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lunedì 19 ottobre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

MARIO

ANDRES 

  




 

Mario Andres, di Napoli è stato un giocatore di calcio e ha militato nelle seguenti squadre: Bisceglie,  Sapri, Aversa, Mariglianese,  Savoi,  Pianura.

 

Successivamente ha intrapreso la carriera di allenatore, nell’agosto del 2025 è stato per l’Imbriani Team allenatore in seconda, dall’agosto 2026 è il primo allenatore, sempre dell’Imbriani Team squadra che milita nel campionato di Promozione, girone B.

 

Noi gli abbiamo rivolto qualche domanda.

 

 





 

La prima domanda è la seguente: come sta andando questa stagione calcistica?

 

La stagione calcistica è iniziata bene tra campionato e coppa. Ma bisogna continuare a lavorare a testa bassa. Perché L imprevisto è dietro l’angolo!

 

Lei l’anno scorso era allenatore in seconda, ora invece è lei il Mister, immagino che la responsabilità sia tanta, in che modo affronta tutto questo? 

 

La responsabilità che ho nel gestire una squadra competitiva come l’Imbriani Team è tanta e l’affronto lavorando e lavorando che è l’ unica strada che conosco per arrivare lontano!

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Io vivo di calcio quotidianamente sin da quando avevo 7 anni e frequentavo la   Scuola calcio fino a quando ho smesso, ed ora che sono  allenatore il calcio mi accompagna ormai da  36 lunghi anni.

 

Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Sì ho giocato in tante piazze importanti; però la Mariglianese dove sono stato per 5 anni e ho fatto tanti amici mi è rimasta nel cuore, addirittura il Mister Aldo Papa, un grande, è diventato il mio testimone di nozze. 


Lei giocava  nel ruolo di? 

 

Io ero un play di centrocampo.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Io sono stato sempre uno per il gruppo, accettavo le scelte come dev’essere  per un professionista,  così ci si  comporta!

 

Generalmente che ruolo aveva  all’interno del gruppo, mi spiego ascoltava i consigli dei compagni, discuteva serenamente con loro, oppure tendeva a imporre la sua volontà?

 

Io in tantissime squadre dove ho giocato ero il capitano, ma aldilà di questo, ero un calciatore che parlava tanto e che dava tanti consigli ai più giovani, in conclusione portavo in campo il pensiero del Mister.

 





Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio pregio è che pensavo sempre al gruppo in ogni  situazione, perché è solo il gruppo che ti porta ad arrivare a traguardi importanti. Un difetto? Ne avevo tanti: quando giocavo non accettavo che avremmo potuto perdere la partita. La sconfitta non era ammessa.

 

Come mai ha deciso di diventare allenatore?

 

Diciamo che l’ allenare è stata una casualità. Avevo smesso e un mio amico (ora mio calciatore)  mi propose di fare il secondo  allenatore all’ Imbriani l’anno scorso;  ed ora eccomi qua da primo.

 

Qual è la principale qualità che deve avere un allenatore? 

 

La qualità più importante che deve avere un allenatore è la coerenza.  Trattare tutti nella stessa maniere, infine   fare scelte eque per il bene del gruppo.

 

 Che cosa le sta dando il calcio e che cosa le sta togliendo? 

 

Io calcio mi ha sempre dato tanto. Ma ora ancora di più. 

Mi fa distrarre dalle cose brutte che la vita purtroppo ci dà.  Il calcio è vita. Però poi il calcio toglie anche: tempo a mio figlio e a mia moglie.  Io vivo il calcio 24 h al giorno e questo è un altro mio difetto

 

     Qual è il suo stato d’animo prima di una partita? Quali consigli dà ai giocatori?

 

Io vivo il pre-gara con molta tranquillità, il lavoro settimanale fa sì che io abbia la coscienza pulita quindi sono sereno e tranquillo.   Alla fine il risultato è figlio di tante situazioni! I consigli che do ai calciatori sono i soliti:  affrontare le gare sempre con voglia fame e umiltà, solo così puoi prevalere sull’ avversario.

 






E alla fine di una partita, invece? Ripensa a quello che ha sbagliato a livello tattico, oppure volta pagina? 

 

Dopo la partita sicuramente ripenso a quello che ho fatto e a quello che ha realizzato la squadra.  E penso a correggere i miei errori e quelli dei ragazzi.

 

Lei è da circa un anno e mezzo che è nel Team Imbriani, che cos’ha questo club di particolare?

 

L’Imbriani Team non è solo una squadra, ma una famiglia, Abbiamo una società che ti fa stare bene prima umanamente e poi calcisticamente non ti fa mancare nulla sotto tutti i punti di vista.  E questo è una cosa rara in questo calcio di oggi.

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Io dedico sempre tutto a mia sorella che purtroppo non c’è più.  E che ha lasciato un vuoto incolmabile

 

Ultima domanda: lei domani riceve una telefonata per andare ad allenare una squadra estera, se la sentirebbe di lasciare ogni cosa per questa nuova avventura?

 

Se mi chiamasse una squadra estera…  non accetterei assolutamente, sono molto legato alle mie radici. Ho una stabilità lavorativa e familiare. Il calcio è una passione che porto avanti e che mi fa stare bene. Ma la cosa più importante è la Famiglia! E la famiglia è la cosa più preziosa che una persona può avere.

 

 

  

 

Grazie

 

19 10      2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

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