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martedì 3 febbraio 2026

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

PIETRO

VARRIALE


 




Pietro Varriale è nato a Roma il 14 agosto del 1981, ha un passato da giocatore professionista. In seguito ha avviato il suo nuovo percorso nello scouting nazionale e internazionale, ricoprendo anche il ruolo di direttore sportivo dell'Afro Napoli United. Ora è Direttore Sportivo per la Scafatese – settore giovanile- Noi gli abbiamo rivolto qualche domanda. 

 




 

La prima domanda è la seguente, come sta andando la stagione in corso come Direttore Sportivo per la Scafatese?

 

Calcolando che é il primo anno che lavoro nel settore giovanile ,tutto sommato le cose stanno andando abbastanza bene visto che abbiamo tre squadre nei primi posti dei rispettivi gironi: la juniores è prima, la squadra under 17 seconda , la squadra under 16 terza; i ragazzi stanno crescendo.

 

Arriviamo adesso alla domanda che faccio sempre; lei è nato a Roma, ha iniziato a giocare in qualche scuola calcio locale, oppure in Campania, visto che lei abita a Napoli? 

 

Sono nato a Roma, ma da piccolo giocavo a Napoli, ed è lì che sono stato visionato dalla Lazio e di conseguenza sono stato comprato, più precisamente giocavo nell’Asd Calcio Pomigliano.

 

Quando si è reso conto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Già sin da  piccolo vivevo per il calcio  ad oggi nutro per esso un amore indissolubile, inoltre ho avuto sempre una grande disciplina per giocare al meglio.

 

Generalmente sappiamo che i genitori preferiscono che i propri figli diano molta più importanza agli studi, anche per lei è stato così, oppure loro non hanno intralciato il suo percorso da futuro calciatore?

 

Mi hanno sempre lasciato la libertà di scegliere, guardandomi sempre da lontano ho deciso di voler tornare a studiare, mi iscriverò all’università, con ogni probabilità farò psicologia,  segno che qualcosa mi manca.

 

Lei vanta una lunga carriera da calciatore professionista, ha miltato nella Lazio U 19, poi altre squadre che menziono sono: Catania, San Bendettese, Carrarese, Alghero, Nuova Cosenza, Tavolara Calcio. Inizia nel 2001 e nel 2018 finisce la sua avventura nel calcio giocato. Qual è stato il suo segreto per aver non solo essere stato un giocatore di successo, ma per aver giocato tanti?

 

Non ho segreti, ma solo una grande fuoco dentro che mi ha sempre spinto ad andare oltre l’ostacolo, magari ho fatto qualche scelta sbagliata, comunque sono felice di ciò che è stata la mia vita calcistica giocata.

 






Se dovesse scegliere un club dove si è trovato meglio quale sceglierebbe?

 

San Benedetto del Tronto.

 

Si ricorda il suo goal più bello?

 

il gol più bello vittoria play off con il Cosenza.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Ci sono state delle discussioni, ma sono sempre state costruttive con gli allenatori che ho avuto, soprattutto dai 23 in poi.

 

Per chi conosce poco il calcio, come si svolge la sua attività di Direttore Sportivo?

 

il direttore sportivo deve avere la cultura del lavoro, essere disponibile 24 ore su 24, far fronte a tutte le problematiche che si possono presentare sul campo e non,  non  deve limitarsi alla scelta dei calciatori o dei tecnici, ma conoscere tutte le dinamiche che ci sono all’interno di una società.

 

Sappiamo che lei va spesso in Africa, che cosa ci può dire a tal riguardo?

 

Sì, ci vado molto spesso, è tutto un altro mondo, le situazioni sono diverse e come tutti sanno c’è molto fame.


 

 


 


Se dovesse fare un bilancio della sua carriera sino ad ora, partendo da quando lei era un giocatore professionista,  successi e delusioni si equivalgono oppure maggiori sono stati i successi rispetto alle delusioni? 

 

Saranno sempre maggiori i successi, questo perché nelle sconfitte si cresce e tanto.


Un giocatore che lei ammira tantissimo?

 

Maldini

 

Un sogno per il futuro?

 

Poter offrire a dei ragazzi con gli strumenti giusti di poter crescere e perché no affacciarsi al mondo dei professionisti.

 

Sono tante le domande che vorrei farle vista la sua carriera, spero di poterle fare un’altra intervista e come ultima domanda, le chiedo a chi vorrebbe de dedicare questa intervista?

 

Dedicarla soprattutto ai miei genitori che mi sono sempre stati vicini.

 

 

 

 

 Grazie 

 

03  02     2026 

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

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