SEZIONE SPORT
Paolo Radi intervista
VINCENZO
RUSSO
II INTERVISTA
Vincenzo Russo è un giocatore di Napoli (classe 1985) ruolo difensore centrale, negli ultimi 4 anni ha militato nei seguenti club; Nocerina, Nola, e negli ultimi due anni presso il Real Aversa.
Vincenzo Russo con il Manfredonia
Questa è la seconda intervista che facciamo e dalla prima sono passati diversi anni, La prima domanda che le voglio fare è la seguente, lei negli ultimi due anni ha militato nel Real Aversa, che anni sono stati? Tra l’altro è una squadra che è cresciuta molto.
Sì, Paolo è la secondo intervista che facciamo e per me è sempre un piacere.
Sono stati gli ultimi due anni dell mia carriera, in verità sono stato un anno e mezzo, il primo anno è stato un campionato dove tutti ci davano per retrocessi al girone di andata, e invece facemmo un campionato strepitoso, addirittura sfiorando i play off.
L’anno dopo pure fu un inizio importante, però per vari motivi decisi di abbandonare il calcio giocato.
Invece che cosa mi sa dire dell’esperienza che ha avuto al Nocerina e al Nola?
A Nocera arrivai a dicembre dopo che mi svincolai da Taranto, beh che dire andai via da una piazza importante e approdai in un’altra piazza anche essa blasonata, però durò poco (3 mesi), nonostante ciò, stavamo facendo bene. Poi l’anno dopo, dopo tutta la bufera della pandemia firmai a Nola, fu un anno di alti e bassi ma personalmente sono stato bene sia con l’ambiente che con i compagni di squadra.
Quando ha scoperto che il calcio sarebbe diventato la sua più grande passione?
Mio padre mi diceva che io all’età di 3 anni stavo sempre con un pallone in mano, poi sai crescendo giocavo con gli amici per strada e all’età di 8 anni la mia famiglia decise di iscrivermi ad una scuola calcio e da lì è iniziato il mio percorso “calcistico”.
In questo momento, quanto le manca il calcio?
Il calcio mi manca tanto, manca quella tensione prima delle partite, l’odore dell’erba prima di entrare in campo, ma la cosa che mi manca di più è stare nello spogliatoio con gli amici.
Per il futuro ha intenzione di diventare allenatore?
In verità fare l’allenatore non è che mi piaccia tanto, però non escludo il patentino, nella vita mai dire mai.
Lei ha giocato in tanti importanti club, qual è stato il suo segreto per arrivare a giocare ad alti livelli?
Più che alti livelli ho giocato in varie piazze importanti dove mi sono levato tante soddisfazioni, non c’è un vero e proprio segreto, ma l’importante è allenarsi bene e fare una vita sana, ma soprattutto darti un obiettivo da raggiungere.
Lei ha giocato in diverse squadre, a quale è rimasto più legato?
Diciamo che sono quasi legato a tutte le squadre dove ho giocato, perché ognuna di essa mi ha regalato un’emozione diversa e quindi scegliere una squadra in particolare mi è difficile.
Secondo lei, grandi giocatori si nasce o ci si può arrivare con un duro allenamento?
Per diventare un grande giocatore ad alti livelli bisogna veramente allenarsi duramente, sacrificare gran parte della tua vita e dedicarti solo al calcio, pure quello che nasce con il talento ed ha una marcia in più, comunque, deve sacrificarsi e allenarsi duramente.
Generalmente che ruolo aveva all’interno del gruppo, mi spiego ascoltava i consigli dei compagni, discuteva serenamente con loro, oppure tende a imporre la sua volontà?
Io quand’ero giovane cercavo sempre d’imparare da quello più grande ed esperto di me, perché sono loro che ti fanno crescere per poi acquistare tu quell’esperienza, esperienza che ti porterai nel tuo percorso calcistico
Se avesse la possibilità di tornare indietro, cambierebbe qualcosa, oppure è soddisfatto di dove è arrivato sino ad ora?
Se dovessi tornare indietro più che cambiare qualcosa modificherei qualcosa ,oppure starei più attento a fare delle scelte.
Che cosa le ha dato il calcio e cosa le ha tolto?
Il calcio non mi ha tolto nulla anzi mi ha dato tanto, mi ha regalato emozioni, soddisfazioni e mi ha dato la possibilità di conoscere tanta gente.
A chi vorrebbe dedicare questa intervista?
Dedico questa intervista ai miei figli che sono piccoli e mi dispiace tanto che non hanno potuto vedermi giocare e gioire con me nei momenti belli della mia carriera.
Grazie
20 03 2026
(Tutti i diritti riservati)
Nessun commento:
Posta un commento