SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
ALESSIO
D’ANDREA
Alessio D’Andrea è nato il 29/05/1996 a Benevento, e ha iniziato a giocare a calcio all’età di 4 anni presso una scuola calcio di Benevento, il suo ruolo è il portiere.
Queste le squadre principali dove ha militato: Ferrini, Atletico Foglianise, San Martino Valle Caudina (Promozione), Forza e Coraggio (eccellenza), Cervinara (promozione e campionato vinto), ad un certo punto decide di smettere, successivamente la Virtus Benevento, lo convince a scendere in campo di nuovo: 5 sono gli anni della sua permanenza, Arpaise (seconda categoria), Pago Veiano (seconda categoria e semifinale playoff), Atletico Benevento (sino a dicembre), Sant’Angelo a Cupolo (sino a fine stagione), Forza e Coraggio (promozione e poi retrocessione: come dice lui stesso “è stata una scelta sbagliata”, Ferrini (terza categoria e semifinale playoff), Atletico Benevento Don Quixote (terza categoria, “per incompatibilità con il mister lascia la squadra che si trovava seconda in classifica per poi ritrovarla quarta.)
La prima domanda che le voglio fare è la seguente, in questo momento sa già dove andrà a giocare nella prossima stagione, ci sono delle offerte?
Ho ricevuto varie telefonate, ma per ora solo una concreta.
Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?
In realtà fin da piccolo avevo questa passione, infatti anche a casa giocavo e realizzavo palloni con il giornale.
Tempo fa, circa un anno, credo ho intervistato suo fratello portiere come lei, lei però è più grande, come mai gioca in questo ruolo, mi spiego è stata una casualità oppure ci voleva diventare sin da piccolo?
In realtà la scelta di diventare portiere è stata una casualità, da piccolo per partecipare a qualche partita di “quartiere” e dove c’erano tutti ragazzi più grandi, spesso mancavano i portieri, equindi presi coraggio e iniziai a giocare in porta con ragazzi molto più grandi di me.
I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”
Ovviamente vengo da una famiglia umile dove a casa ha sempre lavorato solo papà e quindi loro nonostante le mille problematiche mi hanno sempre permesso di seguire questa passione.
Ed è quello che consiglio a tutti. Lo sport ti fa crescere, ti forma e si fa creare legami che possono durare tutta la vita!
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
In realtà il mio carattere mi ha sempre aiutato a farmi voler bene da tutti e quindi ho un bel ricordo di tutte le società in cui sono stato!
A proposito del club Forza e Coraggio lei ci ha riferito che si è trattata di una scelta sbagliata, in che senso, ce lo potrebbe spiegare meglio?
Tre anni fa accettai di firmare con la F&C nonostante sapessi che la società fosse cambiata, ed è proprio quello è stato l’errore perché mi sono ritrovato in una società fallita; però nonostante tutto ho avuto modo di conoscere e ritrovare persone bellissime.
Come ho precisato sopra suo fratello gioca nel ruolo del portiere, in che cosa lei si sente simile, in cosa però lei è diverso?
Ci tengo a precisare che sono io quello più vecchio. Comunque no, abbiamo due stili e due altezze diverse, ma secondo me lui è stato fortunato ad essere stato allenato fin da piccolo da un preparatore dei portieri, ortuna che io non ho avuto! Ma sono molto orgoglioso e soddisfatto di lui!
Si ricorda la sua parata più bella?
Di parate ne ho fatte tante come anche di errori, ma spero che la parata più bella sia quella che devo ancora fare (mi auguro da solo di giocare ancora).
Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?
In realtà ho sempre accettato le scelte dei vari mister, tranne quando ho ricevuto qualche mancanze di rispetto. Ho detto la mia e in buon ordine ho lasciato la squadra.
Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
Mi definisco “il pazzo del gruppo” cioè colui che prova sempre a scherzare, a dar fastidio e quindi a rendere lo spogliatoio felice.
Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando)
Pregio: un buon sinistro per essere un portiere, difetti: ne ho tanti ma uno in particolare: parlo tanto!
Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto di dove è arrivato sino ad ora?
Ad oggi no! Comunque ho 30 anni e credo che la mia esperienza calcistica si avvicina quasi alla fine!
Domani lei riceve una chiamata per andare a giocare in club estero, se la sentirebbe di lasciare tutto per questa nuova avventura?
Ma qualche anno fa… forse si!
Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato?
Creare famiglia e avere un futuro roseo.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Questa intervista la dedico alla mia famiglia! Perché se oggi sono l’uomo che sono è solo merito loro,dei loro insegnamenti, dei loro valori e principi che mi sono stati tramandati!
Ultima domanda, a chi sente di dire grazie per il calciatore che è diventato?
Ci tengo a ringraziare una persona pubblicamente! Voglio ringraziare Remo Catalano il mio primo mister, una persona speciale che mi ha insegnato prima ad essere uomo e poi “calciatore”!
Grazie di tutto!
16 07 2026
(Tutti i diritti riservati)
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