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giovedì 15 gennaio 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

VINCENZO

VARRIALE




 

 


Vincenzo Varriale è un giocatore di calcio, è di Napoli, e così si presenta: 

 

“Sono nato il 6 ottobre del 2003, ho iniziato a giocare a calcio all’età di 8 anni fino al 14 anni nella squadra della mia città “Olympia Casavatore”. Dai 15 anni sino ai 21 ho militato nel Micri, tante le esperienze che ho fatto: 17-18 anni primo anno promozione, 18-19 anni secondo anno in promozione, 19-20 anni terzo anno in promozione, 20-21 anni, primo anno in eccellenza.

 

Quest’anno ho inizio a Frattamaggiore con la Frattese in eccellenza, ma a fine novembre me ne sono andato perché non mi sentivo parte integrante del gruppo e dato che facevo sacrifici per far combaciare anche il lavoro ho deciso di scendere di categoria.

 

Sono arrivato alla Napoli Nord in promozione, ma sono rimasto giusto un mese perché la situazione non era certo favorevole per l’idea che ho io del calcio.

 

Ho deciso quindi di andarmene anche da quel club e ho firmato a Villa Literno, sempre promozione campana, posso dire che mi sto trovando davvero bene.

 



La prima domanda che le voglio fare è la seguente: lei quest’anno ha cambiato due club e ora milita nel Villa Literno, come mai ha scelto questo club?

 

Ho scelto il Villa Literno perché avevano bisogno di un po’ di esperienza, della giusta dose di cattiveria e di persone che avevano voglia di combattere per portare la “nave in porto”. Quindi ho accettato, proprio perché è una sfida anche con me stesso.

 


Da come ci ha detto si tratta di un ambiente a lei consono, che cosa di particolare questa squadra?

 

Questa squadra è formata da tanti ragazzi, tutti umili e nessuno che crede di essere migliore di un altro.

Il fatto interessante è che tutti sono mentalizzati per arrivare allo stesso obiettivo.

 

Per la prossima stagione ha già qualche idea dove andare, oppure è troppo presto per parlare?

 

Per ora mi focalizzo solo su ciò che sto facendo ora e di raggiungere l’obiettivo richiesto dalla società in cui mi trovo, poi quando finisce il campionato valuterò cosa fare.

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Ho scoperto che sarebbe diventato la mia più grande passione quando nonostante i continui “no” di mio padre e mia madre  -perché temevano l’ambiente non proprio positivo di cui è permeato  l’ambiente calcistico, io sono riuscito ad andare oltre a  tutti i “no” che io ricevevo dai miei genitori; devo ringraziare soprattutto mio nonno che mi ha supportato nella mia ferma decisione di voler giocare.

 

Pian piano ho capito che non c’era cosa più bella che quella di correre su quel bellissimo prato verde.

 

Lei ha frequentato il Liceo Scientifico, ha Laurea Triennale in Scienze Motorie e ora sta frequentando gli ultimi due anni per prendere la Magistrale, com’è riuscito a coniugare scuola e attività sportiva?

 

Fin da piccolo grazie all’aiuto di mia mamma e di mia nonna che mi sono state accanto durante tutto il percorso di studi e che mi hanno fatto capire che il dovere viene sempre prima del piacere.

Così facendo sono riuscito ad entrare nella giusta mentalità che lo studio serve per la vita, ma il  calco e l’unica cosa che mi riesce a far stare bene in qualsiasi situazione e io non ne posso fare a meno.

 

 

Lei ha giocato per tanti anni nel Micri, che cosa ci può dire di questa esperienza che è durata diversi anni?

 

Nel Micri è stata una bella esperienza durata tanti anni perché la società è davvero ben organizzata con  allenatori professionali,  e con un ambiente davvero impagabile sotto tutti i punti di vista.

 

Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse? 

 

Oltre al calcio seguo il basket e ogni tanto il tennis.

 




Lei gioca nel ruolo di? 

 

Gioco nel ruolo di Terzino Destro

 

Si ricorda il suo goal più bello?

 

A dire la verità negli anni della promozione in poi non ho mai trovato la gioia del goal, mi piace molto di più trovare l’ assist e giocare per la squadra.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute, le ha oppure ha sempre accettato e accetta le decisioni con serenità?

 

Con i mister ho sempre avuto un buon rapporto, naturalmente è capitato sicuramente qualche episodio in cui ero in disaccordo con qualche decisone, ma l’importante è che ci sono sempre stati i dovuti chiarimenti.

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà

 

Attualmente impongo il mio modo di pensare e cerco di trasmettere la mia voglia e i miei comportamenti giusti ai ragazzi più piccoli.

 

Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)

 

Un mio pregio è la velocità, un mio difetto è l’essere frenetico a volte.


Domani lei riceve una telefonata per andare a giocare in un club estero, accetterebbe la proposta?

 

Qui a Napoli ho ancora diversi obiettivi da raggiungere ai quali pian piano ci sto arrivando. 

Se la proposta fosse davvero impossibile da rifiutare, parlando del salario e magari cdi ertezze per il futuro potrei pensare di andare,  ma continuerei lo stesso il mio percorso di studi.

 

Grandi giocatori si nasce o ci si può diventare grazie a un duro allenamento e a uno stile di vita sano e rigoroso?

 

Sono dell’idea che grandi giocatori si nasce, e non si diventa, al massimo si può migliorare il migliorabile con un vita sana e un duro allenamento, ma non si possono fare miracoli.

 







Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Un sogno che vorrei si realizzasse è finire nel miglior dei modi il mio percorso di studi per entrare nel mondo della scuola, così che abbia anche tempo per continuare a giocare a calcio. 

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Quest’intervista la voglio dedicare a mio nonno che fin da piccolo mi ha invogliato a giocare a calcio, a mia mamma e a mia nonna che con tanta pazienza mi hanno fatto capire quanto la scuola e il calcio possano andare di pari passo e a mio padre che anche se meno presente a causa del lavoro e del suo odio per il calcio, quando è stato possibile c’è sempre stato.

 

 

 

Grazie 

 

15 01     2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

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