SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
CRESCENZO
IAMMARINO
Crescenzo Iammarino è giocatore di calcio di Napoli, classe 2003 (è alto 1,86 pesa 76 Kg, ruolo difensore centrale, piede destro) e così ci si presenta:
"La scuola calcio l'ho fatta alla Boys Quarto poi sono stato alla Puteolana 1909 dove ho vinto una coppia Campania con gli allievi regionali.
Successivamente sono partito per andare a giocare fuori regione per la precisione in Toscana, il club si chiama: Sangiovannese 1927, e ci sono rimasto fino a quando il covid non ha bloccato tutto quanto; durante la stagione calcistica ho fatto in 16 partite 6 goal.
L’anno dopo il covid sono ripartito con la Puteolana 1909 in promozione fino a dicembre, poi da dicembre sono passato con la Mariglianese in serie D dove sono stato sfortunato perché a causa di un infortunio sono stato operato al ginocchio.
L’ anno scorso sono stato con il Rione Terra in eccellenza dove ho fatto 30 partite segnando 1 gol, Quest anno sono stato prima con la Sibilla Bacoli 7 partite e 1 goal, a attualmente mi trovo all’ Alvignano con all’ attivo 1 gol.
Dopo aver presentato la mia carriera posso dire di essere pronto a fare qualche esperienza fuori Italia."
La prima domanda che le voglio fare è la seguente, secondo lei grandi giocatori si nasce, oppure ci si può diventare con un rigido sistema di vita, il quale comprende ovviamente anche un grande allenamento?
Allora io sono del parere che giocatori si nasce con la passione però poi dietro c'è del duro lavorare per arrivare in cima, perché senza dedizione e passione si è nulli.
Come sta andando il campionato con l’Alvignano? Soddisfatto oppure ritiene che possa fare meglio?
Il campionato con l’Alvignano è stato soddisfacente sotto tutti i punti di vista specialmente dal punto di vista umano, perché sono cresciuto sotto tanti punti di vista, per l'anno prossimo si spera in tante cose belle e interessanti.
Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?
Guarda all'età di cinque anni andavo a seguire gli allenamenti di mio fratello un po’ più grande e da fuori sentivo che io avrei voluti essere in mezzo a loro per giocare, piano piano la mia passione cresceva e così ho iniziato ad allenarmi con mio fratello di 4 anni più grande.
I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”
I miei genitori sin dal primo giorno mi hanno seguito da tutte la parti anche quando giocavo fuori Campania, e tutt'oggi lo fanno ancora.
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
Le mie due squadre in cui ho legato di più sono: la Sibilla Bacoli e l’ Alvignano.
Un’esperienza importante lei l’ha avuta in Toscana, che cosa ci può raccontare di quello che ha vissuto giocando con la Sangiovannese 1927?
In Toscana la mia esperienza è stata più che positiva, molte volte ci sono pregiudizi sui ragazzi di Napoli invece posso dire di aver trovato ho trovato una seconda famiglia.
Si ricorda il suo goal più bello?
Il mio gol più bello è stato con il Grazzianise – Alvignano, quasi allo scadere della partita feci goal, ma non è la qualità che mi ha interessato, ma come soddisfazione di tanti altri aspetti che devono rimanere tra me e me.
Grandi discussioni con i mister le ha avute, le ha oppure ha sempre accettato e accetta le decisioni con serenità?
Guarda con i mister ho sempre avuto un buon rapporto, non sono mai andato contro decisioni che avrebbero fatto il bene della squadra, quindi sono un giocatore tranquillo che di buon grado accetta le decisioni dei superiori.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)
Un mio pregio calcisticamente in modo positivo è quello di non dare mai nulla per scontato, mai dire di aver perso la partita sino a che essa non è chiusa, mentre in negativo sono un po’ pressante.
Lei ha giocato, conosce diversi giocatori, inoltre so che con alcuni c’è una grande amicizia, quale giocatore la colpisce per la sua bravura?
Uno dei giocatori con cui ho legato di più è Antonio Napolitano come esperienza calcistica e così come nella vita, poi ci sono tanti giocatori forti che conosco come: il ninja Francesco Esposito e Giovanni Cacciottolo, questi sono alcuni che ho impressi come modo di giocare.
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
Uno dei miei sogni è quello di dire: c’è l'ho fatta sono soddisfatto di me stesso nel calcio e nella vita.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Questa intervista la voglio dedicare alla mia fidanzata che c'è sempre stata e spero di realizzare un futuro con lei e a tutta la mia amata famiglia.
Grazie
30 03 2025
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