  Vigor Perconti, a causa di un infortunio  (legamento crociato),e  dopo essermi ripreso ho militato nel:  Chieti, Terracina, Sant’Anastasia e Neapolis dove dopo mi sono fermato per 4 anni prima di ritornare con l’Imbriani Team, a causa di un altro infortunio ho dovuto  subire un altro intervento al legamento crociato, questa volta al destro, adesso dopo 2 anni d’infortunio ritorno in campo  il Pianura Calcio

 

 

 




La prima domanda che le voglio fare è la seguente quest’anno sei tornato a giocare dopo due anni dall’ultimo infortunio, soddisfatto di giocare con il Pianura calcio?

 

Sì, finalmente dopo 2 anni  mio ritorno in campo,  non vedo che arrivi il momento,  fortunatamente ho ricevuto la chiamata del Pianura calcio, tra l’altro   quest’anno è il 50° anniversario della sua fondazione, quindi sono molto soddisfatto e entusiasta da questa nuova avventura. 

 

Dopo il club Neapolis ti sei fermato 4 anni, se ho capito bene a causa di un infortunio o ci sono stati altri motivi?

 

E’ vero, ho fatto uno stop di 4 anni perché dopo situazioni mi avevano fatto passare un poco  la voglia di giocare a calcio.

 

Hai subito diversi infortuni e per un giocatore è la cosa più grave che possa accadere, come è riuscito a superarli, c’è stata qualche persona in particolare che le è stata d’aiuto?

 

Purtroppo ho avuto 2 infortuni in carriera, diciamo molto gravi da dovermi addirittura operare, qualche persona in particolare no, però sono molto fortunato ad avere una famiglia che mi ha seguito e non mi ha fatto pesare molto di questa situazione,   li devo ringraziare per questo. 

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Diciamo che non c’è stato un momento preciso dove ho scoperto di avere questa passione, è da quando ero bambino che già me la portavo dentro. 

 

I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

Come dicevo prima, fortunatamente ho avuto dei genitori che mi hanno sempre seguito sia  nel bene sia nel male, quindi non mi hanno mai fatto pesare queste scelte, anzi   mi hanno sempre sostenuto non dicendo quella classica frase

 

Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Sono rimasto più legato alla squadra del mio quartiere: l’Imbriani Team,  eravamo una famiglia tutti uniti nel bene e nel male, a tutt’oggi la seguo andando a vedere tutte le partite dei miei amici.

 





Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse? 


Ti posso dire  che sono un tipo sportivo oltre al calcio qualsiasi altro sport mi piace e lo guardo con piacere.


Lei gioca nel ruolo di? 

 

Preferisco giocare come centrocampista centrale però posso fare altri ruoli come trequartista e mezzala.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute, le ha oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

No, non ho mai avuto discussioni con il mister, ho sempre rispettato le loro decisioni con serenità.

 


Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Allora calcisticamente un mio pregio è il mio mancino e posso fare quello che voglio, un difetto invece è che in campo non ho voglia di correre dietro al pallone, e  purtroppo  è anche un mio grandissimo difetto.

 




Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Io  sono cresciuto nell’epoca di CR7 e Messi quindi sono i due giocatori che ammiro di più.

 

Una domanda che non sempre faccio, lei domani riceve una chiamata per andare a giocare in club estero, se la sentirebbe di lasciare tutto e partire per questa nuova avventura?

 

Certamente accetterei volentieri questa nuova avventura, anche perché oggi all’estero ti danno più opportunità di giocare rispetto all’Italia. 

 

Come tutti sanno l’Italia che una volta era ammirata e temuta non riesce a qualificarsi ai mondiali, secondo lei per quale motivo?

 

Come ho specificato  prima l’Italia purtroppo non offre più opportunità ai giovani calciatori di dimostrare le loro qualità, oggi si guarda più al denaro che ai ragazzini;  questa è la differenza con l’Italia di una volta. 

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Vorrei dedicare questa intervista alla mia famiglia che non mi hanno mai fatto sentire la sua mancanza, anche perché  hanno sempre  accettato e seguito sempre in qualsiasi scelta avessi in mente di fare.

 





Per il calciatore che è diventato, c’è una persona a cui si sente di dire grazie?

 

Una persona in particolare: sarebbe mia nonna, quando ero bambino mi sopportava giocando a calcio a casa facendomi delle palline con le buste della spesa e la carta gommata.

 

Grazie

 

 09  09      2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 7 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 


 

GIOACCHINO

GALLUCCIO

 


 



 

 

 

Gioacchino Galluccio è un giocatore   di calci, nato a Sarno (SA) il 30 dicembre del 2004, queste sono le squadre dove lui ha militato:

Settore giovanile: Materdei (Napoli), U15 vincitore playoff regionali Campania; Avellino (due anni): under 17 sott’età, under 17 l’anno successivo; Juve Stabia primavera; Palmese (serie D); Scafatese eccellenza; Cervinara eccellenza; sono da tre anni al Baiano che è in promozione.

 

 





La prima domanda che le voglio fare è la seguente com’era   terminata la stagione 2025-2026.Si si ritiene soddisfatto delle sue prestazioni oppure poteva fare di più? 

 

Riguardo la stagione scorsa non mi ritengo soddisfatto, ho avuto un infortunio dopo solo 3 partite che mi ha tenuto fermo per 5 mesi e sono tornato solo per poche partite. Spero quest’anno di concludere un campionato completo senza problemi fisici. 

 

L’anno scorso militava nel Baiano e così l’anno prima, e quest’anno è al terzo anno che gioca in questa società, immagino che lei si trovi bene, che cos’ha di positivo questo club?

 

A Baiano mi trovo bene,  anzi benissimo sia con la società e sia con i  tifosi che nei momenti difficili mi hanno sempre sostenuto, spero che quest’anno possa aiutarli in modo positivo a raggiungere il traguardo prefissato cioè la salvezza. 

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Ho iniziato a 4 anni e da lì non ho mai più smesso, ho affrontato momenti belli e momenti brutti anzi forse più brutti che belli, però è proprio perché c’è tanta passione che continuo a divertirmi sperando come già detto prima di giocare con tanta continuità. 

 


Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Le squadre a cui sono rimasto più legato sono la Palmese dove è stato il mio primo anno tra i grandi in cui mi hanno aiutato in tutto e per tutto, tra l’altro  ho anche esordito in serie D. Mentre attualmente sono legato anche al Baiano, questo perché dopo 3 stagioni continuo a trovarmi bene, inoltre spero di raggiungere gli obiettivi prefissati.






Lei gioca nel ruolo di? 

 

Gioco nel ruolo di attaccante centrale, ma posso giocare anche come seconda punta. 

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato e accetta le decisioni con serenità?

 

Qualche volta è capitato di aver  avuto qualche discussione con qualche mister ma il tutto sempre con grande rispetto anche qualora non avevo lo stesso pensiero ho sempre accettato tutto.

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

 

All’interno dello spogliatoio sono molto amichevole, offro e accetto consigli senza problemi. Rispetto tutti i miei amici dal più grande al più piccolo e cerco di fare gruppo il più possibile.

 

Alcune settimane fa è uscita un’intervista a suo papà che è stato prima un giocatore e adesso è un allenatore, che consigli le sta dando?

 

Mio padre mi dà tanti consigli che apprezzo tanto, soprattutto riguardo all’atteggiamento  che bisogna tenere in campo. 

 

Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Un giocatore che ammiro tantissimo è Cristiano Ronaldo il mio idolo da sempre, lo stimo tantissimo per la sua dedizione al lavoro, la sua umiltà e la sua fame. Dopo tutto quello che ha vinto continua ancora con la stessa voglia di un ragazzo di 15 anni. Semplicemente fantastico. 

 





A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Dedico quest’intervista alla mia famiglia e alla mia fidanzata che mi supportano sempre in ogni mia scelta calcistica e non. 

 

Per il calciatore che è diventato c’è qualcuno a cui vuol dire grazie?

 

Beh calciatore è un parolone, però ringrazio mio padre per tutti i consigli che mi dà e ringrazio gli allenatori che sia in modo positivo o in modo negativo mi hanno fatto diventare la persona che sono.

 

 

Grazie

 

 07   09     2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

martedì 1 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

LORENZO

MOSCETTA 

 

 



 


 Lorenzo Moscetta (laziale)  è stato un giocatore   di calcio e ora è un allenatore, così si presenta: 

 

 

“Ciao Paolo,

è un piacere essere qui con te oggi e avere la possibilità di intervistato per la tua testata online.

Mi chiamo Lorenzo Moscetta, ho 33 anni e da qualche anno ho intrapreso questa nuova avventura in veste di allenatore di calcio emergente. 

 

Questa passione è nata un pò per gioco anche se secondo me nasce da quando ho iniziato a praticare questo sport nel ormai lontano 1998. Ricordo ancora quel giorno di settembre... 

Scarpe da ginnastica, pantaloncino giallo, maglietta della Roma e un piccolo campo di terra. In quei giorni nasceva la "Pro Calcio Aprilia”, la mia casa del calcio degli anni futuri fino all'età di 17 anni.

 

Con questa società ho avuto la fortuna di avere allenatori di grande rilievo della provincia di Latina come Menotti, Lidozzi, Moscetta e soprattutto Gherghi. 

I Primi due citati mi hanno fatto conoscere questo sport insegnandomi che cos'è la passione. 

Moscetta Fulvio (mio padre) mi ha allenato soprattutto nella Pre- Agonistica e mi ha fatto amare il calcio, insegnandomi i veri valori sportivi di questo "strano" mondo.

 

 Invece Fabio Gherghi è stato l'allenatore modello da cui prendo ispirazione oggi. 

 

Con lui sono riuscito a vincere due campionati provinciali da capitano nella provincia come regina assoluta del campionato. Eravamo un gruppo nato dal niente ma lui è riuscito a renderlo forte nel giro di un paio di anni. 

 

Fabio Gherghi mi ha trasmesso soprattutto i valori dello spogliatoio e di quanto sia importante allenarsi con impegno ogni giorno. 

Ho concluso la mia "carriera" calcistica tre anni dopo nel Borgo Flora nel campionato di Promozione. 

Con loro ho portato a casa un altro campionato provinciale e qualche presenza in Coppa Lazio. 

 

Invece il percorso da allenatore nasce nel Maggio del 2023 parlandone con mio padre. 

Ho iniziato ad allenare nel Settembre 2023 con il Real Aprilia ed ora da Luglio 2026 ho questo nuovo impegno con il " Lanuvio Campoleone “, società militante nel campionato di Promozione nella provincia di Roma."

 

 


La prima domanda che le voglio fare è la seguente è allenatore presso la società Lanuvio Campoleone, qual è l’età dei giocatori e come si trovando in questo ambiente?

 

Il "Lanuvio Campoleone" è una realtà emergente nonostante nasca nel lontano 1966.

Sono entrato in contatto con loro in modo casuale e da subito ho avuto ottime impressioni.

Ho trovato persone competenti, umili e con tanta voglia di fare. Vantiamo un campionato di promozione e già diversi iscritti tra l'  agonistica e il settore giovanile. Inoltre abbiamo due strutture di ottimo livello e un completo centro a disposizione dei più giovani per crescere come meritano. Quest'anno farò parte degli istruttori della scuola calcio. In conclusione ci sono tutti i presupposti per fare una grande stagione. 

 

Questa domanda la faccio sempre: quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Io sono cresciuto nel calcio e da sempre ho avuto un imprinting per questo sport. Prima lo conoscevo solo da giovane calciatore ma ora che ho cambiato veste forse mi appassiona ancor di più, inoltre  è stato sempre la mia "ancora " di vita. 

 

Suo padre ha avuto un ruolo fondamentale nel formarla come giocatore, come descriverebbe la figura?

 

Papà è stato ed è una figura importante della mia vita. Mi ha fatto conoscere questo sport già da piccolo ed ho avuto la fortuna di averlo come allenatore per qualche anno. E’ sempre stato molto umile nel suo ruolo ma a distanza di anni posso dire che è uno dei migliori istruttori della provincia di Latina. 

 

Un’altra figura importante è stata quella di Fabio Gherghi, perché per lei è fonte di ispirazione?

 

Mister Gherghi è il calcio: una vera fortuna averlo avuto nel mio percorso. Mi ha insegnato valori che oggi cerco di riportare ai miei ragazzi, ma la cosa che più mi affascina oggi, a distanza di anni, è ritrovarlo ancora sui campi da gioco nelle stesse vesti. 

 

La sua "carriera" si conclude nel Borgo Flora (campionato di promozione), con loro ha portato a casa un altro campionato provinciale e qualche presenza in Coppa Lazio. 

Oltre a farle i complimenti, che ci vorrebbe raccontare di questa esperienza?

 

È stata un'esperienza direi particolare. Mi ha fatto crescere tanto e mi ha consacrato a quei livelli molto giovane. Mi sono misurato con giocatori importanti di quelle categorie e mi sono divertito veramente tanto.

 

All’interno dello spogliatoio che ruolo aveva, tendeva a imporre la sua volontà, oppure ascoltava i suggerimenti e i consigli dei suoi compagni?

 

Molti mi definivano un leader silenzioso dentro e fuori dal campo. Ho sempre avuto ottimi rapporti con i miei compagni, ma prendevo consigli veramente da pochi. 

 






 

Ad un certo punto per motivi personali lei lascia il calcio, a distanza di diversi anni prenderebbe quella decisione?

 

Sì. Ero fermamente convinto delle mie idee anche se oggi non nascondo un pizzico di nostalgia, mi manca il "sapore" dello spogliatoio.

 

Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse? 

 

Mi piace molto il tennis e il Basket. Sono due bellissimi sport, ma che non saprei mai praticare e ovviamente insegnare. 

 

Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)? 

 

Mi reputo una persona molto disponibile e con tanta voglia di imparare e crescere. Forse il mio unico "difetto" è quello di essere convinto troppo delle mie idee; Magari potrebbe essere visto anche come pregio no?!

 

Dal 2023 lei decide di diventare allenatore, come mai questa scelta? Deduco che per lei il calcio è tutto che non può stare lontano dal rettangolo verde, è così?

 

Sì, entro in questo mondo in punta di piedi giorno dopo giorno. 

Incomincio a guardare il calcio sotto un altro punto di vista ed è una scelta che rifarei ancora oggi. 

 

Che ha rapporto ha con questi giovani giocatori, vista la loro età immagino che ci voglia molta pazienza?

 

Ho avuto la fortuna di iniziare questo percorso con dei bambini fantastici che porterò sempre nel mio cuore. 

Siamo cresciuti insieme e se io sono migliorato in questo mio percorso lo devo anche a loro. 

Con i bambini ci vuole gentilezza e saperli aspettare poi tutto il resto vien di conseguenza. 

 

Questa domanda non sempre la faccio, lei domani riceve una telefonata per andare a giocare in club europeo, se la sentirebbe di lasciare ogni cosa per questa nuova avventura?

 

È una domanda che mi faccio da qualche tempo e posso risponderti che la voglia di imparare, crescere e conoscere realtà importanti mi lusinga.

 

Sino ad ora il calcio cosa le ha dato e cosa le ha tolto, se le ha tolto qualcosa?

 

Il calcio è stato ed è casa. Il rifugio ideale del mio benessere fisico e mentale. 

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Il mio sogno calcistico al momento è solo quello di completarmi nel giro di un paio di anni. 

L'informazione e l'istruzione sono la base per poter crescere nel mondo dello sport.

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

A chi mi sostiene veramente ogni giorno e mi ha tirato fuori il coraggio di saper cambiare.

 

 

 

Grazie

 

02   09      2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

lunedì 31 agosto 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

ANGELANTONIO

GALLUCCIO

 


 



 

 

 

 Angelantonio Galluccio (campano) è stato prima un giocatore di calcio, ora è un allenatore, così si presenta: 

 

 

La mia carriera calcistica inizia con giovanili Casertana con gli allievi nazionali e Beretti anno 1984 /1985, successivamente iniziai a 18 anni in 2° categoria al San Clemente Casamarciano con la vittoria del campionato e subendo su 30 partite 12 gol in quanto il mio ruolo era il portiere, l’anno successivo passai alla San Gennarese in promozione, arrivò l’anno in cui dovetti partire per svolgere il servizio di leva, partecipai presso la mia caserma ad un torneo interforze vincendolo.

 

Passai poi ad una società di 1° categoria Palma Campania vincendo il campionato, l’anno successivo ero al Sirico di Saviano 1° categoria vincendo il campionato; poi passai alla Palmese in eccellenza vincendo il campionato che ci permise di andare in serie D.  Altre furono le società di eccellenza dove andai a giocare, per approdare alla fine al Baiano in eccellenza

 

Giocai altri 7 campionati e a 35 anni smisi di giocare e iniziai ad allenare dalla 3° categoria.

 

Dopo alcuni anni in terza categoria   passai al Ciccano in promozione, al 2° Anno vincemmo il campionato e restammo al comando della classifica per 30.  Furono quattro  gli anni che allenai questa squadra, per poi passare a Poggiomarino in promozione e facemmo pure i play off.

 

Gli anni successivi mi videro: al Nola in promozione, al Baiano in promozione, al Cimitile ci rimasi per 4 anni, giocammo una play off di girone ed una finalissima regionale, al Marigliano, al Casamarciano in 1° categoria.

 

Al Casamarciano abbiamo stravinto il Campionato di prima ed oggi ci apprestiamo a giocare il campionato di promozione”

 

 

 

 

Come prima domanda le voglio fare questa: quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Il calcio ai miei tempi era diverso, le scuole calcio erano rare parliamo del 1982, e 1983; quindi  per forza di cose ho iniziato a frequentare il “ calcio di strada”.  Successivamente incontrai il calcio che conta e piano piano inizia tutto il mio percorso calcistico. Chiaramente quando appesi i guanti al chiodo, a 35 anni, decisi di rimanere nell’ambiente così intrapresi la carriera di allenatore, e per me è un grande piacere.

 


Se dovesse fare un bilancio, che cosa le ha dato il calcio e che cosa le ha tolto?

 

Un bilancio?  Che dire il calcio è fatto di sacrifici che magari da giovane pensi di non fare, poi con il tempo impari a fare tanti sacrifici e logicamente togli tanto tempo per te e per la famiglia. Tutto questo è naturale quando hai anche un lavoro, il tempo è quindi poco fra gli allenamenti vari e l’attività lavorativa.

 

In quanto a al dare termini ho avuto tante gratificazioni calcistiche. Ad una certa età capisci che hai dato tantissimo al calcio e sia nel bene che nel male sei stato ricambiato.

 

Lei ha una carriera invidiabile come calciatore, infatti è stato in tanti club ottenendo risultati importanti, qual è stato il suo segreto per aver ottenuto simili traguardi?

 

Il segreto? Direi i tanti   sacrifici, la voglia di fare sempre bene, la determinazione ed il rispetto per i compagni, la  società e tutto lo staff tecnico.

 

Con il mister com’è stato il suo rapporto; mi spiego accettava le loro decisioni con serenità, oppure a volte ha avuto dei confronti abbastanza accesi?

 

Il mio rapporto con gli allenatori è sempre stato buono basato sulla lealtà, anche quando andavo in panchina mi rendevo sempre disponibile con il gruppo, a volte lavoravo sull’ aspetto  relazione del gruppo e sull’ aspetto  psicologico individuale del giocatore  che era in difficoltà nello spogliatoio.

 

Ho avuto sempre grandi rapporti con gli altri portieri della rosa basando sempre il rapporto sulla lealtà e l’onestà indipendentemente tra chi giocava la domenica tra i due.

 

Perché ha deciso a un certo punto della sua vita di diventare allenatore? 

 

Avere la voglia di giocare fino a 35 è importate, gli stimoli fanno parte della vita di un calciatore senza quelli non si va da nessuna parte, così dopo aver posato i guanti la voglia di rimanere nell’ambiente c’era ancora, ecco perché decisi di prendere il patentino di allenatore.

 

Qual è la principale qualità che deve avere un allenatore? 

 

Direi che la principale qualità è essere chiaro lineare e trasparente con i propri giocatori, conta l’essere onesto anche se a volte si è fraintesi perché quando un giocatore non gioca non accetta determinate scelte facilmente, ma il tempo ed il campo sono un giudice inequivocabile sia per un allenatore che per un giocatore. Inoltre vorrei precisare che prima di andare nello spogliatoio e giudicare l’ operato di un calciatore occorre fare autocritica e poi ripartire con serenità.

 

     Qual è il suo stato d’animo prima di una partita? Quali consigli dà ai giocatori?

 

C’ è sempre una grande  emozione prima di ogni gara nonostante abbia perso il conto delle volte che sono stato nella panchina, ogni volta che inizia una partita è come se fosse  sempre la prima volta. Si tratta di un’ emozione indescrivibile, si cerca di tramettere serenità al gruppo, la tranquillità giusta per affrontare la partita nel migliore dei modi e cercare di ottenere il massimo dai propri calciatori.

 

 

E alla fine di una partita, invece? Ripensa a quello che ha sbagliato a livello tattico, oppure volta pagina? 

 

Alla fine di ogni partita e al di là del risultato faccio autocritica cercando di migliorarmi e così facendo miglioro i giocatori che ho a disposizione.

 

Una partita da allenatore che vorrebbe dimenticare? 

 

Non ho partite da dimenticare poiché ognuna di esse mi ha lasciato qualcosa sia a livello di risultato che a livello umano.

 

Ho ottenuto ottimi risultati, ma ci sono state  tante disfatte, ma fanno parte del gioco, l’ importante è essere in pace con se stessi sapendo di aver dato tutto prima durante e dopo una gara.

 

Di lei si dice molto bene è un allenatore stimato ed apprezzato, come si riesce a raggiungere un simile obiettivo?

 

Fa piacere di essere apprezzato da tanti addetti ai lavori, vuol dire che nel percorso calcistico ho sempre cercato di essere corretto con tutti e qualche numerino in termine di risultati l’ho pure ottenuto.

 

Anche suo figlio gioca a calcio, quali consigli o suggerimenti gli dà?

Mio figlio gioca a calcio, è un ragazzo umile e un gran lavoratore, in campo ha un grande potenziale però qualche infortunio importante ha impedito che potesse andare in altri gironi più importanti; è giovane e saprà dimostrarlo in futuro. Sono sicuro che con la voglia che ha e i sacrifici che sta facendo saprà dimostrare il suo valore.  

 

Un sogno per il futuro?

 

Alla famiglia perché chiaramente per giocare a calcio o allenare significa ruba tempo a loro, è vero è una passione però pure loro si sacrificano per farti stare sereno.

 

 

A chi vorrebbe dedicare quest’intervista?

 

A me stesso perché ci ho creduto, ho lottato e  ho fatto tutto ciò indipendentemente dai risultati buoni o meno buoni che ho ottenuto sia da giocatore che da allenatore.

 

Grazie per l’intervista paolo

 

 

Grazie a lei

 

 31    08      2026

 

(Tutti i diritti riservati)