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domenica 21 giugno 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

MARIO

DI MAIO

 

 

 




 Mario Di Maio è un giocatore   di calcio nato il 5 gennaio del 2007 abita a Napoli 

 

Il suo ruolo è quello di essere un terzino con ottime doti offensive abbinate ad ottima fase difensiva, impiegato dal 1’ al 90’ in tutte le partite (campionato e coppa) ha contribuito in maniera significativa alla vittoria del campionato di promozione girone B.


Squadre dove ha militato: Materdei; U16-Fenix; U17/18; Marianella 2024/2026.

 

 












Prima di fare la domanda non posso che ringraziare il mister Gaetano Pone, che mi ha aiutato nel contattarla, adesso veniamo a noi: se dovesse fare un bilancio della stagione appena conclusa, che cosa mi direbbe?

Per quanto riguarda la stagione appena conclusa non posso che essere soddisfatto di com’è andata. Dopo la scorsa stagione, dove non avevo, trovato molto spazio soprattutto nella prima parte di campionato, finalmente quest’anno sono stato al centro del progetto e, secondo me, ho ricambiato la fiducia che il mister ha riposto in me.

 





Per la prossima stagione sa dove andrà a giocare, oppure tutto è avvolto nella nebbia?

 

La prossima stagione al momento è un’incognita. Nonostante un paio di proposte dalla promozione, per la stagione 2026/2027 vorrei cimentarmi nel campionato di eccellenza o chissà magari anche qualcosa in più.

 








Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Non c’è stato un preciso momento dove ho scoperto che la mia vita sarebbe ruotata intorno al calcio. Ho iniziato a giocare all’età di 4 anni senza mai smettere neppure 1 mese, quindi è come se fossi nato per praticare questo sport, come se il mio destino fosse stato già scritto sin da subito.

 






I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

I miei genitori da quando giocavo in strada fino ad ora mi hanno assecondato al 100%. Da sempre sono presenti su qualsiasi campo io vada a giocare, non importa se freddo o caldo, neve o pioggia, loro ci sono sempre stati e so che continuerà ad essere così.

 




Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Tra le squadre in cui ho giocato sicuramente il Marianella è quella che porto di più nel cuore. In primis essendo la squadra del mio quartiere dove sono nato e cresciuto e dove passavo pomeriggi interi a giocare per strada. C’è un legame fortissimo che ci lega, ma anche perché è stata la mia prima squadra per quanto riguarda il calcio dilettantistico, inoltre essa  mi ha permesso di affacciarmi a questo nuovo mondo.

 

Di lei si dice un gran bene, è molto apprezzato, immagino che le faccia piacere, qual è dunque il suo segreto per essere un ragazzo così stimato?

 

Innanzitutto sono molto contento di queste voci che circolano sul mio conto. Io non faccio nulla in particolare, sono un ragazzo semplice che si allena costantemente al 100%, rispetta la società, lo staff e i compagni di squadra accettando consigli dai più esperti e, quando possibile, aiutare chi ne ha bisogno.

 





Si ricorda il suo goal più bello?

 

Sfortunatamente nel corso di questi due anni col Marianella in prima squadra non sono riuscito a mettere a referto un gol. Sono un giocatore che segna davvero molto poco, ma durante questa stagione, durante gli ottavi di finale di coppa Campania con la Juniores U19, sono riuscito a segnare il gol del momentaneo 1-0 nella gara contro il Gricignano (successo per 4-0) sugli sviluppi di calcio di punizione dal limite.

 





Grandi discussioni con il mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Fortunatamente nel corso della mia carriera ho sempre avuto bellissimi rapporti con i miei allenatori, non ho mai fatto sì che nascessero delle discussioni, delle divergenze, cerco sempre  odi discutere in generale con tutti loro. Sono un giocatore che accetta sempre e comunque le decisioni del mister e che si adatta nel miglior modo possibile a quest’ultime.

 






Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

 

In gruppo sono un giocatore che ha sempre accettato i consigli dei suoi compagni sia grandi che piccoli. Fortunatamente ho avuto a che fare con uomini con la U maiuscola, calciatori che mi hanno sempre aiutato a migliorarmi e che giorno dopo giorno mi davano dei suggerimenti per svolgere al meglio il mio ruolo.

 






Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio difetto potrebbe essere il fatto di fare la scelta sbagliata al momento di un cross o magari una volta arrivato sul fondo e avendo tante opzioni, fare la scelta più complicata.

Un mio pregio, secondo me, è sicuramente la grinta, non guardo in faccia l’avversario, non mi lascio intimorire, penso solo a svolgere il mio compito nel migliore dei modi senza guardare chi ho di fronte.

 





Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Per quanto riguarda il calcio dilettantistico posso dire che ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio con giocatori fortissimi e uomini fantastici. Se devo fare solo un nome, non me ne vogliano gli altri, penso subito a Giovanni Scuotto. Sin dalla stagione 2024/2025 è stato il giocatore che mi ha supportato di più, in campo, ma anche e soprattutto fuori, facendomi sentire sempre importante e spronandomi a dare sempre di più.

 

Famiglia e amici quanto sono importanti per lei? 

 

Nella vita della maggior parte dei ragazzi la famiglia e gli amici ricoprono un ruolo fondamentale. Non è un caso diverso il mio, sia la famiglia, ma soprattutto gli amici giocano un ruolo fondamentale nella crescita personale e io posso dire di essere molto fortunato e soddisfatto delle persone che ho accanto a me.

 





Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Un sogno che vorrei si realizzasse nell’immediato potrebbe essere quello di fare il salto di categoria andando a giocare magari nel massimo campionato del calcio dilettantistico o addirittura nel professionismo.

 

A chi si sente di dedicare questa intervista?

 

Dedico quest’intervista alla mia famiglia, ai miei amici e alla mia ragazza.

 





A chi direbbe grazie per il calciatore che è diventato sino ad oggi?

 

Ci sono molte persone che meriterebbero un mio grazie per il calciatore che sono diventato oggi, ma tra tutti non posso che ringraziare i miei genitori che mi sopportano da 15 anni e mi assecondano in ogni mia scelta.

 




Grazie

 

20 06     2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 14 giugno 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

GAETANO

PONE


Seconda intervista

 



 

Gaetano Pone è un allenatore di calcio di Napoli e così ci si presenta.

 

Mi chiamo Gaetano Pone e sono nato a Napoli 31/01/78, inizio a giocare a calcio come tutti i bambini per strada senza regole l’unica regola era di vincere. Poi iniziai la scuola calcio che si chiamava Cavallino, nel ruolo di portiere. Vorrei anche precisare che all’epoca chi era bravo entrava con un provino e non pagava niente, ed io sono stato uno di quelli. Riprendendo il discorso dico che ho frequentato molto la scuola calcio, successivamente ho iniziato a giocare nelle categorie dilettantistiche sino ad arrivare da under all’eccellenza, per poi finire la mia carriera da calciatore in seconda categoria. Successivamente ho iniziato una nuova vita calcistica.

 

All’inizio allenavo i portieri, poi lo sono diventato per l’intera squadra. Ho iniziato in terza categoria fino ad arrivare in promozione riuscendo a vincere 3 campionati, da solo come mister, invece un campionato di promozione l’ho vinto come secondo.  Nella carriera sono arrivato 3 volte ai play off l’ultima volta è stata la scorsa stagione con il Sant’ Arpino.

 

La scorsa stagione ho allenato l’ASD Mariglianese Calcio, per poi interrompere il rapporto dopo qualche mese.”

 

 

 

 




La prima domanda che le voglio fare è la seguente durante la stagione calcistica appena conclusa lei interrompe il rapporto che aveva con la Mariglianese Calcio, quando si interrompe un rapporto c’è sempre amarezza, lei come ha vissuto quel momento?

 

Il momento di rottura con la Mariglianese è stato per me una piccola sconfitta perché non sono riuscito nel mio piccolo ad arrivare al obbiettivo prefissato, inoltre ho lasciato  un bel gruppo squadra dove c’era una grande empatia.

 

Mi pare di capire che lei è pronto per una nuova avventura calcistica che tipo di proposta vorrebbe?

 

Sono pronto per rimettermi in gioco, e trovare una società con idee chiare e fare in  modo di lasciarmi lavorare come io solo so fare.

 

All’orizzonte c’è già qualche squadra?

 

Si sa in questo periodo ci sono tante chiacchiere, ma ancora non ho deciso. Perché come ho detto prima cerco un ambiente sereno e positivo affinché lavori con serenità.

 





Di lei ho letto molto bene, c’è grande stima nei suoi confronti, e ciò fa piacere, in che modo lei è riuscito a essere considerato come un gran professionista?

 

Nel mio piccolo ho sempre cercato di farmi voler bene in ogni incarico che ho ricevuto come allenatore, e ho sempre fatto parlare per il mio lavoro che metto a disposizione alla squadra e alla società. 

 

Si dice spesso che il calcio è malato, che per giocare in diverse squadre di diverse categorie il giocatore deve portare degli sponsor, se non addirittura pagare, io trovo assurdo tutto ciò e immagino anche lei e chi non ha sponsor ma possiede un grande talento cosa deve fare?

 

Questa domanda è molto interessante, hai detto bene il calcio è malato dal settore dei dilettanti sino ad arrivare al calcio professionistico. Il vero talento in questo periodo non si vede, ma si dà importanza solo al portafoglio, e perciò questo sport sta andando sempre più in declino, nonostante ciò io cerco di difendermi lavorando con rispetto e tanta dedizione 

 








Tornando all domanda precedente, sono iniziati i mondiali e sono tre volte consecutive che l’Italia è esclusa, i motivi, inoltre lei che ricetta avrebbe per tornare ad essere competitivi?

 

Il fatto che non vediamo l’Italia ai mondiali e perché non riusciamo a cambiare le regole per far in modo che si lavori sui giovani, e tornado alla risposta che ho dato precedentemente bisogna che già dalla scuola calcio e dal cosiddetto calcio minore si faccia una vera svolta, per far in modo che crescono nuove leve. 

 

Il calcio sino adesso che cosa le ha dato e che cosa le ha tolto?

 

Il calcio mi ha dato delle grandi emozione e ha fatto in modo che  io rimanessi  giovane, però  mi ha tolto tanto i momenti con la mia famiglia. 

 

Lei inizia allenando in terza categoria e per ben tre volte vince il campionato, in che modo è riuscito a raggiungere un simile traguardo?

 

Vincere è sempre molto difficile, ma con il lavoro e la passione che uno mette si riesce sempre ad arrivare ai traguardi prefissati. 

 

Il suo pregio principale da allenatore qual è?

 

Riesco sempre a coinvolgere tutti, dallo staff alla squadra e a condividere con loro le mie idee.

 

E il suo peggior difetto?

 

Mi fido troppe volte delle persone e non guardo oltre il dito. 

 

Dell’ottima stagione al Sant’Irpino che ci può raccontare?

 

La stagione a Sant Arpino è stata un’annata spettacolare dal primo giorno che ho calpestato il campo fino all’ultimo giorno, con l’obiettivo raggiunto dei play off. E ringrazio la società e il presidente Salvatore Brasiello 

 






Qual è la principale qualità che deve avere un allenatore?

 

In queste categorie non ci deve essere solo la tecnica e tattica, ma la capacità di gestire un gruppo sapendo bene che non è solo l’unico mestiere che fanno i ragazzi ma è un dopo lavoro e perciò bisogna essere capaci di capirli e di farli stare bene 

 

Il miglior modo per gestire dei conflitti con la squadra o con qualche giocatore quale potrebbe essere?

 

Il miglior modo è parlare e confrontarsi per trovare sempre la soluzione bene per entrambi 

 






Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto di dove è arrivato sino ad ora? 

 

È facile dire e cambiare ma se il percorso fatto è qst fin ad ora nn cambierei niente anzi farei lo stesso quello che ho fatto fin ad ora perché ne sono fiero. 

 

Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Nella mia vita ammiro un giocatore di una certa età, ma vedo in lui il sacrificio e l’ambizione per riuscire ad arrivare dove lui è arrivato: Roberto Baggio.

 





Un pronostico, secondo lei chi potrebbe vincere i mondiali?

 

È un bel mondiale ci sono parecchie nazionali ben attrezzate, un mio pronostico: Francia o Germania 

 

In questo momento il più grande allenatore chi è? 

 

Essendo che sono un allenatore giovane io ti dico che non mi dispiace Paladino, ha tanto doti e può veramente arrivare a traguardi importanti. 

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse?

 

In qst momento sono in finale con la Coppa Campania con l’ under 17 e vorrei tanto vincerla e poi vincere un nuovo campionato. 

 






A chi vuole dedicare questa intervista?

 

In primis a mia moglie Anna che mi sostiene in tutte le mie decisioni, e a mio padre e mia madre che sono i miei primi  tifosi. 

 

Ultima domanda a chi sente di dover ringraziare per l’allenatore che è riuscito a diventare? 

 

Ringrazio la mia prima società  quando era diretta da Antonio Gargiulo che mi ha dato la possibilità di diventare quello che sono oggi.

 

 


 

Grazie

 

14 06     2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 



sabato 13 giugno 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

ARMANDO 

CALDERONE

 


Armando Calderone è un giocatore   di Palermo e ha 18 anni e così si presenta: “

 

Ho cominciato a giocare nel Giants club una squadra di Palermo di qua poi sono passato al Calcio Sicilia dove ho passato 3 anni, per poi traferirmi in Spagna al Fratelsa club squadra di serie C spagnola. 

 

Poi sono dovuto tornare in Sicilia a causa del covid, successivamente sono passato alla Reggina in serie B, di nuovo in Sicilia a causa del fallimento della squadra, vado poi a militare  Team Calcio dove ho vinto il campionato regionale da capocannoniere della mia squadra.

 

 Successivamente sono passato al Campobasso dove ho trascorso un anno, nella stagione che si è appena conclusa invece ho girato tra l’eccellenza laziale e siciliana, queste le squadre: Monti Prenestini e Folgore Castelvetrano di cui ho fatto anche il capitano in eccellenza. 

 

Preciso che sono stato il primo 17enne ad essere capitano in eccellenza siciliana durante l’anno 2025-2026”.

 

 

  


La prima domanda che le voglio fare è la seguente, dove ha terminato il campionato nella stagione che si è appena conclusa, visto che lei ha giocato in due club: Monti Prenestini e Folgore Castelvetrano?

 

 

Ho finito la stagione alla Folgore.

 

Per la prossima stagione sa dove andrà a giocare?

 

Per la prossima stagione il mio procuratore Claudio Tedesco sta parlando con una società p di serie C , non faccio il nome per scaramanzia.


Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Ho scoperto che il calcio sarebbe stata la mia passione a 6 anni, da quel momento in poi non mi sono mai più fermato.

 






I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

I miei genitori sono i miei più grandi tifosi, quand’ero a Campobasso mi hanno fatto lasciare la scuola perché ci si allenava alla mattina.

 

Ad un certo punto lei si trasferisce in Spagna, per essere esatti al Fratelsa che è un’ accademia internazionale di formazione calcistica, questa accademia in quale città risiede, com’è riuscito ad andarci, lei era giovanissimo, che esperienza è stata?

 

Si trova a Madrid, sono riuscito ad andarci grazie alla mia vecchia allenatrice Pamela Conti che adesso allena la nazionale under 17 dell’India;  lei credeva tanto nel mio potenziale e ha puntato tutto su di me mandandomi in Spagna.

 

E’ stata una esperienza bellissima soprattutto perché il calcio in Spagna  è molti anni avanti. 

 

Cosa ci può dire dell’esperienza fatta alla Reggina?

 

Alla reggina ho fatto solamente 4 mesi quindi non avrei granché da dire, comunque stavo facendo bene perché avevo fatto 9 gol in 6 partite.

 


Il fatto di dover stare lontano da casa non le pesava? Non sentiva la nostalgia?

 

Stare lontano da casa mi è pesato molto negli ultimi anni perché mi mancavano molto i miei familiari, ma soprattutto mia sorella Rachele, che è la più piccola.

 

Alla Team Calcio lei raggiunge obiettivi importanti, vince il campionato regionale ed  è capocannoniere, qual è il suo segreto per raggiungere risultati così importanti?

 

A proposito della Team Calcio ti posso dire che la   mia forza per vincere il capocannoniere è stata l’ aver fallito la stagione prima,  così mi sono fatto forza e non ho mollato, anche perché  ogni volta che ero su quel rettangolo verde pensavo al fallimento della stagione precedente.

 

Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse? 


Oltre al calcio il mio hobby più grande è la playstation,


Il suo goal più bello sino a oggi?

 

Il  mio gol più bello è il primo quando ho giocato nei professionisti , si giocava: Campobasso vs Pianese.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Quest’anno ho avuto tante discussioni con mister Scalisi alla Folgore, infatti per 2 settimane  sono stato messo fuori rosa. Il perché?  Non mi andavano bene le sue condizioni di gioco.

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

 

Nello spogliatoio quando gioco con i ragazzi della mia età ho un ruolo molto importante visto che faccio da leader, di conseguenza   pretendo essere rispettato come uno grande.

 

Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Il mio pregio è la tecnica, il mio difetto più grande è la velocità, essendo stato 3 mesi fermo quest l’ho un po’ persa.

 

Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Il mio giocatore preferito è Balotelli.

 






Lei è molto giovane e dunque che fsogno vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Il mio sogno più grande è diventare un calciatore professionista.

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Questa intervista la dedico alla mia famiglia

 

Per essere arrivato dov’è arrivato a chi vorrebbe dire grazie?

 

Per essere arrivato dove sono ora devo ringraziare solamente mio nonno, che ha sempre creduto in me.

 

Grazie

 

13 06     2026

 

(Tutti i diritti riservati)