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mercoledì 9 settembre 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

LUIGI

COPPOLA



        

 Luigi Coppola, è un giocatore   di calcio   e così si presenta: “ 

 

Mi chiamo Luigi Coppola sono nato a Napoli il 25-02-1998 sono un centrocampista centrale ed ho iniziato da piccolo nella scuola calcio Pigna a Pianura, a 16 anni sono andato alla scuola calcio Pasquale Foggia, sono stato  mandato a Roma presso il club  Vigor Perconti, a causa di un infortunio  (legamento crociato),e  dopo essermi ripreso ho militato nel:  Chieti, Terracina, Sant’Anastasia e Neapolis dove dopo mi sono fermato per 4 anni prima di ritornare con l’Imbriani Team, a causa di un altro infortunio ho dovuto  subire un altro intervento al legamento crociato, questa volta al destro, adesso dopo 2 anni d’infortunio ritorno in campo  il Pianura Calcio

 

 

 




La prima domanda che le voglio fare è la seguente quest’anno sei tornato a giocare dopo due anni dall’ultimo infortunio, soddisfatto di giocare con il Pianura calcio?

 

Sì, finalmente dopo 2 anni  mio ritorno in campo,  non vedo che arrivi il momento,  fortunatamente ho ricevuto la chiamata del Pianura calcio, tra l’altro   quest’anno è il 50° anniversario della sua fondazione, quindi sono molto soddisfatto e entusiasta da questa nuova avventura. 

 

Dopo il club Neapolis ti sei fermato 4 anni, se ho capito bene a causa di un infortunio o ci sono stati altri motivi?

 

E’ vero, ho fatto uno stop di 4 anni perché dopo situazioni mi avevano fatto passare un poco  la voglia di giocare a calcio.

 

Hai subito diversi infortuni e per un giocatore è la cosa più grave che possa accadere, come è riuscito a superarli, c’è stata qualche persona in particolare che le è stata d’aiuto?

 

Purtroppo ho avuto 2 infortuni in carriera, diciamo molto gravi da dovermi addirittura operare, qualche persona in particolare no, però sono molto fortunato ad avere una famiglia che mi ha seguito e non mi ha fatto pesare molto di questa situazione,   li devo ringraziare per questo. 

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Diciamo che non c’è stato un momento preciso dove ho scoperto di avere questa passione, è da quando ero bambino che già me la portavo dentro. 

 

I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

Come dicevo prima, fortunatamente ho avuto dei genitori che mi hanno sempre seguito sia  nel bene sia nel male, quindi non mi hanno mai fatto pesare queste scelte, anzi   mi hanno sempre sostenuto non dicendo quella classica frase

 

Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Sono rimasto più legato alla squadra del mio quartiere: l’Imbriani Team,  eravamo una famiglia tutti uniti nel bene e nel male, a tutt’oggi la seguo andando a vedere tutte le partite dei miei amici.

 





Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse? 


Ti posso dire  che sono un tipo sportivo oltre al calcio qualsiasi altro sport mi piace e lo guardo con piacere.


Lei gioca nel ruolo di? 

 

Preferisco giocare come centrocampista centrale però posso fare altri ruoli come trequartista e mezzala.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute, le ha oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

No, non ho mai avuto discussioni con il mister, ho sempre rispettato le loro decisioni con serenità.

 


Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Allora calcisticamente un mio pregio è il mio mancino e posso fare quello che voglio, un difetto invece è che in campo non ho voglia di correre dietro al pallone, e  purtroppo  è anche un mio grandissimo difetto.

 




Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

Io  sono cresciuto nell’epoca di CR7 e Messi quindi sono i due giocatori che ammiro di più.

 

Una domanda che non sempre faccio, lei domani riceve una chiamata per andare a giocare in club estero, se la sentirebbe di lasciare tutto e partire per questa nuova avventura?

 

Certamente accetterei volentieri questa nuova avventura, anche perché oggi all’estero ti danno più opportunità di giocare rispetto all’Italia. 

 

Come tutti sanno l’Italia che una volta era ammirata e temuta non riesce a qualificarsi ai mondiali, secondo lei per quale motivo?

 

Come ho specificato  prima l’Italia purtroppo non offre più opportunità ai giovani calciatori di dimostrare le loro qualità, oggi si guarda più al denaro che ai ragazzini;  questa è la differenza con l’Italia di una volta. 

 

A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Vorrei dedicare questa intervista alla mia famiglia che non mi hanno mai fatto sentire la sua mancanza, anche perché  hanno sempre  accettato e seguito sempre in qualsiasi scelta avessi in mente di fare.

 





Per il calciatore che è diventato, c’è una persona a cui si sente di dire grazie?

 

Una persona in particolare: sarebbe mia nonna, quando ero bambino mi sopportava giocando a calcio a casa facendomi delle palline con le buste della spesa e la carta gommata.

 

Grazie

 

 09  09      2026

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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