SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
MATTIA
PALERMO
Questa è la seconda intervista che Mattia Palermo ci concede.
Mattia Palermo è nato a Napoli 21/08/92, ha una laurea to in Scienze Motorie: prevenzione benessere con votazione di 110 cum lode. Qui ci racconta i suoi ultimi due anni calcistici.
La stagione calcistica 2025 26 l’ho cominciata la Viribus Unitis, squadra di promozione, la stagione è poi finita con le mie dimissioni, in quell’anno, comunque ho sempre continuato a lavorare con settore giovanile.
Quest’anno 2026/27 il mese di luglio e agosto e inizi settembre ho lavorato con il Giugliano calcio squadra che milita in serie C, lavorando come preparatore per il recupero infortuni in prima squadra e preparatore primavera.
Attualmente sono tesserato con l’Imbriani Team squadra che milita nel campionato di promozione per ora seconda in classifica
La prima domanda è questa: come si trova con Team Imbriani, squadra che milita nel campionato di promozione?
Con Imbriani Team mi trovo molto bene veramente, è una bella realtà, basti pensare che negli ultimi tre anni ha vinto campionato e coppa dalla terza categoria fino alla prima.
In che modo è stato contattato da questo club?
Sono stato contattato dal presidente, con i direttori durante l’estate già ci conoscevamo perché ci incrociavamo spesso sui campi.
L’anno scorso lei aveva iniziato la stagione con la Viribus Unitis, poi lei ha lasciato il club, ci sono stati dei motivi particolari oppure si è reso conto di non avere più certi stimoli?
L’anno scorso mi dimisi dalla Viribus non perché mancavano gli stimoli, ma perché purtroppo i risultati ottenuti fino a quel momento non erano quelli desiderati, il Mister decise di dimettersi e di conseguenza anche io e altri membri dello staff decidemmo di fare un passo indietro.
Ha mai avuto proposte da club fuori regione?
Sì, mi è capitato di avere proposte fuori regione, soprattutto gli anni in cui ho fatto più stabilmente campionati di serie D.
Ad agosto a settembre lei ha collaborato con il Giugliano Calcio che si trova in C, che tipo di esperienza è stata?
Giugliano è stata un’esperienza eccezionale confrontarti con realtà professionistica e collaborare con giocatori e tecnici che fanno campionati importanti è molto stimolante e si apprende tanto.
Com’è la giornata tipo di un preparatore?
Diciamo la giornata tipo e all’insegna della programmazione delle sedute di allenamento del confronto con l’allenatore, diciamo che il calcio a differenza di altri lavori, almeno come lo vivo, io non ha dei veri e propri orari, però nel mio caso c’è un costante confronto con l’allenatore per programmare al meglio le sedute da effettuare con la squadra.
Ci potrebbe dire il rapporto che c’è tra il preparatore e l’allenatore?
Con l’allenatore c’è un ottimo rapporto soprattutto di stima umana e professionale. Ho avuto l’onore di vincere un campionato a Pianura dove il Mister Mario Andres era un giocatore e già si vedeva la sua attitudine ad essere allenatore in campo.
Con i giocatori c’è confidenza oppure si rispetta il proprio ruolo?
Con i giocatori c’è un rapporto di confidenza giusta, nel senso che io cerco sempre il confronto in modo da rendermi conto anche della percezione del lavoro che hanno i calciatori.
Grandi giocatori si nasce, oppure ci si può diventare con una dura preparazione e uno stile di vita controllato?
Secondo me grandi giocatori si nasce, ma nel calcio moderno è necessario anche essere ben allenati e avere uno stile di vita sano in modo tale da permetterti di esprimere al massimo tutto il Talento la qualità del calciatore.
Che cosa le sta dando il calcio e che cosa le sta togliendo?
Il calcio mi dà tante soddisfazioni tante emozioni aldilà anche dei risultati lo stare insieme in gruppo sentirsi parte di una famiglia sono cose che si portano dentro e a volte come le dicevo prima, visto che a differenza dei giocatori che vanno al campo e si allenano chi sta nello staff, pensa spesso al calcio agli allenamenti quindi in alcuni casi si toglie un po’ di tempo alle attività extra campo.
Com’è il suo stato d’animo prima di una partita?
Prima della partita mi sento molto carico e pieno di adrenalina e spesso prova a trasmettere questa mia carica e ai calciatori e come dico sempre il mio mantra la mia frase…” è già partita!”
Il calcio italiano non sta offrendo un bello spettacolo, per due anni consecutivi non ci siamo qualificati ai mondiali, perché secondo lei?
Secondo me è un discorso molto ampio potremmo parlarne per ore ma credo che alla base sia sempre un discorso legato alla qualità tecnica dei calciatori Italiani, diciamo che di nuovi Totti del Piero Baggio se ne vedono pochi.
Un sogno per il futuro?
Mi auguro per il futuro di continuare su questa strada e sperare che mi porti più in alto possibile.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Voglio dedicare questa intervista alla mia famiglia a mia moglie e i miei figli.
Ultima domanda, per l’uomo di calcio che lei è diventato c’è qualcuno a cui vorrebbe dire grazie?
Per l’uomo di calcio anzi per l’uomo che sono diventato devo dire grazie alla mia famiglia a mio padre e mia mamma che purtroppo non è più tra noi grazie loro sacrifici e a loro, esempio mi hanno permesso di studiare ed essere l’uomo che sono.
Grazie
15 10 2026
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