SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
BALDE
OUSMANE
Mi chiamo Ousmane Balde, sono nato il 15/03/1995 in Senegal, arrivo in Italia nel 2014 e vado a ricongiungermi con mio padre che era arrivato in Italia all’età di 24 anni.
Prima però ero andato in Francia per fare dei provini a Monaco e Nizza.
Negli ultimi due anni ha militato nel Buddusò, promozione (16 reti) vincendo il campionato, ora è in eccellenza sempre con il Buddusò.
La prima domanda che le voglio fare è la seguente, come sta andando questa seconda stagione calcistica al Buddusò (Girone unico eccellenza Sardegna)?
Per la secondo stagione a Buddusò stiamo giocando per la salvezza, quindi mancano 4 partite e siamo al 13° posto con un campionato dove tutto si gioca fino alla fine, noi ci crediamo.
Sino ad ora lei ha segnato 15 goal, ed è il capocannoniere, non è certamente facile arrivare a un simile traguardo, come si riesce ad arrivare così in alto?
Non è mai facile fare gol in queste categorie, mai arrendersi e bisogna avere fame di voler fare gol e ruggire come un leone della Teranga. 15 sono i gol fatti per ora, però bisogna cercare di dare il meglio fino all'ultima partita, questa io lo chiamo " perseveranza" che è poi il mio slogan.
La prossima stagione giocherà ancora in Sardegna, oppure ha già in mente qualche altro club?
Sarò sempre disponibile per stare ovunque a giocare e godere di questo sport che è la mia passione fin da piccolo.
Le proposte per altre squadre ci sono, però bisogna cercare sempre di fare delle buone scelte, che è la cosa più importante.
Lei come procuratore ha il signor Santo Molino, come vi siete conosciuti? Che cosa rappresenta per il lei il signor Santo Molino?
Santo è un compagno fedele nel mio cammino calcistica, ci siamo conosciuti sui social, da quel momento in poi abbiamo sempre lavorato insieme sino ad oggi (sono passati 5), è una brava persona ed anche molto professionale nel suo mestiere, speriamo bene per il futuro
Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?
Sono nato da una famiglia dove tutti giocavano a pallone da piccoli, la passione l'ho preso dal mio babbo che faceva il portiere nella nazionale senegalese.
Io sognavo di essere portiere come lui, ma il destino ha scelto un'altra via così sono diventato centravanti, ma prima coprivo tante ruoli per scelte di alcuni mister.
Lei è nato in Senegal, poi è andato in Francia a fare dei provini, Monaco e Nizza, poi è andato in Italia da suo padre, quali sentimenti ha provato nel cambiare continente e nazione per trasferirsi in Italia, mi spiego meglio, si è ambientato subito, oppure ha avuto delle difficoltà?
Sono nato in Senegal e all'età di 12 anni sono andato in Francia per dei provini, poi sono ritornato in Senegal per continuare a lavorare sul mio sogno nelle scuole di calcio.
All'età di 17 anni sono arrivato in Italia per andare a vivere con mio padre.
Non è mai facile cambiare un Paese per un altro, ma se la passione è forte devi per forza fare dei sacrifici per un futuro migliore.
Arrivato qua mi sono ambientato da subito, ho iniziato a giocare a calcio e ad andare a scuola, quindi direi benissimo.
In questo momento la sua famiglia dove vive?
La famiglia è residente a Bergamo.
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
È difficile da dire, perché mi hanno sempre trattato bene ovunque, mi hanno offerto tante possibilità anche per seguire il mio cammino.
Il calcio che cosa le sta dando e che cosa le sta togliendo?
ll calcio mi ha formato. Ma per anni mi ha tolto il tempo per gli amici, le feste, i sabati sera e le domeniche in famiglia. Dietro ogni minuto in campo ci sono sacrifici che pochi vedono: ginocchia sbucciate, muscoli doloranti e la stanchezza di chi lavora quando gli altri riposano.
Il calcio mi ha tolto la possibilità di essere un ragazzo normale, insegnandomi però a essere un uomo responsabile
Ti toglie la libertà di mangiare ciò che vuoi, di uscire quando vuoi, perché il corpo è uno strumento che devi curare.
Lei gioca nel ruolo di?
Sono centravanti
Si ricorda il suo goal più bello?
Il goal più bello è alla Weah che ho fatto in Sicilia con la Polisportiva Gioiosa.
Palla da centrocampo saltando tutti per poi piazzarla dove volevo io, il mio procuratore ha esultato tanto, sembrava “non normale”, tra l’altro quel giorno era lì in tribuna.
Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
Accetto con serenità le discussioni del mister, dopo a fare gol ci penso io e non il mister, quindi rispetto sempre i loro insegnamenti, ma non mi limito mai a tirare fuori le mie capacità.
Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
Mi piace prendere consigli anche dai più piccoli ed anche loro mi ascoltano.
Quindi importante è che un gruppo si parli, per aiutarci l'uno con l'altro affinché si migliori, che è l’obiettivo fondamentale.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)
Pregio: perseveranza, lettura del gioco, furbizia tattica, grinta e fame di fare gol.
Difetto il voler fare gol sempre
Un giocatore che lei ammira tantissimo?
Sadio Mane e Cristiano Ronaldo.
Sono perseveranti, e cercano di voler di far bene per la maglia, hanno una grande personalità e responsabilità dentro e fuori dal campo.
Famiglia e amici quanto sono importanti per lei?
La famiglia è sempre la famiglia quindi va trattata bene ed aiutata quando si può, ho dei buoni amici e per me sono molto importanti.
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
Diventare professionista e rendere felice mio babbo che è lassù.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Dedico questa intervista a tutti colori che amano questo sport e a tutti ragazzi giovani che vogliono perseverare in questo mondo, e per finire la mia famiglia che sta in Senegal ( gli zii, i cugini), ringrazio Santo Molino per tutto.
Grazie
07 04 2026
(Tutti i diritti riservati)
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