SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
GERARDO
MALAFRONTE
Gerardo Malafronte è un giocatore campano di futsal e così si presenta: “
“Mi chiamo Gerardo Malafronte e sono nato a Vico Equense, un paese in provincia di Napoli, il 20/08/2002.
Verso i 2 anni e mezzo inizio a dare i miei primi calci al pallone, solo un annetto circa dopo inizierò a frequentare la prima scuola calcio del mio paese come "centrocampista" all'inizio, i risultati sono modesti.
La "svolta”, se così si può dire visto anche l'età, arriva un paio d'anni dopo, quando nelle classiche sfide che facevo con mio fratello decido di mettermi in porta, all’ epoca erano due sedie che funzionavano da pali con una traversa immaginaria.
Mio fratello iniziava a calciare e man mano, senza che io avessi le basi da portiere, vedevo che non riusciva a fare gol e vedere lui che si innervosiva all’idea di non riuscire a segnare la cosa mi piaceva.
Da lì decido che il portiere sarebbe stato il mio ruolo.
Inizio a frequentare la mia prima vera scuola calcio a Castellammare di Stabia, Il Real Stabia, dove con l'aiuto del Mister Gigi Imparato in primis e Aniello Esposito poi inizio a capire e fare i primi movimenti, resto piu o meno 3-4 anni per poi cambiare, visto la comodità anche per i miei genitori, scelgo la Boys Gragnano dove passerò anche lì 4-5 anni circa.
Un infortunio alla spalla durante il periodo estivo mi terrà lontano dai campi per un paio d'anni, nel frattempo mi divertivo a giocare con gli amici di una vita ormai dalla mattina alla sera e qualche volta succedeva che giocassi anche in qualche partita amatoriale con persone piu grandi della mia età, gente che aveva bene o male l'età del mio papà per intenderci,
Tramite una partita mi arriva una chiamata per giocare in una squadra di terza categoria, vicino al mio paese, allora avevo solo 16 anni, non sono riuscito a ritagliarmi parecchio spazio, come giusto che sia vista la mia età, però in quell'anno qualcosa in me calcisticamente è cambiato.
Due anni dopo mi arriva una proposta, totalmente nuova per me: il futsal, decido di accettare e di mettermi in gioco e inizio il mio percorso a Scafati Santa Maria C5 con il mister Ciro Aceto.
Inizio a fare il campionato under 18, under 19, per arrivare poi ad esordire in C1, un bel traguardo visto l'età e i sacrifici e l'impegno che mettevo ogni giorno.
Dopo questa esperienza rimango un anno fermo, poi arriva la chiamata della Torretta dove con loro inizio a praticare la serie D, arrivando persino in finale play-off, dove tra l’altro arriva il mio primo vero gol tra i grandi. Avremo poi la promozione solo l'anno dopo in C2.
Purtroppo mi rendo conto che le cose non andavano bene, sentivo o meglio percepivo che non avevo più fiducia in me come gli anni scorsi così, insieme alla società decido di intraprendere un percorso diverso, arrivando, dove sono adesso da 3 anni, circa, a Castellammare di Stabia, nella società Sporting Stabia.
La squadra milita in serie D, mi sono sentito subito ben voluto in primis dal presidente Catello di Capua e dal Mister Cascone.
Con il gruppo c'è una forte sintonia e all’inizio avevo percepito fin subito la loro fiducia.”
La prima domanda che le voglio fare è la seguente com’è terminata la scorsa stagione 2025-2026. Si può ritenere soddisfatto delle sue prestazioni oppure poteva fare di più?
La scorsa stagione ci ha visto fuori dalla lotta play-off per un solo punto sia per demeriti nostri, ma anche perché durante il campionato è venuta a mancare quelli che sono i valori dello sport.
A riguardo delle mie prestazioni posso ritenermi abbastanza soddisfatto, in alcuni momenti potevo dare e fare di più, ma anche se faccio una partita "perfetta" chiederò sempre qualcosa in più a me stesso.
Adesso come sta andando la squadra; contenti oppure ritenete che si possa dare di più?
Al momento siamo ancora in fase di preparazione anche se a breve avremo il primo turno di coppa Campania, però al momento procede bene.
Sappiamo che ogni anno dobbiamo dare sempre di più.
La classica domanda: quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione, voglio anche dire, c’è stato un momento particolare che le ha scatenato questo desiderio di diventare calciatore?
Come ho scritto nella mia biografia ho capito che il calcio sarebbe diventata la mia più grande passione quando all’età di 2 anni e mezzo ho iniziato a dare i primi calci ad un pallone, crescendo è diventato un amore viscerale. Ho capito che volevo essere un calciatore quando ho iniziato a giocare con i ragazzi più grandi di me; sentivo che avevo voglia di mettermi in mostra consapevole che non ero secondo a nessuno.
I suoi genitori erano contenti, oppure le hanno detto: “Non sarebbe meglio se pensassi allo studio?”
Purtroppo ho abbandonato gli studi e ciò non mi rende felice, però i miei genitori non hanno mai messo i paletti su quella che era la mia passione.
Anche suo fratello è un giocatore in che cosa siete simili, e in che cosa siete diversi?
Sì, anche mio fratello è un calciatore e devo dire che forse di diverso e solo lo sport e il ruolo che facciamo, mentre invece la testardaggine, la fame e la cattiveria agonistica sicuramente “salta all’occhio” per chi ci osserva.
Come mai ad un certo punto accetta di giocare a Futsal, che cosa l’ha convinta ad accettare la proposta?
Decido di giocare al futsal dopo un breve periodo di inattività dai campi, accetto la proposta che mi viene fatta dal mister Ciro Aceto, all’epoca allenatore degli Scafati Santa Maria C5, lanciandomi e mettendomi in gioco verso uno sport a me sconosciuto.
Man mano ho capito che sarebbe diventato ciò che voglio fare, sia perché è uno sport molto più veloce e poi anche perché faceva in modo che sarebbero saltate all’occhio quelle che erano le mie qualità calcistiche.
Dopo la chiamata al Torretta lei dice che qualcosa era cambiato, che cosa in particolare?
Dopo la chiamata della Torretta devo dire che all'inizio ero molto contento di riabbracciare quelli che erano stati i miei ex compagni, al primo anno perdemmo la finale play-off per fare il salto in C2, mentre il secondo anno dal nulla qualcosa cambiò, stavo percependo che il mister aveva poca fiducia nelle mie qualità di giocatore.
Dopo una lunga riflessione decisi di lasciare la Torretta, ma sarò sempre grato al club per i bei momenti passati insieme e anche perché con loro ho siglato il mio vero primo gol con i grandi.
Lei ha ottenuto dei buoni successi nel Futsal, si aspettava che questo sport le piacesse così tanto?
Successi per sfortuna, purtroppo, non ne ho avuti tantissimi, quindi vorrà dire che il prossimo successo sarà ancora più bello.
Riguardo il futsal ad essere sincero non pensavo che mi sarebbe piaciuto così tanto, praticandolo mi sono ricreduto.
Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
No, non ho mai avuto discussioni e problemi né con la squadra né con i mister, accettavo ogni loro decisione, anche quando magari alcune volte ero in disaccordo, ma ho sempre tenuto tutto dentro senza mai creare problemi.
In settimana il fatto che il mister non mi sceglieva mi ha aiutato e stimolato nel dimostrare che potevo dare anche io una mano alla squadra, comunque ho sempre dato il 200% di me. Sempre!
Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
Come detto prima, mai avuto discussioni con il gruppo o con le società, sono uno che accetta consigli, ma allo stesso tempo cerco di dare dei suggerimenti, sempre, però, nella maniera piu serena possibile.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)
Un mio pregio forse è la capacità di avere un carattere forte, mentalmente mi ritengo molto concentrato e tranquillo.
Sono molto bravo con l'utilizzo dei piedi e una buona lettura sia della partita, ma anche di situazioni di gioco, tendo ad arrivare sempre prima dell’avversario.
Un difetto invece, come detto prima, è che in alcune situazioni sono testarlo, infine non so accettare la sconfitta, se sia un pregio o un difetto questo non lo so.
Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto del suo percorso sportivo?
Se tornassi indietro non cambierei nulla, se sono quello che sono oggi è grazie a tutto quello che ho passato, ai sacrifici che ho fatto e dei bocconi amari che ho mandato giù.
Ho fatto diverse interviste a coloro che praticano il fustal, perché è così poco seguito, le varie televisioni e i vari giornali non offrono molto spazio, secondo lei qual è il motivo?
Il vero motivo del quale secondo me il futsal e poco seguito è dovuto solo ad interessi personali, parliamoci chiaro il mondo futsal non porta somme di denaro come altri sport, ad esempio il calcio a 11.
Ma attenzione non solo in Italia, ma anche nel mondo si tende a far crescere i ragazzi e di indirizzarli a guardare a giocare il calcio a 11 piuttosto che il calcio a 5.
Una domanda che non sempre faccio; lei domani riceve una chiamata importante per andare a giocare all’estero, se la sentirebbe di lasciare ogni cosa per questa nuova avventura?
Devo essere sincero? Sarei pronto a lasciare tutto sapendo solo che è un’occasione che mi permetterebbe di realizzarmi e di far sistemare la mia famiglia, altrimenti sto bene come sto.
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
Un sogno ovviamente è quello di ricevere una chiamata importante ed esibirmi in campi e competizioni importanti.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Dedico quest'intervista a tutti quelli che mi vogliono bene, la mia famiglia, la mia fidanzatala, la mia squadra e a tutti i miei amici, a chi c'è da sempre e a chi invece c'è da poco.
Per il calciatore che è diventato c’è una persona a cui sente di dire grazie?
Per il calciatore che sono oggi mi sento di dire grazie a me stesso.
Grazie
22 09 2026
(Tutti i diritti riservati)
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