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domenica 25 ottobre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

GIANLUCA 

POLVERINO 

 



 Gianluca Polverino è un giocatore nato a Napoli il 25 gennaio del 1979. Come ci dice lui stesso questa è la sua carriera: 

 

“Scuola calcio Posillipo dove ho iniziato, ero considerato il talento più forte che c’era in Italia. A 15 anni un emissario del Cristal Palace mi vide giocare e mi portò a Londra. 

 

All’aeroporto mi venne a prendere una limousine, che emozione!!!

Mi portò in un albergo a 5 stelle, si chiamava East Croidon Hotel, mi avevano riservato una suite enorme tutta per me. 

 

Firmavo autografi e facevo foto per strada con i tifosi. Mi allenavo con la prima squadra ma dopo 2 mesi tornai in Italia non ce la facevo a stare li da solo…peccato.

 

 Andai in Ancona serie C e ci rimasi per 3 anni, successivamente andati a Campobasso in C2 e ci rimasi per due anni. 

Terminata questa esperienza, andati a militare in diverse squadre che giocavano in serie D: Monturano (Marche) tre anni, Rieti e qui vinsi il campionato, Orvietana, Albalonga, Casertana, Putelolana, passai poi all’eccellenza: Fidene (Roma) e vittoria campionato, Fidene serie D, Frascati eccellenza e vittoria campionato, Frascati serie D, Scafatese eccellenza e vittoria campionato, Scafatese serie D.

 

Sicuramente ho avuto una carriera nettamente al di sotto delle mie enormi potenzialità. Ora ho una ditta edile ma sono direttore responsabile di una scuola calcio élite in Campania: l’Alma Verde dove alleno anche la categoria 2016. Il calcio: una parte importante della mia vita”.

 

 

Lei ha avuto una carriera straordinari, e la ringrazio per avere accettato di essere intervistato. Questa è la  prima domanda che le voglio fare,  dovesse fare un bilancio a “mente fredda”, che carriera ritiene di aver avuto, ma soprattutto, nonostante alcune scelte che forse non andavano fatte si ritiene soddisfatto e appagato?

 

Ho fatto una carriera molto al di sotto delle mie potenzialità purtroppo, ma doveva andare così, non bastano le qualità tecniche per arrivare a certi livelli, io non avevo la fame di chi vuole  raggiungere determinati obiettivi.

 

C’è stato un momento particolare che ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua grande passione e i suoi genitori hanno assecondato questa sua passione oppure le hanno detto la classica frase: “vai a scuola calcio, ma ricordati che devi pure studiare?”

 

Il calcio è stata sempre una passione incredibile, rappresentava la mia giornata, il mio stare bene, i miei genitori hanno sempre assecondato questa mia ‘malattia’, ci tengo a precisare che non ho  mai trascurato la scuola. 

 

Lei inizia a frequentare la Scuola Calcio Posillipo, sicuramente si sarà accorto di avere un grande potenziale, si ricorda cos’ha provato in cui si è reso conto di avere una marcia, o forse due marce in più rispetto agli altri?

 

Io fin da bambino ero considerato un talento incredibile e tutti avrebbero scommesso che sarei arrivato ai massimi livelli. A livello del settore giovanile  (classe 1979) ero  più forte che c’era in Italia.

 

Visto che era considerato il talento più forte che c’era in Italia in quel momento riceve una proposta per andare a giocare in Inghilterra, lei che cosa ci può raccontare a tale riguardo?

 

Essere chiamati e scelti da una squadra di Premier League era un sogno che diventava realtà.

Un emissario del Cristal Palace mi vide e si innamorò delle mie giocate e mi chiamò per firmare, avevo 15 anni un’esperienza da raccontare perché è stata indimenticabile.

All’aeroporto a Londra mi venne a prendere un uomo della società con una limousine nera, mi portò in un albergo al centro di Londra a 5 stelle, avevo una suite extra lusso tutta per me, firmavo autografi, facevo le foto con i tifosi, per farla breve ero considerato il fenomeno italiano, ancora oggi a raccontarlo mi vengono i brividi.

 

Dopo due mesi lei decide di tornare in Italia, sono convinto che tutti le chiedano ancora perché. E la domanda gliela faccio pure io, perché lascia l’Inghilterra per tornare in Italia, è ovvio che sentisse la mancanza della sua famiglia, ma oggi rifarebbe quella scelta?

 

Stetti 3 mesi e ritornai in Italia, ero troppo piccolo e non riuscivo a stare bene perché avevo nostalgia della famiglia, degli amici e della mia meravigliosa Napoli!

Purtroppo è inutile dire che oggi avrei fatto scelte diverse. Le decisioni sono giuste al momento che le fai, però è stato davvero un peccato.

 

Come reagì la sua famiglia nel fatto che lei decise di mollare tutto per far ritorno nella sua regione?

 

La mia famiglia ha sempre creduto in me dicendomi che qualsiasi scelta avessi fatto l’avrebbe accettata.

 

Lei stesso ci ha detto che “ha avuto una carriera al di sotto delle aspettative”; arrivato in Italia si aspettava qualche chiamata da alcune squadre di serie A, oppure pensò subito di trovare una squadra adatta a lei?

 

Arrivato in Italia continuai un paio di anni nel Posillipo calcio che era un po’ la ‘canterà’ del calcio campano. Poi fu la volta dell’Ancona.

 

Un’ esperienza importante sono gli anni trascorsi nelle Marche, che è la mia regione, che ricordo ha di questo bel periodo, inoltre ci torna spesso per andare a trovare i suoi amici?

 

Nelle Marche sono stato benissimo, torno spesso a trovare  tanti amici che mi sono fatto, è una regione che è rimasta dentro i nostri cuori.

 

Papà addirittura divenne il presidente proprietario della squadra marchigiana…che anni meravigliosi!

 

Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Il mio pregio era l’imprevedibilità, la genialità in qualsiasi fase della partita, a velocità la tecnica ed il fiuto per il gol erano, tutti questi pregi che ho elencato erano impressionanti.

Il mio difetto più evidente era la mancanza di fame di arrivare ad alti livelli.

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

I sogni miei più belli sono già realizzati: ho una splendida moglie ed una famiglia da copertina, figli che mi rendono l’uomo più ‘ricco’ del pianeta…

Chiara 21 anni universitaria, Carlo 20 universitario ed Antonio 14 che gioca a calcio sognando quello che sognavo io.

 




A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Questa intervista la dedico a tutto quello che leggendola provano stima ed affetto per me!!!

 

Per il calciatore che è diventato c’è una persona a cui sente di dire grazie?

 

Non devo ringraziare nessuno perché come già detto la mia carriera è andata molto al di sotto di ciò che avevo nelle gambe e nei  miei piedi fatati.


Questa domanda gliela faccio per ultima, domani lei riceve una chiamata per fare il direttore sportivo di un club estero, se la sentirebbe di lasciare tutto per questa nuova esperienza? Detto ciò io la ringrazio per il tempo che ci ha concesso e spero di poterla intervistare di nuovo.

 

Io già ho rinunciato a chiamate dal’ estero ed a quelle che provengono da club italiani.

La mia priorità si chiama famiglia e me la godo giorno per giorno ringraziando Dio per ciò che mi ha donato.

 

Attualmente sono direttore-responsabile di una scuola calcio Élite di quarto: l’Alma Verde. Alleno 2 gruppi della categoria pulcini 2016,  il mio obiettivo insieme al presidente è quello di formare talenti per una carriera importante e di far divertire tutti in egual misura!!!

 

Grazie

 

 26  10      2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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