SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
NICOLAS
NAVARETE
L’argentino Nicolas Navarrete è nato il 29 agosto del 1995 a Mendoza (Argentina), ruolo seconda punta. In breve la sua carriera:
Settore giovanile Gimnasia y Esgrima La Plata e primavera (serie A Argentina, ultima squadra allenata da Diego Armando Maradona), poi tre anni nella serie C argentina. Successivamente si trasferisce in Italia: eccellenza siciliana nell’Enna calcio vincendo il premio miglior attaccante della categoria, poi passa nell’eccellenza Campania al Napoli United, squadra allenata da Diego Armando Maradona Jr. La stagione passata l’ha giocata in serie A, a Malta.
Negli ultimi tre anni ha militato nel: Santa Maria Cilento (Eccellenza campana) riuscendo a vincere la Coppa Italia; Taloro Gavoi (Eccellenza sarda); nella seguente stagione gioca presso il club: F C Gymnica Scordia – Catania - (Eccellenza siciliana, e il club dovrà vedersela fra le tante squadre contro il Messina, l’Acireale e il Giarre…).
La prima domanda che le voglio fare è la seguente quest’anno sei a Catania, ti stai ambientando facilmente?
Ormai la Sicilia la conosco già ed è un posto nel quale mi trovo benissimo, anche per la cultura che assomiglia a quella argentina
Come sta andando la stagione? Sei soddisfatto, oppure ritieni che tu possa fare di più?
La stagione ancora è all’inizio quindi è presto per fare valutazioni. La squadra è forte e abbiamo passato il primo turno di coppa, inoltre abbiamo vinto anche la prima di campionato.
Negli ultimi due anni lei è stato nel Santa Maria Cilento e in Sardegna al Taloro Gavoi, cosa mi sai dire di queste due esperienze? Inoltre, sei riuscito ad ambientarti bene?
Entrambe le piazze sono storiche nelle loro regioni quindi l’ambiente è stato veramente bello. Soprattutto a Santa Maria, anche perché abbiamo vinto la coppa Italia e poi ci siamo giocati la fase nazionale al campo del Barletta in Puglia.
In che modo lei è riuscito ad arrivare al club: : F C Gymnica Scordia, ti hanno contatto loro oppure ci sei arrivato tramite un procuratore?
Sono arrivato a Scordia tramite il direttore sportivo Gabriele Astorino, il quale mi conosceva per il mio passato ad Enna.
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
Guarda per fortuna ho sempre lavorato con delle persone competenti e serie quindi il rapporto che si è istaurato è sempre stato positivo. A Napoli ho militato nel Napoli United (eccellenza campana) con Diego Maradona Jr, figlio del più grande di tutti, tutti sanno cosa per noi argentini significhi È stato una bella cosa anche per il rapporto che ho costruito personalmente.
Quest’anno l’Argentina è arrivata in finale, l’Italia non è riuscita nemmeno a qualificarsi per il mondiale; perché secondo te l’Italia esprime così poco sia a livello europeo sia a livello internazionale? Che cosa ci manca?
Per il mondiale noi è stato vinto contro l’Inghilterra dato che c’è questo problema con le isole Falkland o Malvine, da noi rivendicate. Poi invece per l’Italia mi dispiace perché per noi argentini è un paese al quale vogliamo tanto bene. Poi i motivi precisi sono forse un paio; i mister spesso vengono esonerati dopo poche giornate, e inoltre è un momento nel quale non escono giocatori come quelli che hanno vinto il mondiale nel 2006, anche noi abbiamo avuto questo periodo, ma sono sicuro che finirà tra poco, sono fiducioso nei giocatori italiani.
Fra Maradona e Messi chi preferisci?
Ti devo dire che io sono cresciuto con Diego, conosco i racconti di quello che ha fatto per il Napoli, nessuno immaginava che una squadra come il Napoli potesse riuscire a vincere tanto, lui è riuscito a farlo, vicende calcistiche che sono entrate nella storia. Messi certamente è il numero 1, ma è solo calcio, Diego è riuscito ad andare oltre lo sport.
Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
Non sono uno che discute con i mister ti dico la verità. Ripeto ancora, ho lavorato con delle persone molto competenti quindi ogni scelta che c’è stata l’ho accettata, e poi sono un ragazzo che guarda sempre dentro di sé per vedere in cosa io possa migliorare.
Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego meglio, vista la tua esperienza lei ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
In questo momento sono uno dei più grandi quindi cerco di aiutare e dare consigli ai più giovani, ovviamente.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)
Un mio pregio è quello di giocare per la squadra. Sia per attaccare che per rincorrere l’avversario. Poi come difetto essendo attaccante ogni tanto dovrei essere più egoista, ma tornando alla risposte di prima, si pensa sempre alla squadra.
Un giocatore italiano che lei ammira tantissimo?
Un giocatore che mi piaceva (anche se erano in tanti) era Francesco Totti. Ad oggi uno che mi piace è Nicolò Barella.
Che cosa le manca dell’Argentina?
Dall’Argentina mi manca la famiglia ovviamente e poi i nostri cibi. Per fortuna sono in un paese dove si mangia spettacolare quindi non mi posso lamentare.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Dedico questa intervista alla mia famiglia che sono sempre lì sul pezzo a guardare ogni cosa che faccio, è ovvio che siano la mia forza.
Per il calciatore che è diventato c’è una persona a cui sente di dire grazie?
Uno diventa sempre migliore quando lavora con gente competente. Ho avuto la fortuna come ti dicevo di avere sia i mister che compagni che hanno giocato veramente a livelli altissimi, sia in Argentina che in Italia, quindi non c’è una sola persona. Io imparo da tutti!
Grazie
18 09 2026
(Tutti i diritti riservati)