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giovedì 8 gennaio 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

RAFFAELE

MIGNOGNA

 

Seconda intervista

 






 

Raffaele Mignogna è un giocatore di calcio – ruolo difensore - nato a Napoli il 4 gennaio del 1997 ed abita a Ponticelli. Ha iniziato a giocare in una scuola calco vicino a casa. 

 

L’anno scorso ha militato nel club “Il Punto di svolta" in Promozione hanno sfiorato i play off, erano  quarti in classifica,  non si sono fatti per il distacco di punti dalla seconda.

 

Ora gioca al Mondragone, 2° in classifica, una squadra, come ci dice lui stesso “che è stata formata per cercare di vincere il campionato “.

 

 

 

 

Questa è la seconda intervista che facciamo, come prima domanda le voglio fare questa: la stagione calcistica sta andando molto bene, siete secondi in classifica, in che modo siete riusciti ad arrivare a questo bel risultato?

 

Sì,   questa è la seconda volta che ho il piacere di fare 2 chiacchiere con lei e ne sono molto felice perché parlare con persone serie, socievoli e per bene come lei non è da tutti.

 

Ritornando al calcio è vero stiamo disputano un bellissimo campionato ed anche in coppa stiamo facendo un grande cammino, continueremo a dare sempre il massimo fino alla fine del campionato (e coppa) per cercare di raggiungere il prima possibile gli obbiettivi prefissati dalla nostra società e   fare contenti anche i nostri tifosi.

 

 




 

Come si trova al Mondragone in questo momento, mi riferisco ai compagni, all’allenatore, al dirigente e al Presidente senza dimenticare tutto lo staff.

 

Aa Mondragone mi trovo benissimo. La società è formata da bravissime persone non ci fanno mancare nulla

 

Ormai nello spogliatoio insieme ai miei magnifici amici si è creato un bellissimo gruppo, abbiamo anche la fortuna di avere come allenatore un’altra bravissima persona (Antonio De Stefano), competente e spende quasi tutto il suo tempo (insieme al suo staff) per cercare di trasmetterci le sue idee calcistiche per far si che in campo diventi tutto un pò più semplice. 

Il presidente (Alfredo Campoli) è il nostro primo tifoso, quindi cerca sempre di farci stare bene e noi cerchiamo di rimediare in campo.

 








Lei ha giocato 5 anni nel quartiere dov’è nato Ponticelli, sappiamo che è anche sceso pure di categoria, non sono in tanti a farlo.

 Per loro sei come un figlio di Ponticelli,   penso che  ciò faccia molto piacere essere amati e stimati, come mai questo amore, con la A maiuscola per Ponticelli, tanto da farla scendere di categoria?

 

Paolo, ho giocato per cinque anni a Ponticelli e ne sono molto fiero, perché quando scendi in campo per i colori della tua citta (o quartiere) riesci sempre a dare quel qualcosa in più che parte dal profondo del tuo cuore.

È vero sono sceso di due categorie per ritornare a giocare nel Ponticelli.

Ma lo rifarei altre 1000 volte perché in queste categorie (almeno per me) non conta tanto l’importanza del campionato che disputi,  ma la voglia di star bene nella squadra che decidi di andare, e per giocare nella squadra del mio quartiere avrei fatto questo e molto di più. Spero un giorno di rivederli nelle categorie più alte e la storia del club lo meriterebbe.

 






Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Da piccolissimo, il calcio per me è sempre stato molto più di un semplice sport.

Ti fa conoscere tantissime persone che nel tempo possono diventare molto più di semplici conoscenti, possono accompagnarti per il resto della tua vita anche oltre il calcio.

 

Ha mai avuto degli screzi con gli allenatori, oppure accettava e accetta a malincuore la decisione del mister?

 

Fortunatamente con gli allenatori ho sempre instaurato  dei buoni rapporti.

io sono del pensiero che se vivi lo spogliatoio per il bene di tutti, e mai solo per te stesso, ti troverai sempre bene con i tuoi compagni.

 

Il mister come te cerca di dare il 100% facendo delle scelte spesso anche complicate, ma sempre per il bene della squadra perché alla fine chi paga per primo, nei momenti complicati che arrivano durante un’annata, è lui!

 






All’interno dello spogliatoio vista la sua esperienza che ruolo ha, ascolta gli altri oppure cerca in qualche modo di imporre la sua volontà?

 

E’ vero sono ormai 10 anni che vivo lo spogliatoio e posso garantirti che nel calcio come nella vita non si smette mai di imparare, cerco di apprendere qualcosa dai più grandi e nello stesso momento come dici tu avendo un pò di esperienza aiuto i ragazzi con qualche consiglio, come hanno sempre fatto con me quando avevo la loro età.

 

Il suo più grade pregio, e il suo più grande difetto (a livello calcistico è ovvio)?

 

Di difetti credo di averne tanti, ma nello stesso tempo credo di avere anche qualche piccolo pregio, per provare a difendere la mia porta cerco tanto il contatto fisico, mi piace farmi sentire dall’ attaccante.

 




A chi vorrebbe dedicare quest’intervista?

 

Voglio dedicare questa intervista a te che dedichi parte del tuo tempo agli altri senza nessun interesse.

Sei una persona eccezionale.       





C’è qualcuno a cui vorrebbe dire grazie per la sua carriera da calciatore?

 

Carriera da Calciatore forse è un pò troppo, io alla fine faccio quello che fai tu.

Vivo lo sport più bello del mondo con passione ed alcune volte ci togliamo qualche piccola soddisfazione personale,  soprattutto di gruppo insieme ai miei amici.

 

 

08 gennaio   2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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