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venerdì 24 ottobre 2025

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

 

SALVATORE

MERCOGLIANO 










 

Salvatore Mercogliano è il dirigente del club ASD Marianella Calcio, così ci si presenta:  

 

 

“La mia carriera da dirigente inizia nel 2015: Per puro caso grazie al capitano Gennaro Mele e al Mister Alessandro Polizio, dell’Arzano City (Prima Categoria) dove la società ricercava un D.S. io un po' per scommessa e un po' per curiosità mi sono proposto, al mio primo anno abbiamo raggiunto il nostro obiettivo che era di salvarci, levandoci anche la soddisfazione di battere corazzate come: Albanova, Casoria, pareggiare con Bacoli e Acerrana.

 

 L' anno dopo e per i successivi 4 anni vado al Casavatore dove anche lì raggiungiamo delle salvezze tranquille, va ricordato che erano sempre squadre senza calciatori con stipendi e nessun tipo di rimborso. 

 

 

Poi purtroppo arriva il Covid che ci tiene chiusi in casa. la stagione successiva ricevo la chiamata del Melito squadra della città in cui vivo attualmente da quando mi sono sposato. Il primo anno raggiungiamo anche lì una salvezza tranquilla, mentre l’anno successivo insieme al direttore Giulio Zampini e il mister Christopher Pelliccia compiamo un vero e proprio miracolo sportivo vincendo un campionato attraverso la lotteria playoff da terzi classificati nel girone, battendo tutte le seconde degli altri gironi e ribaltando uno 0 3 nella finalissima vincendo per 4-3, Io e il mister ci siamo tatuati l’aquila(simbolo del Melito con la data).

 

 

L' anno scorso faccio il salto di categoria (Promozione) approdando al Marianella del presidente Salvatore D'Andrea che mi accoglie in una bellissima realtà che punta a crescere ogni anno, qui ricopro un po' il ruolo di dirigente "Jolly" passami il termine, l'anno scorso abbiamo sfiorato i playoff per approdare in Eccellenza, perso soltanto per un punto all’ultima giornata con grande rammarico.

 

 

Quest' anno siamo partiti molto bene abbiamo cambiato qualche calciatore rispetto allo scorso anno che uniti a quelli che gia avevamo stiamo facendo ad oggi un ottimo cammino, ma restiamo coi piedi per terra perché ci sono dei sottili equilibri ai quali dobbiamo prestare attenzione. Oggi siamo primi nel nostro girone e oggi abbiamo staccato il pass per gli ottavi di Coppa Campania.”

 

 

 

 

 


 

 

La prima domanda che le voglio fare è la seguente: com’è nato questo interesse per fare il dirigente sportivo, era un ruolo che le sarebbe piaciuto svolgere sin da quando era un adolescente?

 

Diciamo che mi è sempre piaciuto vivere il mondo del calcio a 360 gradi, lo immaginavo sin da adolescente, e non guardarlo soltanto allo stadio o alla tv, cosi 10 anni fa circa lessi di un annuncio di una squadra di Prima Categoria che cercava un Direttore Sportivo, io sono di Arzano e la squadra era l’Arzano City, sarebbe stato bellissimo poter rappresentare la squadra della mia città in qualche modo.



 




Da ragazzino lei giocava a calcio? E comunque quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Forse il fatto di non aver giocato mai a calcio, ha in qualche modo accentuato la volontà di far parte di questo mondo, seppur a livello dilettantistico. La passione per il calcio nasce da bambino, ricordo di iniziare ad interessarmi al calcio probabilmente ai mondiali di USA 94', da lì poi papà mi trasmise la passione di collezionare le celebri figurine Panini, da allora non ho piu smesso, anzi l’interesse e l'amore verso questo sport ancora aumenta ad oggi.

 

Dell’esperienza all’Arzano city cosa mi sa dire, immagino che sia stato eccitante visto che era il suo primo incarico?

 

Dell' esperienza dell'Arzano City, la mia prima come D.S. credo sia stata più che positiva, raggiungemmo l’obiettivo della salvezza levandoci anche qualche sfizio di battere squadroni come: Albanova, Casoria e fare punti contro Acerrana e Bacoli. Come le dicevo Arzano è la città che mi ha visto crescere e per me rappresentarla in qualche modo mi ha riempito di orgoglio, oltre al fatto di avermi fatto conoscere delle persone straordinarie con la quale ancora oggi ho un rapporto di bellissima amicizia e rispetto.

 

Sono passati 4 anni dal Covid, come ha vissuto quei mesi di chiusura? 

 

Il Covid per noi amanti del calcio e dello sport in generale è stata una “mazzata assurda”, visto che eravamo totalmente fermi e poche erano le cose che ci erano consentite, a livello personale  ne ho risentito parecchio.

 

Altra esperienza importante è stata al Melito, la città dove lei vive la domanda è lecita, come siete riusciti a realizzare quel miracolo (diciamo realizzare anche se non è il termine adatto)?

 

Del Melito beh, come spesso dico ci sarebbe da scrivere un libro o realizzare una serie Nefflix. Melito è la città che mi ha adottato da quando mi sono sposato, Quello che abbiamo compiuto due anni fa è un vero miracolo sportivo, partecipare ai playoff senza i favori dei piu ottimisti pronostici come 3^ classificata e battere quelle che erano la seconda del nostro girone prima, il Qualiano, e le seconde degli altri gironi poi fu un qualcosa di assurdo, tutto questo sempre fuori casa. 

Arrivammo alla finalissima regionale con la Rocchese che perdevamo 3-0 dopo mezz' ora, qualsiasi squadra si sarebbe sciolta, forse sarebbe finita in goleada, ma riuscimmo nel miracolo appunto di ribaltare il risultato 3-4 e fummo promossi in Promozione. 

Come ci siamo riusciti? Eravamo un gruppo fatto di ragazzi straordinari con ingaggio dell’intera rosa praticamente uguale a 0 a fronte delle altre squadre con ingaggi faraonici per la categoria.

 

 

Perché molti giocatori ripetono la solita frase (quelli che non sono riusciti ad arrivare a certi obiettivi: “Non ho avuto le giuste conoscenze, se le avessi avute sarei arrivato molto più in alto”?

 

Di giocatori che avrebbero potuto fare di piu soprattutto in Campania ce ne sono a centinaia, secondo me non è mai solo una questione di giuste conoscenze, spesso scelte sbagliate, o esigenze dettate dal voler avere spesso tutto e subito ne determinano poi la carriera, se parliamo poi a livello giovanile tante volte i genitori incidono tantissimo nel bene e nel male, avere una cultura sportiva purtroppo non è una materia che si studia a scuola e questo spesso ne condizionano la crescita.

 

Quando vede giocare un ragazzo che cosa la colpisce di più, oppure che cosa dovrebbe colpirla maggiormente? 

 

Quando vedo giocare un ragazzo, ne apprezzo soprattutto la voglia di sacrificarsi, il voler giocare per la squadra e non solo per se stesso, oltre alle qualità tecniche. Mi farebbe piacere vedere di più soprattutto nei giovani alle prime esperienze di non sentirsi già appagati, ma il volersi migliorare continuamente anche traendo insegnamenti dai più grandi e che hanno vissuto un altro calcio.

 

Generalmente che rapporti ha con gli allenatori e i presidenti di club? 

 

Con gli altri club ho con tutti piu o meno un buon rapporto, anzi spesso mi chiedono consigli su calciatori o su come comportarsi in determinate situazioni, mi fa piacere se posso dargli una mano per quel che posso.




 





Se dovesse fare un bilancio Successi e delusioni si equivalgono oppure maggiori sono i successi rispetto alle delusioni? 

 

Bilancio di questi miei primi 10 anni in questo mondo sono sicuramente positivi, abbiamo sempre raggiunto gli obiettivi prefissati a inizio stagione, miracolo Melito a parte dove nessuno immaginava ciò che abbiamo fato. Una piccola macchia forse la troviamo lo scorso anno dove per un solo punto non siamo riusciti a disputare i playoff per l'eccellenza col Marianella, mia attuale società.

 

Che cosa le stando il calcio e che cosa le sta togliendo?

 

Cosa mi leva il calcio? Eh questa è una domanda da fare forse a mia moglie e mio figlio (ride). Sicuramente nel periodo settembre/maggio nei weekend soprattutto gli tolgo tanto tempo dedicato, cerco di compensare durante la settimana, so che vorrebbero che restassi un po' di più con loro ma, soprattutto spero mio figlio tra qualche anno capirà il perché' questo sport bellissimo ci condiziona la vita.

 

Oltre al calcio quali altri sport segue con grande interesse? 

 

Da bambino all' età di 7 8 anni ho fatto un po’ di basket, in linea di massima mi piacciono un po' tutti gli sport di squadra e dove il collettivo fa la differenza, tipo Rugby, Basket, pallavolo ed anche i motori

 

Un giocatore che lei ammira tantissimo e uno che ammira meno? 

 

Un calciatore che ammiro ed ho sempre ammirato tantissimo e quest' anno ho la fortuna di viverlo da vicino ed è Kevin De Bruyne. Uno che apprezzo di meno? In linea di massima tutti i calciatori inclini a simulazioni o che spesso hanno un comportamento che non sia d' esempio per chi da fuori osserva.

 

 

Supponiamo che lei domani riceva una chiamata da un club estero per fare il dirigente, se la sentirebbe di partire per questa nuova avventura, oppure risponderebbe di no?

 

Di chiamate ogni anno, in Campania, e in ogni periodo dell' anno ne ricevo e mi fa piacere, anzi colgo l'occasione per ringraziare tutte le società che mi cercano per coinvolgermi nei loro progetti sportivi, in termini temporali proprio pochi giorni fa sono stato contattato da una società di Prima Categoria, ho declinato perché' mi trovo bene al Marianella e poi non amo entrare in progetti a stagione iniziata. Per l'estero deve essere un qualcosa di irrinunciabile, ma si mi piacerebbe fare un’ esperienza del genere seppure nei nostri campionati è un qualcosa di quasi impossibile data la cassa di risonanza del mondo dilettantistico.

 

 

 

Un sogno per il futuro?

 

Un sogno per il futuro? Sono abituato a non guardare troppo in là, volendo usare una frase tanto cara agli addetti ai lavori preferisco pensare "partita per partita", per quello che posso sono concentrato solo sul Marianella alla quale do tutto quanto nelle mie possibilità perché' abbiamo un conto in sospeso con la scorsa stagione, e mi piacerebbe appunto migliorarne il finale. Ogni campionato rappresenta delle difficoltà la strada è lunga e le avversarie sono forti, vedremo...

 







A chi vuol dedicare questa intervista?

 

L'intervista la dedico alla mia famiglia, a mia moglie Elena e a mio figlio Matias, loro   mi supportano  e sopportano, e che come dicevo prima spesso metto da parte senza che potessi dare loro nulla in cambio per giustificare le mie assenze da casa.

 

 Grazie 

 

 24   10    2025

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

lunedì 20 ottobre 2025

SEZIONE SPORT

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

MATTEO 

MOCCIA

 



   

 

 Matteo Moccia è un giocatore di calcio di Napoli e così si presenta:

 

 “Sono nato a Napoli il 24/01/2001 e attualmente gioco nella P.G. Mariglianese. Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 5 anni e da sempre è stato lo sport che ha accompagnato la mia adolescenza. 

 

La mia carriera calcistica è la seguente: 2 anni in promozione con la Mariglianese calcio, 1 anno in promozione con il Baiano, 1 anno in eccellenza con la Mariglianese calcio, successivamente metà anno in serie D con la Mariglianese calcio, e infine 4 anni consecutive, in cui ci sono state 2 promozioni, con la P.G. Mariglianese per arrivare in prima categoria."

 

 

 





La prima domanda che le voglio fare è la seguente com’è terminata stagione 2024-2025.Si si ritiene soddisfatto delle sue prestazioni oppure poteva fare di più? 

 

La stagione 2024-2025 è terminata con la vittoria del campionato di seconda categoria, sono ovviamente soddisfatto perché abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato e sono riuscito a contribuire alla causa con i miei 13 gol.

 

Lei ha militato per diversi anni nella Mariglianese, che cos’ha di particolare questo club?

 

Ho giocato sia per la Mariglianese Calcio che per la Mariglianese Sveva, queste   sono attualmente le due squadre di Marigliano. Con la prima ho militato in categorie superiori che mi hanno permesso di acquisire esperienza e fiducia in questo sport, con la seconda ormai sono 4 anni di fila che ci gioco e posso dire di far parte di una vera e propria famiglia.

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

Ho scoperto che il calcio sarebbe diventata la mia più grande passione fin da piccolo, infatti pratico questo sport da ormai 20 anni e ogni volta che tocco il pallone provo emozioni sempre uniche e inspiegabili.



 




I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

I miei genitori hanno sempre cercato di assecondare la mia più grande passione e anzi mi hanno sempre lasciato scegliere con serenità la strada che volessi percorrere senza impormi mai nulla.

 

Lei ha giocato con il Baiano,  che cosa ci può raccontare di questa esperienza?

 

L’esperienza con il Baiano in promozione è durata da gennaio a maggio, era 1 anno che non giocavo più a causa dello studio e dopo una chiamata di un amico sono ritornato a fare ciò che più mi emoziona. Ho collezionato 14 presenze da titolare e abbiamo raggiunto l’obiettivo salvezza senza troppe difficoltà.

 

Lei gioca nel ruolo di? E si ricorda il suo goal più bello?

 

Il mio ruolo è la punta centrale e il mio gol più bello è sicuramente io gol che ho fatto nella partita che ha deciso la nostra promozione in prima categoria l’anno scorso, davanti a tutti i nostri tifosi.

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

Diciamo che ci sono stati mister con cui ho avuto delle discussioni, ma alla fine credo che sia giusto ascoltare ciò che viene detto e fare tesoro dei consigli preziosi del mister per cercare di migliorarsi allenamento dopo allenamento.

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

 

Io sono uno a cui piace molto dare e allo stesso tempo ricevere i consigli, sono convinto del fatto che in questo sport anche un ragazzo più piccolo possa insegnare un minimo aspetto tattico che a volte può essere trascurato dai più esperti. Ovviamente poi l’esperienza della persona più grande ti permette di maturare e migliorare.



 




Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio pregio sicuramente è di avere un grande spirito di sacrificio e ovviamente essendo alto quasi due metri faccio del mio fisico la mia forza principale.

 

Un mio difetto è quello di perdere un pò la testa in campo in alcune occasioni che mi fanno uscire momentaneamente dalla partita.

 

Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto di dove è arrivato sino ad ora? 

 

Ovviamente nel calcio non sempre si fa la scelta giusta, ma tutto sommato sono felice di dove mi trovo, i miei compagni mi vogliono bene e sono la mia seconda famiglia.

 

Una domanda che faccio spesso, se lei ricevesse domani un’offerta per un club estero, se la sentirebbe di lasciare tutto quello che ha per questa nuova avventura?

 

Se domani dovessi ricevere un’offerta dall’esterno probabilmente valuterei ovviamente le condizioni, ma sarei sicuramente felice di vivere un’esperienza calcistica fuori dall’Italia. Più che altro sarei curioso di capire come vivono loro il calcio rispetto a noi.

 

Famiglia e amici quanto sono importanti per lei? 

 

Famiglia e amici sono una parte fondamentale della mia vita, non riuscirei ad immaginare una vita senza di loro, sono da sempre stati la mia forza e sono sicuro che mi accompagneranno per sempre in tutte le mie decisioni.

 

 

 



A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Alla mia famiglia che mi è sempre accanto.

 

Grazie 

 

20  08      2025

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

giovedì 16 ottobre 2025

ISEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 


SIMONE

TERRIBILE

     


 

 


Simone Terribile, di Napoli, è  un giovanissimo giocatore   di calcio (13 anni) è il fratello del talentuoso Antonio Terribile,  e noi lo abbiamo intervistato.

 

 


La prima domanda che le voglio fare è la seguente in questa stagione che è appena iniziata lei sta giocando con quale club?

 

Gioco con la F.C. Fenix Arzano.

 

Emozionato di far parte di questa squadra?

 

Si sono molto entusiasta di far parte di questo gruppo

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione? Ma, soprattutto perché proprio il calcio e non un altro sport?

 

Ho scoperto questa passione da piccolo andando a vedere le partite di mio fratello.

 

I suoi genitori sono contenti di questa passione, oppure le dicono che dovrebbe pensare allo studio?

 

Sono contenti di questa passione però ovviamente la priorità è lo studio. 

 

Lei gioca nel ruolo di? 

 

Gioco Difensore Centrale 

 

Si ricorda il suo goal più bello?

 

Una punizione 

 

Delle piccole discussioni con i mister le ha avute oppure ha accettato e accetti sempre le decisioni con serenità?

 

No, accetto le decisioni con tranquillità e cerco sempre di tenere per me i consigli che mi danno.

 


Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Pregio: visione di gioco: difetto: sono permaloso. 

 

Un giocatore che ammiri tantissimo? 

 

Cannavaro.

 

Un pronostico: chi vincerà lo scudetto della stagione 2025/2026?

 

Per scaramanzia preferisco non rispondere.

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Diventare calciatore professionista.

 

A chi vuole dedicare questa intervista?

 

Al presidente, il dottor Luca  Cifinelli, al direttore Gaetano    Russo, e al mister Armando Cifinelli.

 

 


Grazie 

 

16 10     2025

 

(Tutti i diritti riservati) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 13 ottobre 2025

SEZIONE SPORT

 

 

 

 

Paolo Radi intervista

 

 

 

ANTONIO

TARTARONE

 

 


     

 

 Antonio Tartarone è un giocatore   di Giugliano in Campania (Napoli), ha 17 anni e così si presenta: “ 

 

 

Incomincio dicendo che iniziai a giocare all’età di 5 anni in una scuola calcio vicino casa che poi fallì e da quel momento in poi cambiai svariate scuole calcio, a 13 anni decisi di iscrivermi in una scuola calcio che si chiama “Fro Calcio”. Ho sempre giocato difensore centrale ma quell’ anno il mister non credeva in me quindi decise di farmi giocare fuori ruolo come terzino sinistro a piede invertito, quell’anno do tutto me stesso allenandomi con costanza, dedizione e fame di vittorie. 

 

 

A fine anno ebbi la possibilità di andare nella Turris, ma la rifiutai sotto consiglio di papà perché per lui non ero ancora pronto. 

 

Cambiai nuovamente scuola calcio andando nel Real Casarea, una scuola calcio in provincia di Napoli, lì giocai nel mio ruolo tranne in una amichevole a Bari dove entrai dalla panchina come mediano, giocai comunque un’ottima partita. Dopo qualche mese il presidente chiama mio padre dandogli la notizia che il Bari voleva tesserarmi per la stagione 23/24, così dopo una lunga attesa il 26 luglio 2023 firmai con il Bari. 

 

 

Quell’ anno giocai poco, ma nonostante ciò continuai ad allenarmi, quell’esperienza mi aiutò comunque sia sotto l’aspetto umano che calcistico. Dopo quella stagione passai alla Casertana dov’è giocai praticamente tutte le partite e finendo la stagione a metà classifica, posso dire che si trattò una buona stagione.    Poi una volta svincolato decisi di andare a fare un provino di 3 giorni per il Cittadella, il risultato fu positivo, peccato che non se ne fece più nulla. Sotto consiglio di un procuratore decisi di cercare un campionato di Promozione per crescere e fare esperienza.  Ho modo di conoscere   Stefano Carta che mi vede giocare in un raduno di ragazzi, a settembre firmo per il Casapesenna e inizio il campionato con loro.

 

 

 







La prima domanda che le voglio fare è la seguente: lei quest’anno gioca nel Casapesenna, come si trova in questo club? Soddisfatto della scelta?

 

Sì, assolutamente mi sono ambientato bene sia con lo staff e sia con i miei compagni fin da subito.

 

Ho avuto modo di intervistare Stefano Carta, una persona squisita e competente, anche lei appena ebbe modo di conoscerla ha avuto questa sensazione? 

⁠⁠

Il direttore Stefano Carta si è sempre dimostrato interessato a me e super disponibile nei miei confronti e di questo gli sono grato.

 

Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?

 

La passione per il calcio è una cosa che mi accompagna da bambino, trasmessa da mio padre e ancor prima da mio nonno, giocatore pure lui.

 







I suoi genitori hanno cercato di assecondarla, oppure le hanno detto la classica frase: “...non sarebbe meglio che pensassi allo studio?”

 

Mia mamma e mio padre sono sempre stati contenti che avessi un sogno e che lo inseguissi, anche loro insieme a me hanno fatto molti sacrifici e mi hanno sempre insegnato ad impegnarmi su ogni cosa che avessi deciso di fare, sia sullo studio che sul calcio.

 

 

 




Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più   legato? 

 

Il gruppo a cui mi sento più legato è quello dell’U14 alla Fro Calcio un gruppo unito, compatto e con un unico obbiettivo che era quello di vincere. Con alcuni dei miei ex compagni ci manteniamo ancora in contatto.

 

Lei ha giocato nel Bari, che tipo di esperienza è stata e che cosa ha imparato, da questa esperienza? 

 

⁠⁠L’esperienza con il Bari è stata fondamentale, perché si è trattata del primo incontro con il calcio professionistico giovanile e anche la prima volta lontano da casa.  Inevitabilmente mi ha fatto maturare sia dal punto di vista calcistico che umano.

 

Lei gioca nel ruolo di? 

 

⁠⁠Il mio ruolo primario è il difensore centrale, ma posso giocare anche terzino.

 

Si ricorda il suo goal più bello?

 

Giocando in difesa non ho realizzato molti gol ma ne ricordo uno particolarmente perché lo segnai da calcio di punizione 

 

Grandi discussioni con i mister le ha avute oppure ha sempre accettato le decisioni con serenità?

 

No, con i mister ho sempre cercato di imparare qualunque cosa mi venisse detta perché sono sempre stato del pensiero che loro ne sapessero più di me.

 

Generalmente che ruolo ha all’interno del gruppo, mi spiego ascolta i consigli dei compagni, discute serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?

Con i miei compagni ho sempre cercato di stringere un rapporto di quasi fratellanza affinché prevalesse il rispetto reciproco, infatti mi piace dialogare ascoltando e dando indicazioni senza cercare di prevalere e sembrare presuntuoso.



 




Un suo pregio e un suo difetto (calcisticamente parlando) 

 

Un mio pregio credo sia l’anticipo, un’arma che ho sempre saputo usare, invece un difetto sicuramente la cattiveria agonistica è un qualcosa cosa che non si impara quando ci si allena, ma può essere tirata fuori e so che dovrò  farlo per entrare nel calcio che conta.

 

Lei è giovanissimo, ma de domani dovesse ricevere una proposta da club non italiano, se la sentirebbe di partire per questa nuova avventura?

 

Sì, assolutamente, sono sempre stato pronto mentalmente ad avventurarmi in un’esperienza all’estero ed è sempre stato un mio sogno perché so come lavorano e mi è sempre piaciuto il metodo che hanno con i giovani 

 

Un giocatore che lei ammira tantissimo? 

 

La risposta potrebbe essere banale ma il giocatore che ho sempre ammirato è Cristiano Ronaldo, per me rappresenta la figura del atleta perfetto che ha avuto la fame e la voglia di arrivare sul tetto del mondo riuscendoci più volte e sacrificando se stesso per arrivare a quell’obiettivo.

 

Famiglia e amici quanto sono importanti per lei? 

 

La famiglia per me è la cosa più importante perché ho avuto la fortuna di avere sempre un punto di riferimento, inoltre mi hanno  aiutato  nelle scelte prese sostenendomi, per quanto riguarda gli amici ne ho pochi di cui mi fido veramente,  siamo cresciuti insieme quindi siamo fratelli e mi hanno sempre sostenuto mi sostengono  nel mio sogno.

 

Un sogno che vorrebbe che si realizzasse nell’immediato? 

 

Riuscire ad andare a giocare all’estero più specificatamente in Spagna, Inghilterra o Germania.

 






A chi vorrebbe dedicare questa intervista?

 

Quest’intervista voglio dedicarla a mio nonno paterno che non c’è più a cui ho fatto la promessa di realizzare il mio sogno, con il suo aiuto dall’alto  e con i miei sacrifici ce la metterò tutta per riuscirci.

 

Grazie 

 

13  10     2025

 

(Tutti i diritti riservati)