SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
ALESSIO
PALADINO
Alessio Paladino, ha 25 anni, è di Napoli (quartiere Barra) ed è un giocatore di calcio. Questa è la seconda intervista che ci rilascia, e qui sotto ci racconta cos’è successo negli ultimi 4 anni dal punto di vista calcistico.
“Negli ultimi 3 anni sono stato nella squadra del mio quartiere chiamata “Il punto di svolta”, sono stati 3 anni importanti dove sono cresciuto molto sia come uomo che come calciatore, questo grazie a figure importanti che hanno fatto parte di questo cammino, il rammarico più grande è stato il non essere approdato in eccellenza dopo una finalissima persa, ma il calcio è così.
Come accennavo prima mi tengo stretto la crescita che ho avuto perché in 3 anni li ho fatto sui 40 gol e per un esterno è un bottino importante….
Per quanto riguarda quest’anno ho deciso di lasciare la squadra e provare nuovi stimoli e nuove avventure, ho iniziato con il “Rione Terra” squadra di Pozzuoli, qui ho trovato un ambiente familiare con persone per bene che hanno voglia di fare calcio ad un certo modo, però per varie situazioni che non sto qui a raccontare ho deciso di andare via a dicembre, nonostante un inizio positivo sia di squadra che personale.
La chiamata del club Marianella ha fatto in modo da farmi sentire già parte del club.
Qui ho ritrovato il mister Carlo Ignudi, con il suo grande staff e tanti calciatori che già conoscevo molto bene, ringrazio alla società ma specialmente il mio grande direttore Antonio Candice che mi ha voluto fortemente quindi non è stato difficile sposare il progetto.
Fortunatamente è andata alla grande perché abbiamo vinto il campionato, personalmente ho cercato di dare il mio contributo ad una squadra già ben affiatata e chiudo comunque la stagione con 10 gol – 5 goal appartengono quando militavo nel Rione Terra - e 13 assist tra campionato e coppa
È stato un cammino breve ma intenso, 77 punti sono tanti per un campionato di promozione e questa la dice lunga sul livello umano e calcistico che possiede questa squadra; sono onorato di aver vinto il mio primo campionato con ognuno di loro e in un quartiere che non andava in eccellenza da 40 anni. Questo farà sì che la gente si ricorderà di noi per la fantastica storia che abbiamo scritto !”
La prima domanda che le voglio fare è la seguente, la squadra Marianella dopo 40 anni riesce ad andare in eccellenza, come si sente ora che avete raggiunto questo importante traguardo?
Beh riportare una squadra in eccellenza dopo 40 anni sicuramente è un’emozione forte, tra l’altro per me è il primo campionato vinto, quindi è una bella vittoria che legherà entrambi per sempre.
La prossima stagione sa dove andrà a giocare, oppure pensa di rimanere al Marianella?
Per la prossima stagione non ci sto pensando ancora, non escludo niente, ma per ora mi riposo e mi godo questa grande vittoria.
Abbiamo avuto diversi anni fa una conversazione sul calcio, com’è l’Alessio di 4 anni fa rispetto ad oggi?
Sicuramente rispetto a 4 anni fa c’è un Alessio cresciuto tanto calcisticamente, ma soprattutto come uomo grazie anche al fatto che sono diventato papà e questa è stata una grande svolta della mia vita.
Per tre anni lei è rimasto nel club del suo quartiere: Il punto di svolta, che anni sono stati?
Con il Punto di Svolta sono stati 3 anni importanti dove mi sono affacciato per la prima volta nel campionato di promozione; è stato un crescere continuo anno dopo anno, personalmente sono soddisfatto del cammino fatto in quel club, anche se c’è il rammarico grande di non aver vinto la finalissima per andare in eccellenza.
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
Tra le squadre più legate c’è sicuramente la Turris perché è la squadra dove ho esordito per la prima volta a 16 anni in serie D.
Lei chiude la stagione con 10 goal, le chiedo in che modo si riesce a raggiungere un simile risultato, mi spiego, qual è il suo segreto?
Non c’è un segreto, bisogna allenarsi sempre al massimo e fare una vita sana, chiudo la stagione con 10 gol e 13 assist, un bottino importante per un esterno, anche se negli ultimi anni ho concluso con cifre più alte, ma poco mi interessa perché quest’anno volevo vincere e ci sono riuscito.
Su di lei si dice un gran bene, è molto apprezzato, ciò a cosa è dovuto?
Dove vado cerco di contraddistinguermi sempre fuori dal campo prima che dentro, perché ci tengo sempre a rimanere per gli altri “ un ottimo ricordo”, come persona prima e come calciatore poi.
Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
Molto spesso ho accettato decisioni con serenità, alcune volte però può capitare di essere in disaccordo, diciamo, se così posso esprimermi, “e di aver messo un po’ il muso giù”, ma per il semplice fatto che un giocatore vorrebbe giocare sempre e non si immedesima nell’allenatore e nelle difficoltà che ha nel fare le scelte giuste partita per partita.
Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
Nel gruppo cerco sempre di portare felicità perché mi piace passare quelle ore al campo spensierato senza pensare alla vita che ci aspetta una volta finita la partita; poi mi piace prendere consigli da ogni persona, specialmente quelle più grandi per accumulare esperienza e crescere ancora di più.
Una volta feci una domanda riguardate se nel calcio è possibile stabilire una vera amicizia, un giocatore mi disse di no, anche perché ognuno pensa a se stesso e far vedere quanto sia bravo, lei cosa pensa, voglio dire nel calcio esiste l’amicizia?
Io ti dico invece che nel calcio è possibile stabilire amicizie vere perché ne ho la prova, lo scorso anno ho conosciuto Carmine Falanga ed oggi ti posso dire che lo reputo un fratello fuori dal campo, ma oltre a lui ce ne sono anche altri: sia come calciatori che come dirigenti che reputo amici veri.
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
Beh come sogno ti dico che, nonostante l’età, per ogni calciatore è sempre quello di fare il professionismo e sarà sempre così fino a quando sarò in campo.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
L’intervista la dedico alla mia famiglia che mi sta sempre vicino, specialmente a mia moglie e mio figlio che mi supportano sempre e fanno tanti sacrifici insieme a me, infine ci tengo anche a ringraziare te per avermi contattato e voluto fare queste due chiacchiere insieme.
E io ringrazio lei, è stato un vero piacere.
01 05 2026
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