SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
CATELLO
DI CAPUA
Catello Di Capua è il vicepresidente e anche giocatore di futsal della società ASD Sporting Stabia. Così presenta la società:
“La ASD Sporting Stabia nasce nel 2018 da quella che era lo Stabia To Win.
Due società create da me e da mio fratello Francesco Di Capua. Il nostro interesse è quello di avvicinare ed aggregare a questo sport chiunque nutri questa passione. La nostra squadra è stata fondata su di un gruppo storico, ogni anno cerca sempre nuovi elementi che possano dare una mano per migliorare ogni anno le proprie ambizioni di vittoria.
Anche quest’anno partecipano al campionato di calcio a 5 - serie D, anche se in passato siamo stati presenti in serie C2. In diverse occasioni abbiamo centrato i playoff, ma non siamo riusciti a vincere.
La nostra rosa è composta da 18 giocatori e guidata dal mr. Massimo Cascone, uomo capace e di grande esperienza. Siamo un gruppo di amici che ogni sera da anni si incontra con lo spirito di amicizia, fratellanza e con la voglia di stare insieme per amore di questo sport.
Tutto questo, ci è permesso, aldilà del nostro impegno, grazie a tutti i nostri sponsor che ci sostengono economicamente. Voglio menzionare soprattutto una persona in particolare, Lucia Cammatota, moglie del famosissimo portiere Gennaro Iezzo ex giocatore del Napoli, che ci permette di allenarci sul campo gestito da loro, dandoci tutta la disponibilità possibile. Da premettere che lo Sporting Stabia è l’unica squadra di calcio a 5 di Castellammare di Stabia”.
Come prima domanda le voglio fare questa: come sta andando questa stagione calcistica?
La stagione sta per cominciare. Sabato 10 ci vede impegnati in Coppa a Ravello e successivamente in casa con l’Angri.
La classica frase, quando le nata la passione per il calcio, c’è stata un’occasione particolare che l’ha fatta avvicinare a questo sport?
La passione per il Futsal è nata circa 12/13 anni fa, quando con mio fratello Francesco, il Presidente, decidemmo di fondare una squadra tutta nostra che rappresentava la nostra città: Castellammare di Stabia. Nacque prima lo Stabia To Win e successivamente lo Sporting Stabia. Tutto iniziò per gioco, poi è diventata una vera passione.
I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”
I miei genitori mi hanno sempre incoraggiato in tutto, sia nella vita che nello sport.
Lei attualmente è vicepresidente ed è pure un giocatore, come si trova in questo doppio ruolo?
Riesco a dividere i due ruoli. In campo rispetto i ragazzi e le scelte del mister, poi per l’altro incarico devo assumermi le mie responsabilità per la squadra e tutto quello che ci circonda dentro e fuori dal campo.
Com’è arrivato al Futsal? Lo conosceva da prima oppure c’è stato un suo amico che l’ha convita a diventare un giocatore?
Non conoscevo il Futsal come lo intendo io oggi. Giocavo a calcio a 7 con dei ragazzi, dove avevamo vinto anche delle competizioni, poi siamo passati a calcio a 5 e lì è scoppiata la passione per questo sport.
Successi e delusioni si equivalgono oppure maggiori sono i successi rispetto alle delusioni?
Successo e delusione non si equivalgono, i miei successi sono nel vedere la gioia, i sacrifici e la passione che i miei ragazzi, insieme al mister mettiamo in tutto quello che facciamo. Questo aiuta a vincere dentro e fuori dal campo.
Il suo più grande difetto e il suo più grande pregio, dal punto di vista calcistico?
Il mio grande pregio è saper fare spogliatoio, gruppo squadra, preparare i ragazzi con il massimo impegno dando sempre l’esempio.
Oltre al Fustal quali altri sport segue con grande interesse?
Padel, tennis, calcio a 11, ma diciamo che li seguo quasi tutti.
So che lei, insieme agli altri vi impegnate anche molto nel sociale, cercate di coinvolgere nella società “ragazzini un po’ difficili”, ci può spigare meglio quello che fate?
Il sociale è un impegno di questa società. Cerchiamo di aiutare ragazzi bisognosi avvicinandoli allo sport, alla disciplina, coinvolgendoli nel progetto della società.
So che siete un gruppo unito, ma dentro lo spogliatoio non c’è nessuno screzio?
Il gruppo unito è fondamentale spegnere subito il “fuoco appena si accende”. Non esiste uno spogliatoio dove non ci siano degli screzi, l’importante è andare avanti. Far convivere 20 giocatori non è semplice.
Come mai questo sport è così poco seguito in Italia e nei media non trova molto spazio, (sembra che in Italia esista solo il calcio a 11) ?
Sport poco conosciuto perché poco pubblicizzato, anche se negli ultimi anni il fenomeno è in netta crescita.
Generalmente com’è la sua giornata sia da vicepresidente e sia da giocatore?
Tra il mio lavoro e il doppio incarico in società, le giornate sono piene ed intense. La veste più dura è quella da giocatore, a 57 anni diventa impegnativa.
Un sogno per il futuro?
Il sogno? Poter vincere il campionato e la coppa per la mia città, ma soprattutto per il mister Massimo Cascone e i miei ragazzi, che meritano questa gioia.
Prima di chiudere questa intervista ringrazio il signor Gerardo Malafronte che me l’ha fatta conoscere, e poi a. chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Dedico questa intervista a mio fratello Francesco Di Capua, al presidente e alla squadra. Sono loro che mi spingono a fare tutto questo.
Grazie
12 10 2026
(Tutti i diritti riservati)


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