Archivio blog

sabato 2 maggio 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

GIUSEPPE

MALLARDO


    

 




Giuseppe Mallardo, è un giocatore e allenatore nato a Pozzuoli il 16 giungo del 1980, questa è la sua carriera:”

 

Puteolana  eccellenza.; Altamura, serie Sorrento serie D, Ariano Irpino, promozione, eccellenza e serie D; San Severinese, promozione, Bojano eccellenza; Formia, eccellenza, Cicciano, promozione eccellenza; Viribus Unitis, serie D, Cavese, serie C; Forza Coraggio (BN) eccellenza, serie D; Capriatese, serie D; Boville, Serie D; Agropoli, serie D; Sulmona, serie D; San Severo serie D, Savoia, eccellenza, Gladiator, eccellenza, Subasio, eccellenza, Termoli, eccellenza; San Tommaso, eccellenza; Termoli eccellenza; Roccasicura, eccellenza; Positano, promozione, Di Roberto, terza categoria, Di Roberto prima categoria. 400 sono i goal realizzati nella sua carriera.

 

 

 

 


La prima domanda che le voglio fare è la seguente 400 sono i goal che lei ha realizzato durante la sua carriera, qual è stato il segreto per aver raggiunto un così importante risultato

 

Il segreto dei miei goal è stata la passione  per questo sport  la fame e la voglia di migliorarsi  sempre e poi la gioia per ogni goal fatto.

 






Com’è terminata stagione questa stagione calcistica. Si si ritiene soddisfatto delle sue prestazioni oppure poteva fare di più? 

 

Nella stagione che è appena terminata si poteva fare di più, si può  fare sempre di più sia di squadra e che a livello personale,    a 46 anni  ho fatto già  tanto a rimettermi di nuovo  in gioco, ma ho deciso ciò soprattutto per la crescita dei giovani.

 

Lei ricopre anche un altro ruolo nel club AsD Di Roberto, ci potrebbe dire quale?

 

Faccio il differenziato insieme a Carlos Roca, è stato il preparatore di giocatori che hanno fatto la serie A e la Premier inglese,  come calciatori da lui allenati penso a Allan Riciallison ed altri brasiliani.

 

    Alcuni giocano ancora in premier, facciamo il differenziato però solo per la scuola calcio Di Roberto, ovviamente solo per i nostri iscritti; noi gli aiutano sulla fase di crescita dalla coordinazione, forza, tecnica, postura del corpo e correzione dei movimenti in campo.

 





Questa domanda mi sembra obbligatori: Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Sin da piccolo mi nutrivo di questo sport, era aggregazione, ci davamo appuntamento per vederci e organizzare  le partitelle   di tutti i tipi,   ci auto-adattavamo  alle situazioni che ci capitavano in quel momento, e tanti ragazzi si univano a noi per giocare,   purtroppo  oggi questo modo di fare non c’è più per quasi l’80/ 90%  dei ragazzi.

 

Noi giocavamo dalle 6 alle 8 ore al giorno,   oggi i ragazzi forse giocano alla settimana 8 ore, questo perché c'è una scuola calcio in ogni quartiere,  quella sana competizione, quel giocare per divertirsi lo si è perso,  purtroppo.

 

 




 

I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

I miei genitori dicevano che dovevo pensare alla scuola   però non avevo voglia, sbagliando pensavo solo al calcio,  all' epoca  non era come adesso oggi bisogna studiare, ed è  quello che  dico ai miei figli: andare bene a scuola è fondamentale.

 






Lei ha giocato in tantissime squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

E’ vero, ho giocate in tante squadre, ma il mio legame più forte resta con la Battipagliese.

 

Fra i 400 goal che lei ha segnato Si ricorda il suo goal più bello?

 

Di goal ne ho fatto tanti, mi ricordo quello che feci  con il Sorrento: di rovesciata  da fuori area.

 






Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Con i mister in linea di massima ho avuto sempre buoni rapporti, anche perché gli servivo, visto che realizzavo diversi goal.

 

Generalmente, quando lei era più giovane  che ruolo aveva e che all’interno del gruppo, mi spiego ascoltava i consigli dei compagni, discuteva  serenamente con loro, oppure tendeva a imporre la sua volontà?

 

Quando ero giovane sì, è vero stavo zitto, ascoltavo i più grandi e cercavo di imparare e mi prendevo tutti i consigli positivi, poi quando sono diventato più grande sono diventato  un leader   silenzioso,  però quando  mi dovevo far sentire lo facevo a gran voce  ero sempre presente.

 

 


 


Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio pregio: essere umile sempre a disposizione.  Un difetto: sono lunatico e che le cose quando non vanno come dico mi fanno   diventare, mi passi il termine “una bestia” e sono pure  scorbutico.

 

Anche suo figlio gioca nella società dove lei milita, in che ruolo?

 

Sì, anche mio figlio gioca a calcio, gli trasmesso le mie due passioni il calcio ed essere tifoso del Napoli. 

Lui fa anche lui il centravanti, spero per lui che riesca a fare più strada rispetto a quella che ho fatto io, pure lui ha una grande passione per questo sport,  non manca mai ad un allenamento,  vuole migliorarsi sempre e comunque,  io delle potenzialità ce le vedo, ma sarà il tempo e la sua tenacia che forse  scriveranno  la storia del calcio.


Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto di dove è arrivato sino ad ora? 

 

Se avessi la possibilità certamente cambierai delle cose del mio passato però purtroppo non si torna indietro, ma va bene così.

 

Di nuovo noi non partecipiamo ai mondiali, secondo lei perché, quali sono i motivi della débâcle del calcio italiano?

 

Il motivo che l’Italia non va ai mondiali parte da lontano, per me dovrebbero cambiare alcune regole che ormai  qui in Italia hanno preso il sopravvento, il problema riguarda   tutti questi giocatori stranieri, bisogna darsi una ridimensionata  soprattutto dalle primavere,  e già in questa categoria militano tanti giovani  stranieri, mi domando il  perché non si possa dare una possibilità ai giovani italiani  di farli giocare in  qualche settore professionistico, magari qualcuno arriverà  in  serie A e magari alla nazionale.


Famiglia e amici quanto sono importanti per lei? 

 

La famiglia è importante, io le devo tutto, soprattutto a mia moglie e ai miei figli che mi hanno trasmesso tranquillità, siamo una sola cosa.

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Il sogno che dovrebbe realizzarsi  nell’ immediato è che i miei figli si possono realizzarsi in tutto:  nella scuola, nella vita e magari nello sport.

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

A questa intervista la dedico alla mia famiglia.

 





Infine a chi vorrebbe dire grazie, mi riferisco alla sua carriera calcistica?

 

Alla fine devo dire grazie a me stesso, perché mi sono rialzato sempre dopo le cadute, potevo fare di più  però io indietro non guardo mai vado sempre avanti per la mia  strada.

 

 

In fine ringrazio te Paolo di questa bella intervista.

 

 

02 05     2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

Nessun commento:

Posta un commento