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lunedì 21 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

GERARDO

MALAFRONTE

 

 



 

 

Gerardo Malafronte è un giocatore   campano di futsal   e così si presenta: “ 

“Mi chiamo Gerardo Malafronte e sono nato a Vico Equense, un paese in provincia di Napoli, il 20/08/2002.

 

Verso i 2 anni e mezzo inizio a dare i miei primi calci al pallone, solo un annetto circa dopo inizierò a frequentare la prima scuola calcio del mio paese come "centrocampista" all'inizio, i risultati sono modesti.

 

La "svolta”, se così si può dire visto anche l'età, arriva un paio d'anni dopo, quando nelle classiche sfide che facevo con mio fratello decido di mettermi in porta, all’ epoca erano due sedie che funzionavano da pali con una traversa immaginaria.

 

Mio fratello iniziava a calciare e man mano, senza che io avessi le basi da portiere, vedevo che non riusciva a fare gol e vedere lui che si innervosiva all’idea di non riuscire a segnare la cosa mi piaceva.

 

Da lì decido che il portiere sarebbe stato il mio ruolo.

Inizio a frequentare la mia prima vera scuola calcio a Castellammare di Stabia, Il Real Stabia, dove con l'aiuto del Mister Gigi Imparato in primis e Aniello Esposito poi inizio a capire e fare i primi movimenti, resto piu o meno 3-4 anni per poi cambiare, visto la comodità anche per i miei genitori, scelgo la Boys Gragnano dove passerò anche lì 4-5 anni circa.

 

Un infortunio alla spalla durante il periodo estivo mi terrà lontano dai campi per un paio d'anni, nel frattempo mi divertivo a giocare con gli amici di una vita ormai dalla mattina alla sera e qualche volta succedeva che giocassi anche in qualche partita amatoriale con persone piu grandi della mia età, gente che aveva bene o male l'età del mio papà per intenderci,

 

Tramite una partita mi arriva una chiamata per giocare in una squadra di terza categoria, vicino al mio paese, allora avevo solo 16 anni, non sono riuscito a ritagliarmi parecchio spazio, come giusto che sia vista la mia età, però in quell'anno qualcosa in me calcisticamente è cambiato.

Due anni dopo mi arriva una proposta, totalmente nuova per me: il futsal, decido di accettare e di mettermi in gioco e inizio il mio percorso a Scafati Santa Maria C5 con il mister Ciro Aceto.

Inizio a fare il campionato under 18, under 19, per arrivare poi ad esordire in C1, un bel traguardo visto l'età e i sacrifici e l'impegno che mettevo ogni giorno.

Dopo questa esperienza rimango un anno fermo, poi arriva la chiamata della Torretta dove con loro inizio a praticare la serie D, arrivando persino in finale play-off, dove tra l’altro arriva il mio primo vero gol tra i grandi. Avremo poi la promozione solo l'anno dopo in C2.

 

Purtroppo mi rendo conto che le cose non andavano bene, sentivo o meglio percepivo che non avevo più fiducia in me come gli anni scorsi così, insieme alla società decido di intraprendere un percorso diverso, arrivando, dove sono adesso da 3 anni, circa, a Castellammare di Stabia, nella società Sporting Stabia.

La squadra milita in serie D, mi sono sentito subito ben voluto in primis dal presidente Catello di Capua e dal Mister Cascone.

 

Con il gruppo c'è una forte sintonia e all’inizio avevo percepito fin subito la loro fiducia.”

 


 


 



La prima domanda che le voglio fare è la seguente com’è terminata la scorsa stagione 2025-2026.  Si può ritenere soddisfatto delle sue prestazioni oppure poteva fare di più? 

 

 

La scorsa stagione ci ha visto fuori dalla lotta play-off per un solo punto sia per demeriti nostri, ma anche perché durante il campionato è venuta a mancare quelli che sono i valori dello sport.

A riguardo delle mie prestazioni posso ritenermi abbastanza soddisfatto, in alcuni momenti potevo dare e fare di più, ma anche se faccio una partita "perfetta" chiederò sempre qualcosa in più a me stesso.

 

Adesso come sta andando la squadra; contenti oppure ritenete che si possa dare di più?

 

Al momento siamo ancora in fase di preparazione anche se a breve avremo il primo turno di coppa Campania, però al momento procede bene.

Sappiamo che ogni anno dobbiamo dare sempre di più.

 

La classica domanda: quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione, voglio anche dire, c’è stato un momento particolare che le ha scatenato questo desiderio di diventare calciatore?

 

Come ho scritto nella mia biografia ho capito che il calcio sarebbe diventata la mia più grande passione quando all’età di 2 anni e mezzo ho iniziato a dare i primi calci ad un pallone, crescendo è diventato un amore viscerale. Ho capito che volevo essere un calciatore quando  ho iniziato a giocare con i ragazzi  più grandi di me; sentivo che avevo voglia di mettermi in mostra consapevole che non ero secondo a nessuno.

 

I suoi genitori erano contenti, oppure le hanno detto: “Non sarebbe meglio se pensassi allo studio?”

 

Purtroppo ho abbandonato gli studi e ciò non mi rende felice, però i miei genitori non hanno mai messo i  paletti su quella che era  la mia passione.

 

Anche suo fratello è un giocatore in che cosa siete simili, e in che cosa siete diversi?

 

Sì, anche mio fratello è un calciatore e devo dire che forse di diverso e solo lo sport e il ruolo che facciamo, mentre invece la testardaggine, la fame e la cattiveria agonistica sicuramente “salta all’occhio” per chi ci osserva.

 





 

Come mai ad un certo punto accetta di giocare a Futsal, che cosa l’ha convinta ad accettare la proposta?

 

Decido di giocare al futsal dopo un breve periodo di inattività dai campi, accetto la proposta che mi viene fatta dal mister Ciro Aceto, all’epoca allenatore degli Scafati Santa Maria C5, lanciandomi e mettendomi in gioco verso uno  sport a me sconosciuto.

Man mano ho capito che sarebbe diventato ciò che voglio fare, sia perché è uno sport molto più veloce e poi anche perché faceva in modo che sarebbero saltate all’occhio quelle che erano le mie qualità calcistiche.

 

Dopo la chiamata al Torretta lei dice che qualcosa era cambiato, che cosa in particolare?

 

Dopo la chiamata della Torretta devo dire che all'inizio ero molto contento di riabbracciare quelli che erano stati i miei ex compagni, al primo anno perdemmo la finale play-off per fare il salto in C2, mentre il secondo anno dal nulla qualcosa cambiò, stavo percependo che il mister aveva poca fiducia nelle mie qualità di giocatore.

Dopo una lunga riflessione decisi di lasciare la Torretta, ma sarò sempre grato al club per i bei momenti passati insieme e anche perché con loro ho siglato il mio vero primo gol con i grandi.

 

Lei ha ottenuto dei buoni successi nel Futsal, si aspettava che questo sport le piacesse così tanto?

 

Successi per sfortuna, purtroppo, non ne ho avuti tantissimi, quindi vorrà dire che il prossimo successo sarà ancora più bello.

Riguardo il futsal ad essere sincero non pensavo  che mi sarebbe piaciuto così tanto, praticandolo mi sono ricreduto.

 






Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

No, non ho mai avuto discussioni e problemi né con la squadra né con i mister, accettavo ogni loro decisione, anche quando magari alcune volte ero in disaccordo, ma ho sempre tenuto tutto dentro senza mai creare problemi.

In settimana il fatto che il mister non mi sceglieva  mi ha aiutato  e stimolato  nel  dimostrare che potevo dare anche io una mano  alla squadra, comunque  ho sempre dato il 200% di me. Sempre!

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

 

Come detto prima, mai avuto discussioni con il gruppo o con le società, sono uno che accetta consigli, ma allo stesso tempo cerco di dare dei suggerimenti, sempre, però, nella maniera piu serena possibile.

 

Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio pregio forse è la capacità di avere un carattere forte, mentalmente mi ritengo molto concentrato e tranquillo.

Sono molto bravo con l'utilizzo dei piedi e una buona lettura sia della partita, ma anche di situazioni di gioco, tendo ad arrivare sempre prima dell’avversario.

Un difetto invece, come detto prima, è che in alcune situazioni sono testarlo, infine non so accettare la sconfitta,  se sia un pregio o un difetto questo non lo so.

 

Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto del suo percorso sportivo?

 

Se tornassi indietro non cambierei nulla, se sono quello che sono oggi è grazie a tutto quello che ho passato, ai sacrifici che ho fatto e dei bocconi amari che ho mandato giù.

 





Ho fatto diverse interviste a coloro che praticano il fustal, perché è così poco seguito, le varie televisioni e i vari giornali non offrono molto spazio, secondo lei qual è il motivo?

 

Il vero motivo del quale secondo me il futsal e poco seguito è dovuto solo ad interessi personali, parliamoci chiaro il mondo futsal non porta somme di denaro come altri sport, ad esempio il calcio a 11.

Ma attenzione non solo in Italia, ma anche nel mondo si tende a far crescere i ragazzi e di indirizzarli   a guardare a giocare il calcio a 11 piuttosto che il calcio a 5.

 

Una domanda che non sempre faccio; lei domani riceve una chiamata importante per andare a giocare all’estero, se la sentirebbe di lasciare ogni cosa per questa nuova avventura?

 

Devo essere sincero? Sarei pronto a lasciare tutto sapendo solo che è un’occasione che mi permetterebbe di realizzarmi e di far sistemare la mia famiglia, altrimenti sto bene come sto.

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Un sogno ovviamente è quello di ricevere una chiamata importante ed esibirmi in campi e competizioni importanti.

 

 




A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Dedico quest'intervista a tutti quelli che mi vogliono bene, la mia famiglia, la mia fidanzatala, la  mia squadra e a tutti i miei amici, a chi c'è da sempre e a chi invece c'è da poco.

 

Per il calciatore che è diventato c’è una persona a cui sente di dire grazie?

 

Per il calciatore che sono oggi mi sento di dire grazie a me stesso.

 

 

Grazie

 




 22  09     2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

giovedì 17 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista 

 

 

 

NICOLAS 

NAVARRETE

 

 


 

L’argentino Nicolas Navarrete è nato il 29 agosto del 1995 a Mendoza (Argentina), ruolo seconda punta. In breve la sua carriera: 

 

Settore giovanile Gimnasia y Esgrima La Plata e primavera (serie A Argentina, ultima squadra allenata da Diego Armando Maradona), poi tre anni nella serie C argentina. Successivamente si trasferisce in Italia: eccellenza siciliana nell’Enna calcio vincendo il premio miglior attaccante della categoria, poi passa nell’eccellenza Campania al Napoli United, squadra allenata da Diego Armando Maradona Jr. La stagione passata l’ha giocata in serie A, a Malta.

 

Negli ultimi tre anni ha militato nel: Santa Maria Cilento (Eccellenza campana) riuscendo a vincere la Coppa Italia; Taloro Gavoi (Eccellenza sarda); nella seguente stagione gioca presso il club: F C Gymnica Scordia – Catania - (Eccellenza siciliana, e il club dovrà vedersela fra le tante squadre contro il Messina, l’Acireale e il Giarre…).

 

 

 

 

La prima domanda che le voglio fare è la seguente quest’anno sei a Catania, ti stai ambientando facilmente?

 

Ormai la Sicilia la conosco già ed è un posto nel quale mi trovo benissimo, anche per la cultura che assomiglia a quella argentina

 

Come sta andando la stagione? Sei soddisfatto, oppure ritieni che tu possa fare di più?

 

La stagione ancora è all’inizio quindi è presto per fare valutazioni. La squadra è forte e abbiamo passato il primo turno di coppa, inoltre abbiamo vinto anche la prima di campionato.

 






Negli ultimi due anni lei è  stato nel Santa Maria Cilento e in Sardegna al Taloro Gavoi, cosa mi sai dire di queste due esperienze? Inoltre, sei riuscito ad ambientarti bene?

 

Entrambe le piazze sono storiche nelle loro regioni quindi l’ambiente è stato veramente bello. Soprattutto a Santa Maria,   anche perché abbiamo vinto la coppa Italia e poi ci siamo giocati la fase nazionale al campo del Barletta in Puglia.

 

In che modo lei è riuscito ad arrivare al club: F C Gymnica Scordia, ti hanno contatto loro oppure ci sei arrivato tramite un procuratore?

 

Sono arrivato a Scordia tramite il direttore sportivo Gabriele Astorino, il quale mi conosceva per il mio passato ad Enna.

 

Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Guarda per fortuna ho sempre lavorato con delle persone competenti e serie quindi il rapporto che si è istaurato è sempre stato positivo. A Napoli ho militato nel Napoli United (eccellenza campana) con Diego Maradona Jr, figlio del più grande di tutti,  tutti sanno cosa  per noi argentini significhi È stato una bella cosa anche per il rapporto che ho costruito personalmente.

 

Quest’anno l’Argentina è arrivata in finale, l’Italia non è riuscita nemmeno a qualificarsi per il mondiale; perché secondo te l’Italia esprime così poco sia a livello europeo sia a livello internazionale? Che cosa ci manca?

 

Per il mondiale noi è stato vinto contro l’Inghilterra dato che c’è questo problema con le isole Falkland o Malvine, da noi rivendicate. Poi invece per l’Italia mi dispiace perché per noi argentini è un paese al quale vogliamo tanto bene. Poi i motivi precisi sono forse un paio; i mister spesso vengono esonerati dopo poche giornate, e inoltre è un momento nel quale non escono giocatori come quelli che hanno vinto il mondiale nel 2006,  anche noi abbiamo avuto questo periodo, ma sono sicuro che finirà tra poco, sono fiducioso nei giocatori italiani.

 






Fra Maradona e Messi chi preferisci?

 

Ti devo dire che io sono cresciuto con Diego, conosco i racconti di quello che ha fatto per il Napoli, nessuno immaginava che una squadra  come il Napoli potesse riuscire a vincere tanto, lui è riuscito a farlo, vicende calcistiche che sono entrate nella storia. Messi certamente è il numero 1, ma è solo calcio, Diego è riuscito ad andare oltre lo sport.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Non sono uno che discute con i mister ti dico la verità. Ripeto ancora, ho lavorato con delle persone molto competenti quindi ogni scelta che c’è stata l’ho accettata,  e poi sono un ragazzo che guarda sempre dentro di sé per vedere in cosa io  possa migliorare.

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego meglio, vista la tua esperienza   lei ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

 

In questo momento sono uno dei più grandi quindi cerco di aiutare e dare consigli ai più giovani, ovviamente.

 

Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio pregio è quello di giocare per la squadra. Sia per attaccare che per rincorrere l’avversario. Poi come difetto essendo attaccante ogni tanto dovrei essere più egoista, ma tornando alla risposte  di prima, si pensa sempre alla squadra.

 

Un giocatore italiano che lei ammira tantissimo? 

 

Un giocatore che mi piaceva (anche se erano in tanti) era Francesco Totti. Ad oggi uno che mi piace è Nicolò Barella.

 

Che cosa le manca dell’Argentina?

 

Dall’Argentina mi manca la famiglia ovviamente e poi i nostri cibi. Per fortuna sono in un paese dove si mangia spettacolare quindi non mi posso lamentare.

 





A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Dedico questa intervista alla mia famiglia che sono sempre lì sul pezzo a guardare ogni cosa che faccio,  è ovvio che siano la mia  forza.

 

Per il calciatore che è diventato c’è una persona a cui sente di dire grazie?

 

Uno diventa sempre migliore quando lavora con gente competente. Ho avuto la fortuna come ti dicevo di avere sia i mister che compagni che hanno giocato veramente a livelli altissimi,  sia in Argentina che in Italia, quindi non c’è una sola persona. Io imparo da tutti!

 

Grazie

 

 18   09      2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 



venerdì 11 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

STANY 

MALAFRONTE

 


 




 Stany Malafronte è un giocatore campano e così si presenta: “ 

 

 

“Mi chiamo Stany Malafronte sono nato a Vico Equense provincia di Napoli il 19 08 2004 e sono un difensore centrale: però posso fare anche terzino destro o terzino sinistro.

 

Ho iniziato nella scuola calcio Real Stabia per poi proseguire nella Boys Gragnano, a 14 anni ricevo una chiamata nella ASD Città di Gragnano per giocare nell’ under 19 nazionali segnando un goal.

 

Proseguo nel Sant Aniello Gragnano, qui ci rimango per tre anni arrivando due volte ai play off, purtroppo perdiamo una semifinale ai play off.

 

Successivamente mi arriva la chiamata dall’ ASD Città di Gragnano e attualmente sono due anni che milito in questo club”.

 

 

 




Per prima cosa la ringrazio per aver accettato di essere intervistato, la prima domanda che le voglio fare è la seguente com’era terminata la stagione 2025-2026. Si  rpuò ritenere  soddisfatto delle sue prestazioni oppure poteva fare di più? 

 

Nella stagione 2025/2026 il nostro obiettivo principale era conquistare la salvezza. Siamo riusciti a raggiungerla con quattro giornate di anticipo, grazie al lavoro, al sacrificio e all’unione di tutto il gruppo.

 


Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Fin da piccolo trascorrevo gran parte del mio tempo giocando a calcio. È stato proprio allora che ho capito che questo sport sarebbe diventato la mia più grande passione.

 

I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

I miei genitori mi hanno sempre sostenuto e assecondato in questo percorso. La loro vicinanza è stata fondamentale e continua a esserlo ancora oggi.

 

Si ricorda il suo goal più bello?

 

ll gol più bello della mia carriera è sicuramente quello realizzato quando giocavo con il Sant’Aniello: segnai al 95º minuto una rete decisiva, che ci permise di conquistare l’accesso ai playoff. È un’emozione che porterò sempre con me.

 





Secondo lei grandi giocatori si nasce oppure ci si può diventare grazie a uno stile di vita sano e a un duro allenamento?

 

Credo che calciatori si nasca, perché il talento e la passione fanno parte di noi. Tuttavia, con il giusto impegno, il sacrificio e la costanza si può crescere e diventare un giocatore completo.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Ho sempre accettato con serenità e rispetto le scelte dell’allenatore. Ogni decisione viene presa per il bene della squadra e il compito di un calciatore è continuare a lavorare, facendosi trovare pronto quando viene chiamato in causa.

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

All’interno del gruppo ascolto molto i miei compagni, soprattutto quelli con maggiore esperienza. Dai più grandi si può sempre imparare qualcosa, sia dal punto di vista calcistico sia umano. Anche qui a Gragnano sento di far parte di uno spogliatoio unito, nel quale il confronto aiuta tutti a crescere.

 

Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio pregio è la disponibilità: sono pronto a mettermi al servizio della squadra e a giocare in qualsiasi reparto del campo, secondo le esigenze del mister. Un mio difetto, invece, è che a volte sono un po’ testardo, ma cerco di trasformare questa caratteristica in determinazione.

 

Una domanda che non sempre faccio, lei domani riceve una chiamata da un club estero, se la sentirebbe di lasciare ogni cosa per questa nuova avventura?

 

Per inseguire un’opportunità importante sarei disposto a lasciare tutto e affrontare una nuova avventura. In questo momento, però, sono concentrato sul Gragnano e voglio dare il massimo per questi colori, ripagando la fiducia della società e dei tifosi.

 






Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

ll mio sogno è riuscire a giocare in un campionato importante. So che per raggiungerlo serviranno tanto lavoro e continuità, ma ogni allenamento e ogni partita con la maglia del Gragnano rappresentano un passo nel mio percorso di crescita

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Dedico questa intervista a mia nonna, che non c’è più da tre anni, ma che continua a essere sempre presente nel mio cuore. Ogni traguardo e ogni soddisfazione portano con sé anche il suo ricordo.

 

Per il calciatore che è diventato c’è una persona a cui sente di dire grazie?

 

Per il calciatore che sono diventato ringrazio lo staff della scorsa stagione e quello di quest’anno il Presidente Scala ed il Direttore Sportivo Inserra, che continuano ad aiutarmi a migliorare. Un ringraziamento speciale va anche ai miei compagni di spogliatoio, con i quali condivido sacrifici, emozioni e obiettivi. Indossare la maglia del Gragnano è per me motivo di orgoglio e voglio onorarla ogni giorno con impegno, rispetto e senso di appartenenza.

 

 

Grazie

 

 


12 09      2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 9 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

LUIGI

COPPOLA



        

 Luigi Coppola, è un giocatore   di calcio   e così si presenta: “ 

 

Mi chiamo Luigi Coppola sono nato a Napoli il 25-02-1998 sono un centrocampista centrale ed ho iniziato da piccolo nella scuola calcio Pigna a Pianura, a 16 anni sono andato alla scuola calcio Pasquale Foggia, sono stato  mandato a Roma presso il club  Vigor Perconti, a causa di un infortunio  (legamento crociato),e  dopo essermi ripreso ho militato nel:  Chieti, Terracina, Sant’Anastasia e Neapolis dove dopo mi sono fermato per 4 anni prima di ritornare con l’Imbriani Team, a causa di un altro infortunio ho dovuto  subire un altro intervento al legamento crociato, questa volta al destro, adesso dopo 2 anni d’infortunio ritorno in campo  il Pianura Calcio

 

 

 




La prima domanda che le voglio fare è la seguente quest’anno sei tornato a giocare dopo due anni dall’ultimo infortunio, soddisfatto di giocare con il Pianura calcio?

 

Sì, finalmente dopo 2 anni  mio ritorno in campo,  non vedo che arrivi il momento,  fortunatamente ho ricevuto la chiamata del Pianura calcio, tra l’altro   quest’anno è il 50° anniversario della sua fondazione, quindi sono molto soddisfatto e entusiasta da questa nuova avventura. 

 

Dopo il club Neapolis ti sei fermato 4 anni, se ho capito bene a causa di un infortunio o ci sono stati altri motivi?

 

E’ vero, ho fatto uno stop di 4 anni perché dopo situazioni mi avevano fatto passare un poco  la voglia di giocare a calcio.

 

Hai subito diversi infortuni e per un giocatore è la cosa più grave che possa accadere, come è riuscito a superarli, c’è stata qualche persona in particolare che le è stata d’aiuto?

 

Purtroppo ho avuto 2 infortuni in carriera, diciamo molto gravi da dovermi addirittura operare, qualche persona in particolare no, però sono molto fortunato ad avere una famiglia che mi ha seguito e non mi ha fatto pesare molto di questa situazione,   li devo ringraziare per questo. 

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Diciamo che non c’è stato un momento preciso dove ho scoperto di avere questa passione, è da quando ero bambino che già me la portavo dentro. 

 

I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

Come dicevo prima, fortunatamente ho avuto dei genitori che mi hanno sempre seguito sia  nel bene sia nel male, quindi non mi hanno mai fatto pesare queste scelte, anzi   mi hanno sempre sostenuto non dicendo quella classica frase

 

Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Sono rimasto più legato alla squadra del mio quartiere: l’Imbriani Team,  eravamo una famiglia tutti uniti nel bene e nel male, a tutt’oggi la seguo andando a vedere tutte le partite dei miei amici.

 





Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse? 


Ti posso dire  che sono un tipo sportivo oltre al calcio qualsiasi altro sport mi piace e lo guardo con piacere.


Lei gioca nel ruolo di? 

 

Preferisco giocare come centrocampista centrale però posso fare altri ruoli come trequartista e mezzala.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute, le ha oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

No, non ho mai avuto discussioni con il mister, ho sempre rispettato le loro decisioni con serenità.

 


Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Allora calcisticamente un mio pregio è il mio mancino e posso fare quello che voglio, un difetto invece è che in campo non ho voglia di correre dietro al pallone, e  purtroppo  è anche un mio grandissimo difetto.

 




Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Io  sono cresciuto nell’epoca di CR7 e Messi quindi sono i due giocatori che ammiro di più.

 

Una domanda che non sempre faccio, lei domani riceve una chiamata per andare a giocare in club estero, se la sentirebbe di lasciare tutto e partire per questa nuova avventura?

 

Certamente accetterei volentieri questa nuova avventura, anche perché oggi all’estero ti danno più opportunità di giocare rispetto all’Italia. 

 

Come tutti sanno l’Italia che una volta era ammirata e temuta non riesce a qualificarsi ai mondiali, secondo lei per quale motivo?

 

Come ho specificato  prima l’Italia purtroppo non offre più opportunità ai giovani calciatori di dimostrare le loro qualità, oggi si guarda più al denaro che ai ragazzini;  questa è la differenza con l’Italia di una volta. 

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Vorrei dedicare questa intervista alla mia famiglia che non mi hanno mai fatto sentire la sua mancanza, anche perché  hanno sempre  accettato e seguito sempre in qualsiasi scelta avessi in mente di fare.

 





Per il calciatore che è diventato, c’è una persona a cui si sente di dire grazie?

 

Una persona in particolare: sarebbe mia nonna, quando ero bambino mi sopportava giocando a calcio a casa facendomi delle palline con le buste della spesa e la carta gommata.

 

Grazie

 

 09  09      2026

 

(Tutti i diritti riservati)